Autore:
Lorenzo Centenari

CYGNET IS BACK Non ha mai fatto impazzire, l'Aston Martin Cygnet. Troppo forte il contrasto con il resto della gamma, oltre che con la gloriosa tradizione di coupé, Gran turismo e spider del celebre marchio inglese. Una citycar targata Aston? Un'Aston a 4 cilindri in linea? Naaa, infatti il Cigno ha frequentato il mercato solo dal 2011 al 2013, per poi rientrare a testa bassa nel suo stagno. Come la mettiamo, ora che a Gaydon si sono inventati di smontare il quadricilindrico Toyota da 1,3 litri, per fare posto allo stesso 4.7 V8 della vecchia Vantage S

ONE-OFF Ebbene sì, Cygnet è tornata, e per farlo sapere ha scelto come palcoscenico il Goodwood Festival of Speed di scena proprio in questi giorni. Aston Martin Cygnet V8 (430 cavalli, alimentazione atmosferica) non è un modello di serie: prodotta in esemplare unico dalla divisione Q del brand di Sua Maestà, come "canto del Cigno" non è tuttavia niente male. 

PROBLEMI DI SPAZIO Sistemare un ottovù nel cofano di una Toyota iQ sotto mentite spoglie, per gli ingegneri Aston Martin deve essere sembrato come caricare i classici quattro elefanti in una Cinquecento. In realtà, l'architettura di un V8 (due bancate da 4 cilindri ciascuna) è tale da non ingombrare in larghezza più di quanto non faccia un 4L. Detto questo, le complicazioni non finiscono qui. A cambiare è l'intero ecosistema elettromeccanico.

CIGNO DA CORSA No problem, su Cygnet V8 il motore è stato innanzitutto montato trasversalmente, anziché in senso longitudinale come insegnano i manuali. Modificati inoltre la presa d'aria anteriore e il tunnel di trasmissione, mentre rispetto allo schema originario della Vantage S, per poter associare al propulsore il cambio automatico a 7 marce, anche l'albero di trasmissione è stato opportunamente accorciato. Ah, ovviamente pure telaio e sospensioni sono stati rivoltati come un calzino. All'interno, sedili sportivi Recaro, cruscotto in fibra di carbonio, roll-bar di protezione.

VOLARE OH OH Dimenticavamo dei freni: col V8 la Cygnet viaggia "leggermente" più veloce che non in formato standard, e così all'anteriore spuntano dischi da 380 mm con pinze a 6 pistoncini, mentre al retrotreno pensa un impianto da 330 mm con pinze a 4 pompanti. Signore e signori, ecco le prestazioni della super-baby-Aston: accelerazione 0-100 km/h in 4,2 secondi, velocità massima di 274 km/h. Chissà che effetto fa leggere sul tachimetro di bordo...


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