Prova su strada

Audi A4 my 2001


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

La linea è, in piccolo, quella della vice ammiraglia A6, esaltata dalle proporzioni più contenute: una bellezza perfetta, forse troppo, senza alcun neo. Insieme alle belle curve, un interno impeccabile e una scuderia di motori che appaga persino il timpano di chi guida. A completare il succulento menù della nuova quattro porte di Ingolstadt ci sono dotazioni e finiture esemplari e un comportamento su strada ancor più da sportiva.

LA NOVITÀ

Prendete le forme seducenti tutte curve e bombature della Audi A6, quelle che hanno stravolto lo stile severo di Ingolstadt, e adattatele aggiungendo qualche linea tesa (come esige la moda del momento) sulla più piccola A4. L'esperimento è lo stesso effettuato da Mercedes (vedi la Classe S e il suo clone in miniatura Classe C) e da Volvo (la S80 e la S60 sono due gocce d'acqua, la seconda compressa però di una taglia). Il risultato? Una berlina medio grande dotata della stessa straordinaria classe della vice ammiraglia, cresciuta (non troppo, ma il pianale è nuovo) rispetto al precedente modello e più sicura, ricca e sportiva (nel mirino c'è la Serie 3 più che la Classe C). A completare il menù ci sono finiture impeccabili, nuovi motori a benzina e turbodiesel, in aggiunta alle versioni con trazione integrale quattro o con cambio Multitronic.

BELLEZZA ALGIDA

Tanto bella da risultare persino irritante. La A4 ha il fascino della top model glaciale: non una sbavatura, una vite fuori posto. Scrutandola al millimetro non si coglie la minima imperfezione. I fari rotondi a tripla ottica sarebbero un capolavoro anche esposti nel salotto di casa. Il fascione è morbido ma massiccio e crea una curvatura verso l'alto quasi come ad accennare un sorriso (come sulla Skoda Fabia, ma in questo caso un po’ più perfido). La mascherina con cornice cromata è più grande e squadrata e si collega stilisticamente alla presa d'aria, anch'essa incorniciata, sotto la targa. Il profilo è molto da A6: linea di cintura alta, parafanghi gonfi, padiglione arcuato e coda tronca. Finalmente anche gli specchietti (sinistro e destro) sono di uguali dimensioni. I fanali posteriori trapezoidali somigliano a quelli della sorella più grande ma sono più scolpiti, così come il taglio del cofano alto da terra (70 cm).

RIGORE TEUTONICO

L'interno è tipicamente Audi. Plancia sviluppata in orizzontale con un'unica curvatura all'altezza del cruscotto ben mascherata dal volante. Quest'ultimo è di grande diametro e a quattro razze, sulle versioni più chic dotato dei pulsanti di controllo della radio. Tra tachimetro e contagiri, illuminati di bianco (il rosso ora è appannaggio delle Seat) e con cornici cromate, c'è un piccolo schermo: mostra i dati del computer di bordo e le indicazioni del navigatore satellitare (a pagamento), i cui comandi sono sul tunnel. La grande consolle centrale include un cassettino per custodire il telecomando del box e l'ormai immancabile portabicchieri. Più in basso la radio e il climatizzatore automatico di serie su tutti i modelli con regolazione separata per i due lati dell'abitacolo. I classici inserti tipo radica su plancia e pannelli porta (da evitare quelli più chiari!) possono essere sostituiti da quelli in alluminio: molto più hi-tech.

OK PER QUATTRO

È cresciuta l'Audi A4: 6,9 cm in più in lunghezza, 3,3 in larghezza e 1,3 in altezza (ora misura 4,55mx1,77x1,43). La sensazione di superiore spaziosità dell'abitacolo rispetto al modello in pensione da fine anno è immediata soprattutto per chi siede davanti. La doppia regolazione del volante (altezza e profondità) e i comodi sedili anteriori assicurano un gran comfort per guidatore e passeggero. Le poltrone hanno la seduta dura e uno schienale avvolgente quanto basta. Il divano assicura uno spazio maggiore per le gambe dei passeggeri che, tranne quando le poltrone sono completamente arretrate, godono di un buon comfort. La larghezza del sedile è tuttavia sufficiente per ospitare due adulti o tre ragazzi. Il bracciolo, il poggiatesta più piccolo e la cintura addominale lasciano intuire che il posto centrale è da sfruttare solo per piccoli tragitti.

BAGAGLI A GO-GO

Anche il bagagliaio della A4 diventa più grande. Il volume di carico passa da 455 litri (pari a quella della Mercedes Classe C, fino ad ora la più capiente della categoria) a 720 litri ripiegando il sedile. Lo schema delle sospensioni posteriori assicura una struttura molto regolare, che agevola la disposizione dei carichi. Anche qui il rivestimento è di alta qualità.

PROTETTI DA UN SOLIDO GUSCIO

Da una prestigiosa berlina tedesca come la A4, oltre all'aspetto elegante e alle finiture ineccepibili si esige un livello di sicurezza esemplare. E la nuova 4 porte di Ingolstadt ha requisiti validi anche per conquistare le simpatie del più apprensivo padre di famiglia. Scocca rinforzata a dovere, pedaliera collassabile e ABS di serie, ovviamente, accoppiato con il brake assist (dà la massima potenza al servofreno nei casi di emergenza) e con l'ESP disinseribile. L'abitacolo è invece messo al sicuro da una batteria di sei airbag: frontali, laterali e quelli a tendina lungo tutti i cristalli per la testa anche dei passeggeri posteriori. Questi ultimi costituiscono l'efficace sistema di protezione Sideguard. A richiesta è possibile ottenere anche due airbag laterali posteriori.

MOTORI DA 100 A 220 CV

Una delle chicche più accattivanti della A4 è l'ampia scelta di propulsori a benzina e turbodiesel. Al momento del lancio (al Motorshow di Bologna a dicembre, quando verranno comunicati i prezzi), sotto il cofano della 4 porte tedesca saranno racchiusi un nuovo 4 cilindri di due litri con basamento d'alluminio e distribuzione a 20 valvole da 130 CV (coppia massima 195 Nm a 3300 giri), un inedito 3 litri V6 anch'esso d'alluminio da 220 CV (coppia 300 Nm a 3200 giri) e il già noto 2.5 TDI potenziato (come sulla A6) a 180 CV (coppia 370 Nm da 1500 a 2500 giri). Due mesi più tardi sarà la volta del 1.9 TDI da 130 CV (coppia 285 Nm da 1750 a 2500 giri) e del 1.8 Turbo da 150 CV (coppia 210 Nm da 1750 a 4600 giri). Entro l'anno la gamma verrà completata dai 1.6 e 2.4 V6 a benzina, rispettivamente da 102 e 165 CV e dai 1.9 e 2.5 V6 TDI da 100 e 155 CV. A giugno 2001 la Avant.

AL VOLANTE

Su strada la A4 si comporta più da sportiva che da berlinona da famiglia. L'assetto è stato ottimizzato per rendere più appagante la guida. Elementi di alluminio compaiono sia sulle raffinate sospensioni a ruote indipendenti anteriori con quattro bracci sia su quelle a bracci triangolari doppi al retrotreno. Entrambe modificate per limitare la tipica tendenza delle trazioni anteriori ad allargare le traiettorie in curva. Anche lo sterzo ha subito qualche modifica, perdendo tuttavia un pizzico di precisione. Cambio e freni sono perfetti. L'abitacolo è ovattato: il silenzio regna assoluto e si percepisce in sottofondo solo il differente timbro dei propulsori.

2.0

È il motore su misura per chi non è alla ricerca di prestazioni esasperate ma vuol comunque disporre di una buona velocità di punta (212 km/h) e di uno scatto al semaforo di tutto rispetto (da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi). Abbastanza elastico a ogni regime, si distingue soprattutto per i consumi contenuti: si percorrono in media 12,7 km/litro. Affondando il pedale sul gas lascerà di stucco il rombo tipo "Alfona" di qualche anno fa. È stato messo a punto per appagare il timpano di chi ama le auto sportive: all'Audi c'è un team di ingegneri pagati anche per questo!

1.9 TDI

Anche qui entra in gioco il timpano. Che sempre si renderà conto di trovarsi ad ascoltare il borbottio di un motore a gasolio. Nonostante la raffinata tecnologia dell'iniettore-pompa (la pressione di esercizio è di 2050 bar) a freddo il rumore è da "testa calda". Le cose migliorano con il salire della temperatura dell'acqua. Sfiorando il pedale del gas il 1.9 TDI mostra subito i denti. Da 1800 a 3000 giri la spinta è notevole, tanto da esaltare ben di più la guida rispetto al due litri a benzina di pari potenza. Le prestazioni sono convincenti: 207 km/h di velocità di punta e 9,9 secondi per scattare da 0 a 100 all'ora. I consumi sono l'asso nella manica: un solo litro per coprire 18,2 chilometri.

3.0 V6

Tenetevi forte. Con questo motore la A4 non scherza affatto. Il carattere da sportiva è sottolineato dal piacevole rombo cupo che giunge all'abitacolo direttamente dai due scarichi posteriori che donano un bel tocco di grinta alla coda della A4. La volete perfetta? Ok, allora ci devono essere i cerchi in lega a stella da 17" con scarpe 235/45 17 e, soprattutto, il cambio Multitronic: l'apoteosi della tecnologia CVT. Con i comandi al volante i passaggi di marcia sono da F1 e, quando si vuol viaggiare in relax, basta spostare la leva in drive. Altro che automatico! Si perdono solo 7 km/h di velocità massima (238 contro 245) rispetto alla 5 marce. Scatto invariato, con 6,9 secondi per essere fiondati a 100 all'ora partendo da fermi e consumi addirittura migliori: 10,6 km/litro di media anziché 10,4. Un'ultima cosa, tra le sedici tinte per la carrozzeria optare per il blu carta da zucchero. Un capolavoro.

2.5 V6 TDI

Con questo V6 sotto il cofano il solo rischio è quello di fare un bel pieno di benzina senza piombo. L'iniezione di potenza rispetto alla passata versione (più 30 CV) non penalizza i consumi e consacra questa turbodiesel al Gotha delle sportive a gasolio di rango (insieme a pochissime e selezionatissime concorrenti). Una leggera esitazione sino a 1500 giri e poi una poderosa progressione accompagna la lancetta del contagiri sino a 4000 giri. Il tutto sottolineato dalla musicalità dei sei cilindri. La velocità massima di 225 km/h e il tempo di 8,6 secondi per raggiungere da ferma i 100 all'ora lasciano intuire di cosa stiamo parlando. Tutto ciò con consumi da favola: 12,8 km/litri di media. Il massimo della vita è la versione quattro: non si schioda da terra, non sgomma e in montagna va a tutta birra anche sulla neve.

di David Giudici
4 novembre 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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