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AVVISTATA Dopo il restyling della Honda Civic Type-R 2020, oggi parliamo della prossima generazione della ''hot hatch'' made in Japan. L'auto infatti è stata avvistata in fase di collaudo su strada e quindi, anche se in versione camouflage, abbiamo qualche spunto di riflessione in più. Vediamola insieme.
COSA SI VEDE L'auto è ancora fortemente camuffata, lasciando intravedere poco o nulla della carrozzeria. Anteriormente non sembrano esserci netti tagli col passato, coi gruppi ottici filanti e le grosse prese d'aria che la fanno da padrone. Anche lateralmente nessun grande colpo di scena, con i grossi cerchi - presumibilmente da 20'' - e le pinze freno Brembo a vista. Discorso diverso sul posteriore, dove i fanali sembrerebbero ora più filanti e disposti orizzontalmente, rispetto a quanto non sia sull'attuale Civic. Non manca uno dei biglietti da visita di una Type-R, ossia il grosso alettone posteriore, mentre si intravede un solo terminale di scarico, neanche particolarmente grande, sul lato sinistro,. A differenza dei tre scarichi centrali della versione attualmente in commercio.
IL MOTORE Il gigante giapponese sarebbe intenzionato, sulla nuova generazione di Honda Civic Type-R, a sfruttare parzialmente la spinta elettrica. Non aspettiamoci necessariamente una Civic totalmente elettrificata, ma più facilmente un propulsore ibrido. Honda ha già una discreta esperienza in questo campo e il sistema ibrido basato sul motore della CR-V, un quattro cilindri di 1,5 litri da 173 o 193 CV, potrebbe essere una buona base di partenza, tecnologicamente parlando. Se oggi il 2.0 litri turbo della Civic Type-R è capace di 320 CV, potremmo aspettarci un'unità ibrida magari più vicina ai 400. Per saperne di più, però, dovremo aspettare altri rumors.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…








