Prova su strada

Nissan Almera


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

La prima serie Almera non è stata proprio un successo, a causa forse della sua strana forma da scatoletta e degli interni spartani. La nuova Almera dà un taglio al passato con uno stile quasi sportivo, interni curatissimi e qualità a prova di confronto con le concorrenti tedesche. E anche al volante, con i nuovi motori, è divertente e sicura.

LA NOVITA’

Nissan abbandona lo stile minimalista della prima serie e per la nuova Almera punta sul carattere e sulla personalità. Disegnato in Europa, lo stile dell’Almera abbandona l’aspetto da scatoletta per acquistare grinta quasi sportiva. Il frontale con la classica calandra di famiglia è importante e la coda, con il tetto che finisce in un accenno di spoiler e le grandi luci, evoca prestazioni da sportiva. Un segno evidente del cambiamento: la Almera ha un telaio tutto nuovo da cui nascerà una famiglia di piccole e medie auto, destinate anche agli Usa e al Giappone.

NO NEWS, GOOD NEWS

Perché certe attenzioni devono essere riservate a chi guida una monovolume e non a tutti gli automobilisti? È quanto devono essersi chiesti i progettisti Nissan. Ecco allora comparire sulla Almera piccoli accorgimenti già visti ma mai su auto di questa categoria. il portaocchiali sopra lo specchio retrovisore, il gancio per tenere una borsa sul tunnel centrale davanti al posto del passeggero, il portabicchieri nella consolle centrale che sparisce e lascia aprire il secret box, un piccolo vano dove nascondere piccoli oggetti. E poi, il bracciolo posteriore che nasconde un vano, il portaombrelli alla base del divano posteriore, la cinghia per fissare la cartella davanti al divano posteriore, la presa di corrente 12V e il cassettino al centro, davanti ai posti posteriori, tasche, taschine, mensoline nelle portiere (20 vani in totale) sparsi un po’ ovunque. Tante attenzioni per rendere più confortevole la vita a bordo.

ACCOGLIENTE

Dettagli a parte, lo stile degli interni e la qualità dei materiali con cui sono realizzati sono di buon livello. La plancia ha un disegno arrotondato e non banale, con un cruscotto dagli strumenti ben leggibili, con una consolle centrale che racchiude tutti i comandi. L’impianto stereo ha tasti poco eleganti, con scritte bianche su fondo argento difficili da leggere in piena luce. Al centro, può trovare posto un cassettino portaoggetti chiuso o il navigatore satellitare. Uno dei migliori navigatori in quanto a grafica e a praticità: il visore luminoso e ben definito, si sdoppia e mostra allo stesso tempo il percorso e il dettaglio della situazione, oltre a consentire la visione birdview, a volo d’uccello, come se si stesse sorvolando la zona. È anche molto preciso nell’individuare la posizione. La chiave-telecomando apre solo la porta del guidatore al primo clic, tutte al secondo, e può memorizzare le impostazioni dell’impianto stereo.

LO SPAZIO

I posti anteriori sono adatti anche agli alti, mentre per i posti posteriori non c’è molto spazio per le gambe se chi siede davanti tiene il sedile molto arretrato. Sembra che lo spazio a disposizione sia inferiore a quanto è in realtà, poiché la seduta del divano posteriore è molto profonda: un vero divano, molto comodo e che si apprezza come ben dimensionato una volta seduti. L’accesso ai posti posteriori è piuttosto difficoltoso nella versione a tre porte: il sedile anteriore non scorre in avanti ma si può soltanto abbassare in avanti lo schienale (grazie una pratica maniglietta posta di fianco al poggiatesta), rendendo il passaggio delle gambe non proprio facile. Non piccola all’esterno (418x170cm), potrebbe offrire più spazio dietro.

DUE VALIGIE

Grande (355 litri) e facile da caricare il bagagliaio, capace di contenere due valigie rigide senza difficoltà. Ai lati del vano di carico sono ricavati due ripostiglietti, chiusi da comode retine elastiche. Le stesse retine che si possono legare l’un l’altra per formare una rete unica orizzontale in grado di trattenere piccoli oggetti sul fondo.

I MOTORI

Tre, moderni e tutti con distribuzione a 16 valvole: 1.5 e 1.8 a benzina, 2.2 turbodiesel. Il 1.500 è la versione con cilindrata ridotta del nuovo 4 cilindri 1.8 che equipaggia già la Primera e ora l’Almera: offre 90 Cv (66kW) a 5.600 giri con 128 Nm a 2.800 giri. Il 1.800 dispone di 114 Cv (84kW) a 5.600 giri con 158Nm a 2.800 giri di coppia massima, disponibili al 97% tra 2.400 e 4.800 giri grazie al fasatura variabile delle valvole. 173 km/h e 0-100 km/h in 13,8 secondi il 1.500, 180 e 11,1 secondi il 1.800. Il turbodiesel a iniezione diretta eroga 110 Cv (81kW) a 4.000 giri con 230Nm a 2.000 giri, per 185 km/h e 12,3 secondi per lo 0-100 km/h.

SICUREZZA

Doppio airbag frontale, airbag laterali testa/torace, poggiatesta anteriori attivi (che si muovono in alto e in avanti in caso di tamponamento), tre cinture di sicurezza a tre punti posteriori, attacchi ISOFIX per sedilini per bambini: non manca nulla.

I PREZZI

In vendita dal 31 marzo 2000, la Almera ha un prezzo di attacco per la versione 1.5 3porte base (con airbag e climatizzatore) di 24.900.000. Per la 2.2 TD il prezzo è contenuto sotto i 30 milioni.

AL VOLANTE

Spazio, comfort, qualità delle finiture e anche comportamento dinamico sono da campionessa. Una piccola ammiraglia al cui posto di guida si siede senza problemi, trovando subito la posizione ideale anche senza ricorrere a tutte le regolazioni del sedile (con due manopole per regolare in altezza la parte anteriore e quella posteriore della seduta) e del volante (soltanto in altezza). Sedili comodi, ben imbottiti sui fianchi per tenere senza disturbare nelle curve affrontate con spavalderia.

CLIMA RELAX

Ottima è l’insonorizzazione, il climatizzatore è molto efficiente, i comandi sono a prova di errore (eccezion fatta per la piccola tastiera del navigatore satellitare posta nella parte bassa della consolle centrale), lo spazio è ben dosato: sulla Almera si vive davvero bene.

GUIDA RELAX

Nissan segue la tradizione di ottimi telai, Micra in testa. La Almera si guida con grande facilità, ottenendo tempi da prova speciale senza accorgersene. All’ottimo comfort, si abbina una tendenza a rimanere incollata alla strada, binomio perfetto per viaggi senza stress. L’unico modo per provocare reazioni vigorose è il passaggio dalla piena accelerazione alla frenata in curve strette, con la coda che chiude la curva soprattutto con la 2.2 td, più pesante sulle ruote davanti: ma bisogna davvero impegnarsi. Dossi, curve, correzioni delle traiettorie, sono situazioni facili da affrontare, istintive da controllare. Lo sterzo si dosa senza pensare, il cambio è a prova di errore, i freni, dal comando pronto, sono all’altezza delle prestazioni. L’Almera si guida concentrandosi soltanto sulla strada.

I MOTORI: 1.8 e 2.2 TD

Il 1.5 sarà disponibile alla prova nei prossimi mesi.
Il 1.8 a benzina spinge sempre, dal minimo fino alla zona rossa del contagiri. Riprende bene da qualsiasi regime, rendendo i sorpassi e gli scarti facili, facili. È silenzioso, facendo sentire la voce soltanto quando si tirano le marce e si adotta la guida sportiva dura. Più di 13 km/litro è la percorrenza media dichiarata.
Il 2.2 TD non è secondo a nessuno in quanto a silenziosità: al minimo non si avvertono vibrazioni e anche tirando le marce si ottiene un rombo che non sembra quello di un turbodiesel. È abbinato a rapporti del cambio un po’ lunghi, che privilegiano comfort e consumi, ma che non ne fanno uscire allo scoperto le doti prestazionali. È poco generoso fino a 1.500/2.000 giri, quando poi spinge dolcemente, senza sosta e senza l’effetto turbo, fino a 4.000 giri. Non è il TD per gli sportivi che amano il calcio del turbo nella schiena, ma consente comunque ottime medie. Anche in termini di consumo: 17,5 km/litro è la media dichiarata.

di M.A.Corniche
26 gennaio 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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