Prova su strada

Toyota MR2


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Prima e seconda marcia tirate al limitatore, il motore ruggisce dietro le spalle. Il posto guida quasi per terra permette di tenere saldamente sotto controllo la situazione: si siede così in basso da non riuscire neanche a vedere il cofano, emergono solo le due grosse gobbe sopra i fari. L'aria nei capelli ricorda quanto è bello viaggiare su una spider, così si inserisce un Cd nel caricatore, si abbassano i finestrini godendosi il paesaggio, da soli o in compagnia. L'illusione di trovarsi alla guida della più famosa auto sportiva tedesca sarebbe perfetta, tranne che per il prezzo e per un altro particolare: questa piccola spider con motore centrale, trazione posteriore e 140 cavalli non è europea, ma giapponese.

LA NOVITA’

In Europa la MR2 ha una lunga tradizione di sportività: il primo modello, presentato nel 1985, ha ottenuti grandissimi successi di vendita, scemati poi con l'arrivo della versione meno estrema del 1991. Per questi motivi in Toyota non era ben vista una nuova MR2. I responsabili del progetto hanno però continuato a lavorare in gran segreto, per confezionare questo piccolo gioiellino della tecnica all'insaputa dei vertici della Casa. I risultati di questa tenacia e di questa devozione alla sportività, sono sotto gli occhi di tutti, e la nuova MR2 Roadster si prepara a un radioso avvenire.

L’HARDWARE

I capisaldi del progetto originario erano pochi ma particolari: motore centrale con trazione posteriore, grande leggerezza e un perfetto bilanciamento dei pesi, per un grande piacere di guida. Senza contare la possibilità, necessaria per una spider, di viaggiare anche all'aria aperta. Seguendo questi punti fermi e esasperando il design, mirato a stupire, i progettisti hanno creato una vettura unica, con un eccezionale rapporto peso potenza, di soli 6,96 kg CV.

DISEGNO FORTE

L'estetica si commenta da sé, si può soltanto aggiungere che forse, con l'hard-top, la MR2 è ancora più bella: difficile trovare punti negativi o squilibri stilistici, aperta o chiusa fa girare la testa ai passanti. Stupisce la compattezza, quasi un’auto dei fumetti: la lunghezza totale (3 metri e 885) non preclude la via a un passo tra i più lunghi della categoria (2450 mm), a garanzia di elevata stabilità.

MOTORE HI-TECH

Il motore è il conosciuto e apprezzato 1.800 a fasatura variabile già montato sulla nuova Celica, in grado di sviluppare una potenza massima di 140 CV a 6400 giri, con una coppia massima di 170 Nm a 4400 giri dalla curva particolarmente piatta (sempre superiore a 150 Nm tra 2000 e 6500 giri). Il sistema di fasatura variabile delle valvole, la cui entrata in funzione si avverte nettamente oltre i 4500 giri, ottimizza il comportamento del motore, garantendo consumi ridotti e regolarità di funzionamento ai bassi regimi, e tanti cavalli con un buon allungo nella zona alta del contagiri. Non è stato mantenuto il cambio a sei rapporti (abbinato invece allo stesso propulsore sulla Celica), perché ritenuto "inutile" (e troppo pesante) su un’auto così leggera.

LE PRESTAZIONI

dichiarate sono eccellenti: la MR2 accelera da 0 a 100 km/h in soli 7,9 secondi, percorre i 400 m in 15,6 secondi e raggiunge una velocità massima di 210 km/h, con ottime doti di ripresa (80-120 in 12,6 secondi). L'efficienza del propulsore, la buona aerodinamica e il peso contenuto in 975 kg, consentono di realizzare anche buone percorrenze chilometriche: mediamente, nel ciclo combinato, si percorrono 13,5 km/l.

IL TELAIO

La struttura principale del telaio e' composta da profilati rettilinei molto rigidi, rafforzati da lamiera d'acciaio nei pannelli della scocca. A causa della mancanza del tetto, sono presenti elementi di irrigidimento in tutti i punti più sollecitati, come i montanti delle sospensioni e del parabrezza. Innovativa la tecnologia adottata per il servosterzo, che è idraulico ma comandato da una pompa elettrica, per non sottrarre potenza al motore e per risparmiare ancora qualche chilogrammo sul peso totale. Nessun risparmio invece per i pneumatici, addirittura di dimensioni differenti per i due assi: 185/55 per l’anteriore e 205/50 per il posteriore, entrambi con cerchi di 15".

ABITACOLO SPORT

L'interno dell'abitacolo rispecchia la destinazione sportiva e purista della vettura: perfettamente intonati quindi i sedili anatomici molto profilati, il volante e la leva del cambio rivestiti in pelle, e la strumentazione a tre settori circolari con fondo argento. Esagerata ma comoda la pedaliera in alluminio forato, con tanto di poggiapiede dello stesso materiale sul lato sinistro.
La dotazione è full optional e comprende il climatizzatore manuale, doppio airbag frontale, vetri e specchietti elettrici, l'autoradio RDS con caricatore per 6 CD direttamente in plancia (comodissimo). Gli unici optional disponibili sono la vernice metallizzata e l'hard-top (il cui costo sarà intorno a 3 milioni), ma non dovrebbero mancare anche gli interni in pelle o almeno la possibilità di scegliere la tinta dei sedili (esclusivamente neri, ma in altri Paesi è disponibile anche il bordeaux).

SI APRE A MANO

La capote non è elettrica (sempre per motivi di peso ma anche di praticità, visto che l'apertura e la chiusura sono operazioni semplicissime che si possono effettuare anche restando a bordo), ed è dotata di lunotto in vetro con sbrinatore. Una volta piegata, scompare a filo della carrozzeria.

DA MAGGIO

Il prezzo esatto sarà comunicato al momento della commercializzazione, prevista per metà maggio: per ora si è ipotizzata una cifra non inferiore a 45 milioni di lire. Con questa dotazione, solo la Fiat Barchetta, leggermente meno potente, riesce a essere più competitiva, le altre concorrenti "dichiarate" (Mazda MX5, MG-F e Alfa Spider) sono costrette a inseguire.

AL VOLANTE

Guidare la MR2 è facile: non è una di quelle spider da cui non si riesce a "scendere", con i sedili scomodi e nelle quali si fa persino fatica a vedere fuori. Al contrario è quasi paragonabile a una moto, sulla quale si sale, si gira la chiave e si parte, trovandosi subito a proprio agio. I sedili consentono numerose regolazioni, e per una volta anche i più alti non avranno difficoltà a mettersi comodi, con tanto spazio a disposizione per gambe e braccia, in tutte le direzioni e anche con la capote chiusa o l’hard top montato.

A PROPRIO AGIO

Il volante regolabile si trova proprio nella posizione giusta e viene spontaneo sistemarsi con lo schienale dritto, le gambe ben distese, e le braccia flesse. In questo modo tutti i comandi sono subito a portata di mano, la strumentazione è ampiamente sotto controllo, la leva del cambio, molto corta, si manovra facilmente e si è perfettamente in grado di sentire con tutto il corpo il comportamento dinamico della vettura.

APERTI FINO A 130 KM/H

Con l'aiuto del piccolo frangivento posto in mezzo ai due sedili (che poteva comunque essere leggermente più pronunciato), si viaggia tranquillamente a capote aperta fino a 130 km/h e volendo ci si può spingere, per brevi tratti, anche a 140. Per andare oltre è necessario chiudere il tetto, operazione che trasforma la MR2 in una coupè discretamente silenziosa e confortevole. Con l'hard top la situazione migliora ulteriormente.

ASSETTO SPORT

La taratura rigida delle sospensioni e i pneumatici ribassati non sono certo il cocktail migliore per garantire il giusto comfort, ma a meno di non passare su uno sterminio di buche, la MR2 è piacevole e sopportabile, anche nei viaggi. Dove invece la piccola spider non ha rivali e nel piacere di guida, superlativo e sempre ai massimi livelli.

FACILE DIVERTIRSI

Così bassa, leggera e ben piantata al suolo, la MR2 si lascia condurre con disinvoltura anche da mani non esperte, e alla minima sterzata segue immediatamente la traiettoria impostata, senza rollio o scompensi. E’ totalmente insensibile alle frenate anche violente in piena curva e, portata al limite, da buona trazione posteriore scoda nelle curve lente affrontate con troppo impeto. Ma se non si esagera, la MR2 si riallinea quasi automaticamente e, nel caso fossero necessarie correzioni, lo sterzo è sufficientemente veloce e preciso da permettere al pilota esperto di riprendere il controllo. La mancanza del controllo elettronico della trazione si sentirà solo sul bagnato, anche se sarebbe stato utile per i meno esperti che non sanno come "controsterzare" e vogliono solo divertirsi.

CUORE GENEROSO

Con un buon asfalto, la tenuta di strada è eccellente e la stabilità da kart, e più di una volta viene spontaneo desiderare qualche cavallo in più dietro la schiena... Non che il 1.8 sia poco potente, anzi, ma con un telaio così ben progettato 140 CV possono anche non bastare. Il quattro cilindri, facilitato dal peso ridotto, proietta in avanti con forza la piccola Toyota, permettendo di ottenere risultati di tutto rispetto anche senza tirare le marce allo spasimo (il meglio arriva comunque dopo i 4500 giri), e quando ci si deve fermare, ai quattro freni a disco non sembra vero di dover bloccare solo 975 kg! Eccellente quindi la frenata, progressiva e dosabile al millimetro.

PER NUDISTI

A voler essere pignoli, la MR2 ha un grosso punto debole, ovverosia la capacità di carico: nell'abitacolo i vani non mancano (uno sotto l'airbag passeggero e l’altro al centro della plancia) e dietro i sedili c'è una sorta di armadio per riporre due borse (quanto basta per una notte...), ma non esiste bagagliaio e nella piccola botola del cofano anteriore ci sta al massimo un giubbotto (che deve dividere lo spazio ridottissimo con il ruotino di scorta). E, a causa del motore posteriore, non è nemmeno possibile montare un portapacchi aggiuntivo. Ma è inutile protestare, il concessionario, inesorabile, vi risponderà che è un’auto per puristi. O per nudisti…?

di Marco Zamponi
18 marzo 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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