INDIA - USA Continua, e non potevamo sperare in meglio, la querelle tra FCA e Mahindra a proposito della disputa legale sulla Roxor, venduta negli Stati Uniti, che la casa italo-americana ha giudicato troppo simile alla Jeep CJ Willys. Dopo la denuncia dell’estate 2018 e il primo pronunciamento di un giudice di Diritto Amministrativo, arriva la replica della casa indiana.

UN PEZZO DI STORIA È importante sottolineare, tra l’altro, che Mahindra ha avuto la licenza di costruire Jeep dal 1947, un tempo di gran lunga superiore a quello di FCA. Insomma, dire che Mahindra abbia “rubato” i disegni della macchina non è del tutto corretto, visto che l’ha fattivamente costruita per oltre settant’anni. Insomma, non siamo di fronte a un’azienda che ha deciso di scopiazzare il malo modo la CJ, ma ha una storia e un retaggio forse paragonabili a quelli di Jeep.

Continua la diatriba legale tra FCA e Mahindra per la Roxor

Siamo consapevoli degli articoli pubblicati in merito al primo parere del giudice di qualche settimana fa in merito alla nostra causa con FCA”, esordisce il comunicato di Mahindra. Gli articoli riducono un rapporto di 91 pagine a poche righe, semplificano molto il processo, e lasciano fuori diversi fatti rilevanti che riguardano Mahindra e Roxor”.

“Per esempio, gli articoli non citano il fatto che il giudice ha stabilito che la vettura di Mahindra non viola nessun trademark e non sminuisce i tratti distintivi di Jeep, che FCA definisce il “Jeep Trade Dress”. Peccato che prima di questa causa FCA non abbia mai stabilito in cosa consistano, esattamente, i tratti distintivi di Jeep (cosa sia il “Jeep Trade Dress”, in buona sostanza), né li abbia mai citati come asset aziendali in alcun documento. FCA ritiene di poter definire questa entità come e quando le fa più comodo, ed è una pratica irragionevole e che va contro la libera concorrenza”.

“Va anche fatto notare che, sebbene negli articoli venga citata sempre la Jeep CJ, non viene mai detto che quel veicolo è fuori dal mercato statunitense da più di 35 anni. Non viene neanche detto che il Roxor è un veicolo solo per il fuoristrada, venduto a meno di 16mila dollari. E neanche viene detto che nessun proprietario di Roxor ha mai comprato una nostra macchina convinto che si trattasse di un prodotto FCA/Jeep”.

“La Roxor è stata progettata e sviluppata negli Stati Uniti e si basa sulla piattaforma della Thar, che è venduta in India e in molti altri mercati ed è prodotta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. La somiglianza alla CJ e allo stile militare della Willy è direttamente connessa con questo retaggio pluri-decennale”.
 

La Mahindra Roxor

“La Roxor è costruita a Auburn Hills, in Michigan, nella prima fabbrica costruita nella regione meridionale di questo stato da un quarto di secolo a questa parte. Mahindra ha investito centinaia di milioni di dollari per questo progetto, e coinvolge diverse realtà aziendali nell’area di Detroit. Impiega più di 400 lavoratori e altre centinaia tramite la rete di fornitori e venditori”.

“In ultima analisi, quella del giudice è solo una raccomandazione, e abbiamo quindi chiesto a tutta la International Trade Commission di rivederla. È sua prerogativa accoglierla, riscriverla, o rigettarla nella sua totalità; è quindi essenziale aspettare la revisione dell’ITC. Ribadiamo inoltre che ci sono segnalazioni di provvedimenti di sospensione (“cease and desist”), ma non ne è mai stato ufficialmente depositato neanche uno”.

ALLA PROSSIMA PUNTATA Insomma, questa insolita telenovela indo-italo-americana è destinata ad andare avanti ancora, almeno fin quando non arriverà il parere di ITC. Di certo è difficile scegliere da che parte stare. Insomma, da un lato è comprensibile il desiderio di FCA di tutelare la sua proprietà intellettuale, dall’altro è impossibile non tener conto della lunga storia di Mahindra, e non vedere lo sforzo fatto nel cercare di differenziare la Roxor dalla CJ. O no?


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