Autore:
Emanuele Colombo

UN COLPO AL CERCHIO... Dopo averne attirato le ire, per aver investito in Uber nei mesi scorsi, Toyota chiede aiuto alla Federazione Giapponese delle associazioni dei tassisti, per creare una task-force che favorisca lo sviluppo della guida autonoma (fonte Bloomberg).

DATI DALLE FLOTTE Il costruttore giapponese sta infatti analizzando presso il Toyota Research Institute il comportamento degli esseri umani alla guida, sulla base del quale modellare le sue auto a guida autonoma. In questo senso, i dati raccolti da oltre 200 mila taxi giapponesi saranno di grande aiuto.

AMICO DEL GIAGUARO Non basta: Toyota, che fornisce le auto all'ottanta per cento dei tassisti giapponesi, conta infatti di cominciare a introdurre le tecnologie di guida autonoma proprio sui taxi nazionali, appoggiata dalla locale Federazione (fonte Reuters). Un nuovo modello di auto pubblica Toyota sarà introdotto l'anno prossimo.

IL FUTURO NON VA INDIETRO La domanda sorge spontanea: perché la Federazione cavalca un'iniziativa che potrebbe eliminare i tassisti dalle strade? Forse perché ritiene inevitabile l'affermarsi delle nuove tecnologie e vuole controbattere l'offensiva di Uber, l'azienda californiana che appalta a privati una sorta di servizio taxi 2.0, coordinato tramite una piattaforma telematica e un'app per smartphone.

LUNGA VITA AI TASSISTI Va detto infatti che per ora, sulla falsariga di quelle californiane, le leggi che le varie nazioni stanno approvando in tema di guida autonoma prevedono che ci sia sempre un essere umano a supervisionare la guida automatica: una boccata d'aria fresca per i tassisti e un intoppo non da poco per Uber e Google, che invece puntano a un futuro in cui il guidatore in carne e ossa non ci sia proprio.


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