In esposizione al Festival di Goodwood, rispetto alla M2 di serie è più leggera di oltre 60 kg. Le prestazioni? Ancora top secret
DATEMI UNA EMME Non di sola potenza vivono le auto sportive. Leggerezza, aerodinamica e messa a punto del telaio nutrono la guida tanto quanto un pasto a base di cavalli vapore. La BMW M Performance Parts Concept, in anteprima al Goodwood Festival of Speed, conserva sia l'aspetto, sia il cuore della comune M2. L'upgrade risiede nei dettagli: appendici e materiali speciali ne fanno un'auto da corsa in piena regola.
PROVA COSTUME La piattaforma di partenza è dunque la BMW Serie 2 Coupé nella sua veste più violenta, vale a dire l'edizione che adotta il 3 litri turbo 6 cilindri in linea da 370 cv. La M Performance Parts è in sostanza un'M2 messa a stecchetto, oltre che perfezionata in nome della penetrazione dell'aria. Il risparmio di peso oltrepassa quota 60 kg, per un totale che ora ammonta a poco più di 1,4 tonnellate.
ORO GELIDO A BMW M Performance Parts Concept è stata imposta una cura dimagrante a base di fibra di carbonio (griglia, cofano, prese d'aria inferiori, tettuccio, portellone, diffusore posteriore). Anche l'occhio vuole la sua parte, e così l'esemplare in esposizione monta cerchi ruota da 19 pollici M Performance con razze in Frozen Gold, la stessa sfumatura che avvolge il Doppio Rene BMW e che disegna sulla fiancata inquietanti geometrie.
PERFORMANCE? Saliamo a bordo. Sedili sportivi in fibra di carbonio (come la leva del cambio) con rivestimento in Alcantara e cuciture color oro (al pari del volante M Performance). Ultraleggeri anche i sedili posteriori, accessorio che contribuisce alla riduzione delle masse nella misura di 13 kg. BMW si è sin qui rifiutata di comunicare le prestazioni (sul giro). Sappiamo però che il telaio è ribassato di 20 mm, e che le sospensioni hanno un range di 16 regolazioni...
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.


















