Angelelli Automobili ha presentato la Tipo 829, una sportiva leggera proposta in tre versioni (Terra, Strada e Pista) su un’unica architettura. Davide Angelelli, CEO dell’azienda, la definisce il terzo capitolo di una trilogia nata da sette anni di lavoro accanto all’ingegner Nicola Materazzi. Nel video di lancio il costruttore la descrive come un’auto nata in pista per dominare qualsiasi strada.
Il terzo capitolo di una trilogia
I primi due progetti, Hintegrale ed Effequaranta, erano già stati presentati. Il filo comune, spiega Angelelli, è riprendere i principi che hanno reso memorabili alcune grandi sportive italiane del passato, cioè leggerezza, semplicità, efficienza, carattere e coinvolgimento di chi guida, e reinterpretarli con tecnologie, materiali e processi produttivi di oggi. Il nome della Tipo 829 richiama il codice di progetto della Lancia Stratos HF. Per l’azienda il progetto ha un significato speciale, perché è l’ultimo dei tre nati dal lavoro con Materazzi, un lavoro che si è interrotto troppo presto. L’idea di fondo è costruire un’auto attorno a ciò che ancora considera l’essenza dell’automobile: motore, leggerezza, design, ingegneria e piacere di guida.
Il motore e la base tecnica
Il cuore della Tipo 829 è un V6 da 3,2 litri che eroga circa 500 CV (368 kW), abbinato alla trazione integrale per garantire controllo e sicurezza in ogni condizione. Il costruttore parla di una vettura creata attorno al pilota, con dimensioni compatte, peso ridotto e risposta immediata.
Il cuore comune delle tre versioni è un telaio tubolare sviluppato con progettazione digitale avanzata e produzione additiva in 3D, una struttura pensata per eliminare il superfluo, ottimizzare massa e rigidità e costruire la vettura attorno a dinamica e comportamento. Il CEO cita progettazione parametrica, ottimizzazione strutturale, produzione additiva, nuovi materiali e componenti con geometrie un tempo impossibili da realizzare come gli strumenti che permettono
Terra, Strada e Pista
Le tre versioni condividono la stessa architettura ma seguono missioni diverse: «La Terra parla di controllo, la Strada di coinvolgimento, la Pista di prestazioni».

La Terra è l’interpretazione più avventurosa e versatile. Nasce attorno allo spirito dei rally, delle corse in salita e della guida veloce su fondi misti, per strade e ambienti dove trazione, escursione delle sospensioni, risposta meccanica e controllo contano più della velocità massima. L’assetto è tarato per fondi irregolari, strade di montagna veloci e sterrato, con altezza da terra maggiorata, escursioni più lunghe, ammortizzatori dedicati e una geometria pensata per restare precisa anche quando l’aderenza cala.

L’erogazione deve essere immediata e progressiva, per favorire trazione e fruibilità più che la potenza massima. «L’obiettivo è creare un’auto capace di essere estremamente veloce senza diventare fragile o eccessivamente specialistica», precisa Angelelli, che la definisce la reinterpretazione più diretta delle grandi sportive di derivazione rally: compatta, reattiva, robusta e capace di dare fiducia anche quando la strada si fa difficile.

La Strada è la versione pensata per le strade vere e, secondo Angelelli, forse l’espressione più pura della filosofia del progetto. È rivolta a chi vuole una sportiva leggera, compatta e molto reattiva ma utilizzabile ogni giorno. Rispetto alla Terra, le sospensioni sono più basse e orientate alla strada, con corsa ridotta, ammortizzatori più fermi e una geometria sviluppata per l’asfalto veloce. La taratura del motore privilegia risposta, elasticità ed erogazione progressiva, per mantenere un rapporto diretto tra acceleratore, telaio e guidatore. L’aerodinamica è integrata nella carrozzeria invece di dominarla. «L’obiettivo non è creare una vettura da corsa per la strada, ma una vera auto sportiva», scrive Angelelli.

La Pista è la più estrema, sviluppata attorno alle prestazioni in circuito. La potenza del motore aumenta, la risposta all’acceleratore diventa più incisiva e la taratura punta alla massima prestazione in condizioni di carico elevato e prolungato. Il telaio riceve un assetto dedicato, con altezza da terra ridotta, molle e ammortizzatori più rigidi, geometria rivista e maggiore controllo di rollio, beccheggio e carico aerodinamico. La riduzione del peso diventa ancora più spinta, mentre freni, raffreddamento ed efficienza aerodinamica sono sviluppati per resistere a un uso ripetuto ad alta velocità senza perdere costanza.

«Dove la Strada cerca l’equilibrio e la Terra l’adattabilità, la Pista cerca la precisione», sintetizza Angelelli. L’obiettivo è sfruttare tutto il potenziale della piattaforma mantenendo le caratteristiche di fondo della Tipo 829, cioè massa ridotta, dimensioni compatte, risposta immediata e trasparenza meccanica. Non vuole essere semplicemente una versione più potente, ma un’evoluzione dinamica completa della vettura per l’uso in pista.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

