Prova su strada

Smart CDI


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Trend Setter sono prodotti innovativi e senza precedenti, subito imitati. Sono oggetti di moda, spesso costosi, acquistati soprattutto per distinguersi. La smart ha creato la moda delle microvetture da città, con soluzione ardite e allo stesso tempo geniali, ma non è stata ancora copiata. Invece, si è concessa lei stessa un'imitazione, una concessione alla moda del momento, il motore diesel con tecnologia common rail.

LA NOVITA’

Tre cilindri turbodiesel, iniezione diretta common rail, cambio semiautomatico sequenziale a sei rapporti con funzionalità Softip o Softouch, Abs, doppio airbag, climatizzatore, sistema di controllo della stabilità e della trazione Trust Plus: potrebbe essere la scheda tecnica di una berlina ad alte prestazioni e invece sono solo alcune delle caratteristiche che la smart può offrire.

APRITI SESAMO

Pur con dimensioni esterne da primato (250x151 cm), che permettono acrobazie nel traffico e un parcheggio quasi selvaggio, la smart è un’auto vivibilissima per tutti, con tanto spazio per i due passeggeri, per le gambe, per la testa e per le spalle. E’ come salire su una berlina, ma priva di tutta la parte posteriore, bagagliaio compreso.

BAGAGLI SMART

Pur avendo un comodo sistema di apertura separato (prima il vetro e poi eventualmente la ribaltina, che aperta è in grado di sopportare un carico di 100 kg), la smart non ha una capacità di carico da furgone, ma consente di trasportare giusto il necessario: la situazione migliora con oggetti alti e stretti (come due sedili sportivi Sparco…) mentre è sufficiente una piccola valigia tozza per metterla in difficoltà. La possibilità di reclinare in avanti il sedile del passeggero è un’ancora di salvezza per le gite in solitario.

STILE

GIOVANE, intonato al carattere della smart. Via libera quindi alle due "palline" che fanno da orologio e contagiri, in mezzo alla plancia scavata da una comodissima mensolona, e alla piccola strumentazione con display digitale che visualizza anche l’autonomia residua in litri quando si entra in riserva. I pulsanti dei comandi secondari sono concentrati sulla console centrale, dominata dalla grossa bocchetta dell’aria condizionata: facile da raggiungere anche l’eventuale radio, sotto la quale si trova un comodo cassettino portaoggetti.

TRE CILINDRI PICCOLI PICCOLI

Il propulsore è un vero concentrato di tecnologia, ed è il più piccolo diesel sovralimentato con iniezione diretta common rail disponibile sul mercato: eroga 41 CV a 4200 giri/m, con una coppia massima di ben 100 Nm, sempre disponibile tra i 1800 e i 2800 giri. La generosità nell’erogazione ha permesso di allungare i sei rapporti del cambio sequenziale, con benefici notevoli per quanto riguarda i consumi e il comfort di marcia in autostrada.

ASSETTO RACING

Il resto della meccanica è rimasto invariato, con le sospensioni un po’ ridigine, i due freni a disco anteriori con Abs e ripartitore di frenata (e due tamburi per l’asse posteriore) e i gommoni posteriori da 15" con pneumatici 175/55. All’avantreno le gomme sono misura 135/70, come i modelli base a benzina.

FAMILY FEELING

Dall’esterno la cdi è esattamente come tutte le altre smart. È possibile scegliere tra due diversi colori per il telaio Tridion (antracite e grigio) e tra otto diversi colori per il resto della carrozzeria, realizzata in polimeri, mentre per l’interno è ora disponibile una nuova tonalità, "boomerang red", che si aggiunge alle altre tre (verde, blu e pelle marrone) disponibili.

ALLESTIMENTO UNICO

La smart cdi è disponibile in un solo allestimento, a 18.960.000 lire, che comprende tetto in cristallo, tappo serbatoio con serratura, vetri atermici, predisposizione autoradio e climatizzatore. Tra gli optional: cambio automatizzato Softouch, volante e pomello del cambio in pelle, set fumatori, fendinebbia, airbag laterali, antifurto, tetto chiuso e cerchi in lega.

AL VOLANTE

A bordo si sta comodi e ci si dimentica di essere su una microcar: il climatizzatore regala un clima ideale, i sedili sono abbastanza confortevoli (ma perché non imbottirli un po’ di più nella parte centrale?) e il piccolo diesel fa sentire poco la sua voce nell’abitacolo, almeno fino a quando non si spremono tutti i cavalli. Con l’ago del tachimetro fisso sui 140 km/h e quello del contagiri su 3000 giri né il motore, né eventuali fruscii aerodinamici si fanno sentire, garantendo un buon comfort acustico. A ogni ripresa l’anima da trattorino si fa sentire, ma a velocità costante la smart sorprende per il comfort.

UN TIPO RIGIDO

Un po’ troppo in alto il volante, non regolabile in altezza, che i piloti più bassi si trovano quasi ad altezza del viso, e qualche difficoltà arriva solo dal limitato campo visivo posteriore, che nei sorpassi o nel traffico non permette di valutare bene i ridottissimi ingombri. Le sospensioni sono rigide e, specie in città e sul pavé, shakerano i due ospiti come i cubetti di ghiaccio di un cocktail.

SMART=F1?

La trazione e il motore posteriore, uniti al cambio sequenziale, possono far pensare a curve con impostazione da Gran Premio e a cambiate fulminee. Per evitare problemi con alci o giornalisti esuberanti, la smart ha un comportamento sottosterzante, ovverosia tende ad allargare le curve se si esagera. Togliendo il piede dall’acceleratore, rientra subito in traiettoria. Il cambio di impostazione è molto brusco: se si preme sull’acceleratore si procede diritti, se si rilascia il gas, si riprende la curva. Per evitare tentativi di ribaltamento, interviene anche il sistema di controllo della stabilità Trust Plus, dosando opportunamente i freni. Ma bisogna davvero esagerare, per vederlo in azione.

STERZO LENTO

Per lo stesso motivo, lo sterzo non è molto diretto: i primissimi gradi di sterzata sono molto precisi, ma aumentando con decisione per curvare, bisogna girare e girare per ottenere qualcosa, specialmente a velocità medio alte. E’ un comportamento che aumenta la sicurezza per i piloti inesperti, basta abituarsi a sterzare in anticipo. In compenso il rollio è quasi inesistente, e l’assetto è da vera sportiva, rigido e secco. I freni sono efficaci, pur necessitando di una robusta spinta sul pedale, e l’Abs, sul bagnato, si rivela davvero utile.

SOFTTIP

Sei marce a comando sequenziale… lento. Le cambiate sono interminabili: si perdono quasi due secondi ogni volta che si aziona la leva. Con il tempo si impara ad aiutare la cambiata togliendo il gas, oppure accelerando in scalata (si fa quasi una doppietta). Le partenze sono abbastanza dolci e dopo un po’ di chilometri ci si abitua alla lentezza, anzi si impara a giocare d’anticipo.

SOFTTOUCH

Per ottenere la cambiata sequenziale automatizzata si spendono ben 582.000 lire: premendo il bottoncino sulla leva del cambio, la smart dovrebbe decidere da sola quando cambiare. E lo fa, tirando al limite le marce se si preme troppo sull’acceleratore o tagliando bruscamente potenza per passare da una marcia all’altra, quasi fermandosi, se si è gentili con il piede destro.

TURBO POWER

per fortuna c’è il tre cilindri diesel, un vero portento di coppia e di potenza, nei limiti delle sue possibilità: spinge forte già dai 1500 giri, per stemperarsi solo dopo i 3700/3800 giri, e volendo arriva fino a 4500 e oltre! Ma è proprio la prima spinta quella più piacevole, quella che permette di riprendere rapidamente in quinta da qualsiasi velocità. La sesta è invece molto demoltiplicata, per far scendere il regime alla velocità massima (limitata a 135 km/h) fino a soli 3000 giri, limitando ulteriormente i buoni consumi.

CONSUMI DA SCOOTER

Ufficialmente la smart cdi dovrebbe consumare 3,4 l per 100 km (29 km/l), ma simili percorrenze si ottengono solo viaggiando con un filo di gas in autostrada a 110 km/h, oppure in città sfiorando l’acceleratore. Una cifra più realistica sono i 19 km/litro ottenuti in città e anche in autostrada facendo in modo di muoversi in fretta. Sfruttando a fondo la meccanica, si può scendere anche a 13-15 km/litro.

di Marco Zamponi
8 giugno 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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