Mostro Barchetta Zagato Powered by Maserati: foto e meccanica
Fuoriserie

Da Zagato un Mostro d'Eleganza per Villa D'Este con motore Maserati


Avatar di Emanuele Colombo , il 21/05/22

1 mese fa - Debutta a Villa D’Este la Mostro Barchetta Zagato Powered by Maserati

Foto e caratteristiche della fuoriserie Mostro Barchetta Zagato Powered by Maserati, che debutta a Villa D'Este

Brutale potenza ed estetica raffinata: è questo il connubio che fece esclamare a Sir Stirling Moss: ''Beautiful like a monster'', quando vide per la prima volta la Maserati 450S Coupé Zagato, con cui avrebbe partecipato alla 24 Ore di Le Mans 1957. Soprannominata ''The Monster'', quella Maserati leggendaria era firmata dall'ingegnere aerodinamico Frank Costin. Oggi il mito si rinnova, con la consegna al fortunato proprietario della prima Mostro Barchetta Zagato Powered by Maserati al Concorso d’Eleganza di Villa D’Este 2022.

Mostro Barchetta Zagato, vista dall'alto - foto di Massimiliano Serra Mostro Barchetta Zagato, vista dall'alto - foto di Massimiliano Serra

LA SCOCCA È IN CARBONIO Disegnata da Norihiko Harada – Vice President Design Zagato – Mostro Barchetta Zagato è l'evoluzione a cielo aperto della coupé Mostro. Si ispira alle perfette proporzioni delle scoperte realizzate dai fratelli Maserati per Maserati stessa e, sucessivamente, per O.S.C.A negli anni 50. Due posti secchi, parabrezza avvolgente ispirato a quello dei motoscafi da corsa, Mostro Barchetta ha un telaio realizzato con una monoscocca in fibra di carbonio accoppiata a un'innovativa struttura in composito per il telaio parabrezza, e a un sottotelaio posteriore in acciaio che regge il serbatoio carburante, il sistema di scarico, le sospensioni posteriori e il differenziale.

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Mostro Barchetta Zagato accanto a Mostro Zagato coupé - foto di Massimiliano Serra Mostro Barchetta Zagato accanto a Mostro Zagato coupé - foto di Massimiliano Serra

LA SCELTA È TRA DUE MOTORI Come dice il nome, i motori proposti per Mostro Barchetta sono firmati Maserati. La scelta è tra il V8 da 4,2 litri aspirato, che sviluppa 420 CV, o il V6 da 3,0 litri Biturbo che raggiunge i 630 CV di potenza. Il propulsore è disposto in posizione anteriore-centrale, accoppiato a un cambio sequenziale meccanico da corsa con 6 rapporti a innesti frontali. Nonstante la mancanza di uno schema transaxle, che prevede il cambio al posteriore in blocco con il differenziale, la distribuzione dei pesi è perfettaemente equilibrata tra i due assi (50-50) e il peso contenuto in soli 1.200 kg permette un rapporto peso-potenza che può arrivare fino a 2 kg/CV, per la versione più potente: a garanzia di prestazioni elevate e di una guida che Zagato definisce “racing”.

Mostro Barchetta Zagato, gli interni - foto di Massimiliano Serra Mostro Barchetta Zagato, gli interni - foto di Massimiliano Serra

SOLO CINQUE ESEMPLARI La ciclistica si basa su sospensioni a doppio braccio oscillante, con gruppi molla-ammortizzatore tipo push-rod completamente regolabili. Le ruote sono in lega da 19”, con fissaggio monodado, e gli pneumatici sono 255/40 R19 all'anteriore e 295/35 R19 al posteriore: misure non esagerate, viste le potenze in gioco. L’impianto frenante prevede dischi ventilati ''di grande diametro'', con pinze AP Racing da 6 pistoncini all’anteriore e 4 pistoncini al posteriore. ''Mostro Barchetta si esprime al meglio in pista, ed è performante su qualsiasi tratto stradale'', dice Zagato: sarà prodotta in cinque esemplari esclusivi e già quasi tutti assegnati a una selezionata cerchia di collezionisti, ''che dovranno necessariamente personalizzare la propria fuoriserie in fase d’ordine, per renderla realmente unica''. Vorresti concederti il lusso di fare scelte scontate? Guai a te!


Pubblicato da Emanuele Colombo, 21/05/2022
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