Autore:
Luca cereda

DOPO IL CRICK C’era una volta il ruotino di scorta, il crick, le mani sporche di nero e i bulloni difficili da svitare. Senza dimenticare le imprecazioni di rito. Mestiere da duri cambiare una gomma bucata, da uomini d’altri tempi. Da qualche anno infatti la tecnologia ci viene incontro con soluzioni più rapide, meno stressanti e più leggeri da trasportare: i kit di riparazione istantanea del pneumatico come ad esempio i Fix&Go della TEK. Strumenti che, facendosi largo tra falsi pregiudizi e diffidenze, hanno scalzato il ruotino dalla lista degli equipaggiamenti di serie di importanti Case automobilistiche, tra le quali Fiat, Ferrari, Pagani e Chrysler. E ora sono pronti a debuttare nell’aftermarket.

AUTO&MOTO Costano da 60 a 160 euro e tra qualche giorno si potranno comprare via internet o nei negozi di ricambistica convenzionati. Di base sono composti da un compressorino, dalla bomboletta contenente il liquido sigillante (che una volta usata si può comprare sempratamente) e dal tubicino da collegare alla valvola del pneumatico, più le specifiche tecnologie che caratterizzano ciascun singolo modello. La gamma Fix&Go comprende in tutto cinque prodotti in scala di evoluzione: da quello entry-level, l’Air, al più professionale, il Pro, progettato per gli autocarri. Tutti possono essere utilizzati per riparare indifferentemente gomme di auto e moto; tutti possono funzionare anche solo da compressorino per gonfiare la ruota.

CHI FA DA SE’ FA PER DUE Con i dispositivi più economici caso di foratura si devono eseguire due operazioni distinte: prima iniettare il liquido con la bombola, quindi collegare il compressorino e gonfiare fino alla pressione ottimale. I dispositivi cosiddetti “automatici” o semiautomatici, dove la bombola del sigillante è integrata o si può facilmente applicare al compressore, svolgono invece entrambe le operazioni contemporaneamente. Ma come funzionano praticamente? Ecco il nostro test eseguito con il Sensor, il prodotto di punta Fix&Go.

A BOTTA SICURA Il Sensor ha una configurazione da piccolo stereo portatile, la bombola già integrata al corpo del compressorino e pesa circa due chili. Come tutti gli altri, una volta fermi, va collegato (mediante apposito cavo) alla presa dell’accendisigari e azionato a vettura accesa. A quel punto basta selezionare l’opzione “riparazione-gomma” con la manopola (l’altra opzione permette solo di gonfiare la gomma), premere un bottone e il dispositivo procede da solo a gonfiare la gomma e iniettare il liquido; così, per chi ha forato l’unica accortezza diventa attendere che il manometro arrivi a una pressione di 2.2 bar (quella considerata, mediamente, ottimale per un’automobile) e interrompere l’operazione spegnendo il dispositivo. Dopodiché il kit si smonta e si mette via, cercando di ripartire al più presto.

LATTICE IN CIRCOLO In quel momento entra in azione il liquido sigillante che, spinto sulle pareti dalla pressione, con la ruota che gira inizia a circolare fino a passare – per forza di cose - sul punto della foratura. Questo sigillante è a base di lattice, ma ha una formula brevettata a livello internazionale: una volta a contatto con l’aria, il liquido si polimerizza e crea una parete riparando il buco. Il resto del liquido (quello che non copre il buco e non entra a contatto con l’aria) rimane invece in circolo potendosi conservare – dichiara la TEK - addirittura fino a 5 anni; tant’è che in caso di un’ipotetica seconda foratura immediatamente successiva, il pneumatico si riparerebbe da solo automaticamente senza bisogno di fermarsi.

NO PANIC La riparazione tramite il Sensor richiede circa 15 minuti, con evidenti vantaggi pratici rispetto al cambio-gomma tradizionale in termini di tempo, stress e fatica. Una volta riparata la gomma col kit non c’è limite al chilometraggio percorribile a ruota riparata, consigliato è invece non superare i 110 km di velocità (limite entro il quale la Casa garantisce il prodotto, mentre il ruotino non consente di superare gli 80 km/h). A velocità molto sostenute, infatti, si potrebbe percepire qualche vibrazione allo sterzo. In ogni caso la prassi consigliata è, aggiustata d’emergenza la gomma col kit, recarsi comunque da un gommista per la riparazione definitiva.

SOSTENIBILE E proprio su quest’ultimo punto i kit di riparazione come il Fix&Go hanno dovuto, fino a poco tempo fa, combattere con alcuni pregiudizi. Il timore più diffuso nei consumatori è che il liquido iniettato possa in qualche modo danneggiare la gomma fino a costringere il gommista a buttarla via. Da questo punto di vista la Tek garantisce che il liquido non corrode, non danneggia ed è biodegradabile. Il gommista può così semplicemente pulire la gomma all’interno e riparare il battistrada.  

LA SPALLA E’ IL PUNTO DEBOLE Punti deboli di questi dispositivi? Uno in particolare: non sono in grado di riparare un danno alla spalla del pneumatico, che di solito si manifesta sotto forma di taglio, magari in seguito a qualche incontro ravvicinato eccessivamente brusco con marciapiedi e ostacoli vari. Ma c'è da dire che in questi casi non si tratta di foratura.


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