Prova su strada

Audi A8


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -


"Si può togliere la scritta 4.2 sulla coda?" Lo chiedevano nel 1994 una ventina di potenziali clienti invitati dall’Audi al Salone di Ginevra per vedere la nuova ammiraglia, la A8. Erano i tempi in cui le mega ammiraglie, idolatrate e considerate la vetta dei desideri automobilistici negli anni 80, erano diventate l’incarnazione del diavolo, il simbolo di un’era ormai passata, di una realtà che Mani Pulite aveva cancellato in pochi mesi. In quei momenti, la parola d’ordine era scomparire.

LA NOVITA' Ecco perché l’Audi, che fino a quel momento non aveva mai prodotto una vera ammiraglia, ha conquistato il 30% del mercato delle ammiraglie con la sua prima volta, la A8. Nella A8 i caratteri Audi sono esaltati: linee morbide, stile elegante e discreto, aspetto solido e anche un poco di grinta sottolineata dai cerchi alti, dai vetri bassi, dall’abitacolo avvolgente e, soprattutto, dal profilo aerodinamico. La A8 sembra un cuneo, con un frontale sfuggente e la coda importante, con il lunotto molto inclinato e il cofano leggermente bombato così come lo sono i parafanghi posteriori.

IN ALLUMINIO Della A8 piace lo stile, ma anche la tecnologia. Motori hi-tech, trazione integrale, cambio automatico Tiptronic (con la leva guidata da un bellissimo selettore in alluminio), una infinità di diavolerie elettroniche, oltre a tanta qualità e a una vera e propria chicca: la carrozzeria è interamente realizzata in lega di alluminio, riducendo il peso del 60% rispetto a una scocca in acciaio (circa 140 chilogrammi), per minori consumi, maggiore sicurezza di guida, facile riciclabilità. Senza farsi mancare nulla in tema di sicurezza: nel 1998 la A8 ha ottenuto punteggio 10 su 10 nel test americano US NCAP della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration).

RESTYLING DI DETTAGLIO Dopo quattro anni la A8 si aggiorna, senza stravolgere la sua immagine riuscita ma soltanto integrando nuove tecnologie che si sono rese disponibili negli ultimi anni. Il restyling estetico è modestissimo e si limita ad alcuni dettagli che solo l'occhio esperto può distinguere, come il profilo in alluminio sul paraurti, i nuovi fari, i fendinebbia integrati nel paraurti, la calandra più prominente, le nuove maniglie, i nuovi cerchi in lega. Anche all'interno le modificazioni sono essenziali, con pomelli differenti, una nuova consolle centrale che integra il visore da 5 pollici del navigatore satellitare (di serie con i motori V8), il nuovo cruscotto con display a colori, un nuovo rivestimento per la plancia molto simile alla pelle, nuove combinazioni di colori.

PRIMA CLASSE Malgrado con i suoi 5,03 metri di lunghezza massima la A8 non sia la più lunga delle ammiraglie, l’abitacolo è forse il più spazioso della categoria. Comodi i posti anteriori, ma altrettanto spaziosi e confortevoli quelli posteriori, con spazio per le gambe e in altezza di tutto riposo, e anche il bagagliaio è molto, molto profondo. Il climatizzatore, poi, consente non soltanto di regolare la temperatura separatamente tra il lato destro e quello sinistro, ma dispone anche di un sensore che valuta l’incidenza e la direzione dell’irraggiamento solare sui due lati evitando la cottura di chi viaggia al sole e l’ibernazione di chi invece siede dal lato in ombra. I cristalli sono poi doppi con in mezzo una pellicola di plastica e uno strato metallico che riflette i raggi infrarossi.

NUOVI MOTORI La novità più evidente sta nei nuovi motori V8 da 3.7 e 4.2 litri, ora dotati di distribuzione a 5 valvole per cilindro e di collettore di aspirazione in magnesio a lunghezza variabile a tre fasi. Il motore 3.7 eroga ora 191 kW (260CV contro 230) con 350 Nm (contro 315) di coppia massima a 3.250 giri, di cui 300 Nm disponibili già da 1.800 a 6.000 giri. Meno importante l'incremento di potenza per il motore 4.2 che eroga ora 228 kW (310CV contro 299) con 410 Nm (contro 400) di coppia massima tra 3.000 e 4.000 giri. La velocità massima è autolimitata per entrambe le versioni a 250 km/h, la 3.7 quattro accelera da 0 a 100 km/h in 8,1 secondi, la 4.2 in 6,9 secondi, 1,7 secondi in più rispetto alla Porsche Carrera. Oltre alle V8, anche le versioni V6, 2.8 benzina e 2.5 TDI, acquisiscono poi il sistema di controllo elettronico antisbandata ESP e otto airbag di serie: due frontali, uno laterale per ogni schienale dei sedili e due Sideguard che coprono interamente i finestrini laterali fino al montante anteriore. Commercializzata da marzo con prezzi di poco superiori a quelli attuali, la nuova A8 sarà disponibile con trazione anteriore o quattro per tutte le motorizzazioni eccetto la 4.2, offerta soltanto con trazione quattro.

AL VOLANTE Seduti al posto di guida si trova con facilità la posizione migliore grazie alle numerose regolazioni del volante e a quelle del sedile che tra l’altro ha il supporto lombare biregolabile: un cursore a quattro posizioni provvede a irrobustire o ingentilire il supporto, e a regolarlo in altezza facendolo scorrere sulla schiena quasi come un massaggio shiatzu. Acceso il quadro, si attiva un altro gadget elettronico. Tra i due strumenti si accende un display a colori che indica, su più livelli, tutte le informazioni radio e vari messaggi, poi la temperatura esterna e il pericolo di formazione di ghiaccio, ancora i dati forniti dal computer di bordo, dal check control, dal navigatore satellitare e infine l’indicazione del rapporto inserito, PRND321 se in automatico e 54321 se Tiptronic.

VA DA SOLA La grande qualità costruttiva si avverte anche in movimento: il V8 si accende senza rumore, la plancia non scricchiola nemmeno prendendola a martellate, l’aerodinamica è perfetta e non provoca fruscii neanche oltre i 200: tutto funziona a perfezione e senza improvvisazioni. Così come nella guida non si improvvisa niente: la A8 sembra telecomandata e segue la strada con una sicurezza impressionante. L'avantreno a quattro bracci riduce al minimo gli effetti della trazione, il retrotreno con bracci a trapezio consente una grande stabilità della coda, la trazione quattro e la qualità del telaio in alluminio consentono di affrontare le curve, di qualsiasi tipo siano, a velocità pazzesche per un’ammiraglia di 5 metri. Tentando in tutti i modi di sbilanciarla e di metterla in crisi, la A8 prosegue incurante per la sua strada e, non è suggestione, sembra davvero più leggera delle altre auto. Si arriva al punto di far fumare i suoi quattro potenti dischi autoventilanti senza però essere riusciti a turbare il suo fairplay. Anche sulla neve il sistema Eds provvede a frenare le ruote che perdono aderenza assicurando, grazie anche al differenziale centrale autobloccante, una trazione da fuoristrada che non fa dispiacere della presenza del sacco portasci nel bracciolo posteriore. Il cambio funziona egregiamente: ci si diverte con i cinque rapporti del Tiptronic (in attesa che venga montato il più veloce Tiptronic S di cui dispone la Porsche Carrera 4) e l’automatico è piacevole, con un sistema di apprendimento che si adatta allo stile di guida adottato tentando di intuire il rapporto che si desidera inserire.

PIU' POTENTI Notevole è l'incremento di potenza del motore 3.7, ora molto vicino alle prestazioni del 4.2. i 260 cavalli ci sono tutti e la A8 scatta veloce come una sportiva. Il comando dell'acceleratore, ora elettronico, è poco modulabile e procedere in colonna diventa difficile, con il convertitore di coppia che porta subito il contagiri oltre i 2.500 giri. Anche nelle partenze da fermo la A8 è nervosa, con un gas a corsa corta difficile da dosare. Difetti che si riscontrano anche con il motore 4.2, più pieno e ancora più veloce nelle accelerazioni. Anche il sistema EPS si fa sentire spesso sull'acceleratore, bloccando l'alimentazione anche se si preme a fondo il pedale e restituendo il comando in maniera un poco brusca. La vecchia A8, meno elettronica e più umana, consentiva una guida più fluida.

di M.A. Corniche
Roquebrune, 18 novembre 1998


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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