Edizioni speciali

Ford Mustang Bullitt


Avatar Redazionale , il 15/11/07

13 anni fa - La versione commemorativa

Quarant'anni dopo la recita in Bullitt ecco la versione commemorativa della Mustang di allora. Solo 7700 esemplari, solo verde o nera, all'insegna del minimalismo estetico e della nostalgia. Con i rapporti corti per scattare meglio negli inseguimenti.

CORSI E RICORSI 1968, una Mustang corre sulla pellicola di Bullitt, starring Steve McQueen. A quarant'anni dal debutto cinematograficoarriva l'edizione speciale. Il nome? Bullit. Il colore? Verde. Il look? Cattivo e senza fronzoli, senza nemmeno il cavallino che corre sulla griglia. Citazione e memoria storica rispettata. Poi tanti cavalli veri sotto il cofano, con il V8 rinvigorito solo un poco. E un tuning mirato all'handling e allo scatto, tutto attingendo al reparto pezzi speciali della casa. Ne verranno costruite solo 7700 rigorosamente numerate e debutterà al salone di Los Angeles.

SOLO 7700 Per la personalizzazione estetica si può parlare di minimalismo applicato. Fedelmente al concept originario spariscono tutti i segni identificativi, scritte comprese. Solo il badge posteriore mette sull'avviso, con il mirino stilizzato e le lettere Ford a fare da contorno. Lo stesso colore in esclusiva, riproduzione con tecniche moderne della cromia dell'epoca, sembra pensato apposta per mimetizzare forme e muscoli. Se proprio non piace l'highland green si può avere nera, ma a quel punto si perde quasi tutto l'effetto revival.

MUSCOLI NASCOSTI Una Mustang al contrario, dove a farla da padrone non sono prese d'aria, gibbosità sul cofano o strisce adesive colorate e autocelebrative, ma un gioco a nascondino con il solito posteriore, accompagnato dai gruppi ottici squadrati che a dire il vero sembrano aver fatto il loro tempo, e dai due scarichi cromati. Poi i cerchi scuri da diciotto pollici, reinterpretazione in taglio modernista di quelli che equipaggiavano la nonnina sul set. Parzialmente sorprendenti gli interni. Con la plancia che trova nella piastra di alluminio e nella spartana semplicità, quasi da stock car, un momento verace, o come la consolle centrale, bulgara come la mancanza di ammennicoli tecnologici.

ATTRICE CONSUMATA Poco importa, la lacrimuccia scenderà lo stesso a chi ancora ricorda l'inseguimento leggendario con la Dodge Charger sulle strade di San Francisco e l'accoppiata "poliziotto bel tenebroso - auto sportiva". Seguita poi con successo da molti altri telefilm. Esempio di contaminazione tra mondi contigui, con le auto che prima ispiravano Hollywood, mentre ora sono i reparti marketing automobilistici a guardare agli studios per rinverdire i loro miti. La Mustang, con oltre 500 interpretazioni all'attivo in vari film e telefilm, si presta perfettamente ad un'operazione del genere.

TOSTA MA NON BOSS A giustificare il valore e l'interesse per la versione speciale rimangono gli aggiustamenti alla voce handling e il propulsore, con gli otto cilindri a V del 4,6 litri erogano 315 cavalli a 6500 giri (250 giri in più di allungo grazie all'albero a camme rivisto e al filtro dell'aria aperto) e la coppia muscolosa di 494 Nm. Lo zero - cento si brucia in 5 secondi netti (la Mustang GT 390 del 1968 copriva il 0-100 km/h in 7,8 sec). Per avere una vera bruciasemafori occorrerà aspettare la Boss, vociferata versione con motore ultrapompato. Mentre i mustangofili ricorderanno che nel 2001 c'era stata un'altra "Bullitt" commemorativa.

CAVALLI IN SALDO A completare il trattamento poliziesco il pacco dono alla voce sospensioni e reattività. Con la barra duomi che irrigidisce la struttura, sospensioni tarate ad hoc e le pinze dei freni ingrandite. Mentre i rapporti accorciati e il ponte posteriore preso dalla Shelby GT 500 sembrano pensati per farsi inseguire al semaforo e tra le curve. Una Bullitt costerà in america circa 31.000 dollari, una cifra allettante e resa ancor più strabiliante dal cambio favorevole. Ad oggi sarebbero 21.224 euro, neppure 68 euro a cavallo. Anche l'imperturbabile e fascinoso tenente Frank Bullit si emozionerebbe.


Pubblicato da Luca Pezzoni, 15/11/2007
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