UN FULMINE A CIEL SERENO Nelle scorse settimane è rimbalzata sui giornali di tutto il mondo la notizia della fusione tra FCA e PSA, che potrebbe portare in poco tempo alla costituzione del quarto gruppo nell’industria dell’automobile. Con il salone di Los Angeles in pieno svolgimento, General Motors ha gettato una vera e propria bomba contro la casa italo-americana, denunciandola per corruzione durante le trattative sindacali del 2005, e citando tra i presunti colpevoli anche l’allora presidente e CEO di FCA Sergio Marchionne.

QUALCHE INFORMAZIONE IN PIÙ La causa coinvolge tre ex-dirigenti del gruppo Fiat Chrysler, Al Iacobelli, Jerome Durden e Michael Brown, che si sono già dichiarati colpevoli in un’inchiesta federale parallela portata avanti dal procuratore distrettuale del Michigan. GM accusa FCA di aver tramato per indebolire il processo di contrattazione collettiva dei sindacati americani dell’UAW (United Automobile Workers), provocando sostanziali danni economici a GM.

Una fabbrica americana di FCA

LE ACCUSE DI GMVogliamo che FCA si assuma la responsabilità di aver danneggiato la nostra società, e sincerarsi che d’ora in poi la competizione si svolga correttamente”, ha commentato uno dei vicepresidenti di GM, Craig Glidden. “Riteniamo che Marchionne sia direttamente responsabile dell’ideazione, dell’esecuzione e della promozione di questo piano. Non intendiamo rivalerci sui sindacati, ma solo su FCA”. GM sostiene che “FCA abbia pagato milioni di dollari in tangenti per ottenere benefici, concessioni e vantaggi nei negoziati con i sindacati”, con particolare riferimento alle trattative collettive del 2009, del 2011 e del 2015. Il risultato è stato (per GM) un aumento ingiustificato dei costi della manodopera (che FCA paga 55 dollari l’ora, contro i 63 di GM) di cui si sarebbe avvantaggiata FCA, e da qui il danno che General Motors sostiene di aver subito. GM ha dichiarato di aver intenzione di investire eventuali risarcimenti per investire sui suoi dipendenti e assumerne di nuovi.

GLI ACCUSATI All’epoca dei fatti contestati nelle accuse, Iacobelli era vice presidente delle relazioni con i dipendenti e incaricato nei negoziati con il sindacato UAW; Durden era un analista finanziario di FCA, mentre Brown era direttore delle relazioni con i dipendenti, anch’egli coinvolto nei negoziati. E, come abbiamo già detto, Sergio Marchionne era presidente e amministratore delegato di FCA.

Sciopero dei lavoratori americani a Detroit

COSA SUCCEDERÀ? La domanda che a questo punto viene lecito porsi è quanto questa causa possa influire sulla fusione tra FCA e PSA. Difficile dare una risposta, anche se non ci sono segnali per cui le trattative possano rischiare di saltare. Stando a fonti interne a FCA, le valutazioni interne e le discussioni tra le società proseguono senza intoppi. Il gruppo PSA non ha commentato la cosa, mentre non si è fatta attendere la risposta di FCA, arrivata in un comunicato stampa diramato oggi, dove la causa viene definita “priva di fondamento”. 

LA RISPOSTA DI FCAFiat Chrysler Automobiles si difenderà strenuamente contro la causa intentata ieri da General Motors”, si legge nel comunicato. “Siamo convinti che la causa non sia altro che un modo per distrarre l’attenzione dai problemi di GM (lo sciopero dei lavoratori di UAW di questi giorni, ndr). Una tattica che lascia stupefatti, e che arriva nel momento in cui FCA si sta dimostrando un competitor ancor più agguerrito, e che si dimostra ancor più capace di creare valore per i suoi azionisti con una strategia di lungo termine di successo, in cui rientra anche la fusione con PSA”. FCA si dice “fiduciosa” di riuscire ad avere ragione in tribunale, e assicura già di voler rispondere a tono, presumibilmente facendo a sua volta causa a GM.


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