Autore:
Federico Maffioli

Niccolò Canepa ad inizio Anno era uno di quei piloti senza una sella, poi l'incontro con Yamaha e le cose sono cambiate. Un talento italiano che vanta all’attivo, oltre al titolo del 2007 in Stock 1000, un trascorso in Superbike e  MotoGp, con l’ultima sfida 2016 del Mondiale Endurance in sella alla Yamaha del Team GMT94. Nella gara precedente a Donington l’italiano ha corso come wildcard nella Stock 1000 per il team Pata Yamaha Strock 1000 ed ha centrato subito il podio con il terzo posto in gara. Un ottimo risultato che lo ha promosso subito in Superbike qui a Misano, sempre come wildcard e sempre per il Team Pata Yamaha, ma sulla moto ufficiale di Sylvain Guintoli, ancora fuori dai giochi a causa dell’infortunio malese. Risultato? Settimo in gara uno. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato come mai, secondo lui, questo progetto ancora non è competitivo, ma che in realtà…

Ciao Niccolò, due giorni sulla Yamaha Ufficiale Superbike e già settimo in gara. Un bel risultato, ma l’inizio non sembrava dei migliori dopo il quindicesimo posto in qualifica. Ieri avete lavorato sull’elettronica e poi sulle soluzioni da utilizzare in gara. Facciamo un bilancio…

“Si, diciamo che abbiamo potuto lavorare poco purtroppo, abbiamo buttato via un po’ di tempo nelle prove tra vari problemi a livello di elettronica e un po’ di adattamento mio anche. Dopo che ho fatto tutti quei chilometri nell’Endurance con le Dunlop, saltare così all’improvviso sulle Pirelli non è facile, sono gomme completamente diverse e, anche se la moto è abbastanza simile, ti stravolgono tutto, soprattutto lo stile di guida. Quindi non è stato facile. In più, il nuovo format con la gara il Sabato non mi ha aiutato molto ad adattarmi, perché c’è meno tempo a disposizione per provare, e nelle FP3 abbiamo avuto solo 15 minuti per capire le modifiche cha abbiamo fatto, che sono state molte. Abbiamo potuto solo capire che andavano abbastanza bene e siamo partiti così. Peccato poi per la Superpole, perché sono stato sfortunato, mi sono trovato esposta la bandiera rossa mentre stavo facendo il mio giro lanciato con le gomme da qualifica e mi sono dovuto accontentare della quindicesima posizione in griglia. All’inizio ero molto arrabbiato, poi in gara ho dato il massimo per esprimere il potenziale e portare a casa un buon risultato. Sono contento del lavoro che abbiamo fatto,abbiamo visto che le modifiche scelte vanno nella direzione giusta, la squadra ha lavorato bene e ogni volta che sono sceso in pista i tempi miglioravano. Questo significa che stiamo lavorando bene.  

Parliamo di questa Yamaha. Ad inizio Anno sembrava un progetto molto interessante e competitivo, ma poi sono arrivati i problemi, come quelli legati all’usura delle gomme, e i risultati non sono arrivati. Prova a fare un bilancio su questa moto, in cosa è messa bene e in cosa ancora difetta?

Secondo me è solo una questione di giovinezza della moto, nel senso che questo è il suo primo anno in Superbike e quindi, chiaramente, avendo avuto poche possibilità di fare test durante l’inverno c’è ancora tanto lavoro da fare. Ci sono tante cose da provare e questo lo si può fare solo nei weekend di gare, ma il tempo è poco, perché già il Venerdì ti giochi il tempo per entrare in Superpole 2, quindi non puoi concentrarti solo sullo sviluppo e se vai male ti sei giocato una buona posizione in griglia di partenza. Non puoi perdere troppo tempo per fare delle prove o per capire quali siano le scelte giuste, devi cercare di fare bene da subito e questo rende tutto più difficile. A questo aggiungi che i test sono contingentati e non è più come una volta, che potevi fare quanti test volevi e la moto la sistemavi. Questa è una moto con un potenziale altissimo, un team di altissimo livello, ma chiaramente è un po’ difficile riuscire a fare tutto il lavoro di sviluppo sfruttando solo il Venerdì dei weekend di gare, perché siamo arrivato ad un livello di tecnologia altissimo, ma che comunque richiede molto tempo per poter essere messo a posto e riuscire ad andare forte. E’ questo che manca principalmente. Kawasaki può contare su molti anni di esperienza, anche se la moto è nuova quest’anno, per loro l’elettronica è la stessa, quindi riescono comunque  ad avere le stesse cose. Ducati lo stesso, ma anche Ducati, quando esordì con la Panigale in Superbike all’inizio ha fatto dei disastri, se ti ricordi con Checa e Badovini è stato un anno disastroso e mi sembra che la Yamaha stia andando decisamente meglio di loro nel suo anno di esordio.

Ok il potenziale c’è, ma secondo te, questo terzetto di piloti inglesi qualcuno riuscirà a batterli? Parlo di Rea, Sykes e Davies che da due anni hanno praticamente monopolizzato il podio SBK…

Secondo me le due Kawasaki ufficiali sono una spanna avanti su tutti, anche i piloti sono in formissima, però le moto sono le migliori e credo che questo sia evidente anche a chi non è particolarmente esperto. Di contro, il livello delle Kawasaki è uno stimolo per le altre Case, che stanno cercando di avvicinarsi sempre di più, di sviluppare e migliorare senza mai non gettare la spugna. Esattamente come sta facendo Yamaha che cerca di migliorare sempre di più e presto sarà ai loro livelli. Però ci vuole del tempo, perche il team KRT è fortissimo. Per quanto riguarda Chaz Davies, bhè… lui fa paura, va sempre  fortissimo, lo vedo guidare in pista e oggettivamente è molto forte come pilota. Sulla Ducati è lui a fare la differenza, è davvero un pilota molto forte.

L’ultima domanda te la facciamo su Alex Lowes, il tuo compagno di squadra qui a Misano. Un grande talento, ma ancora non è riuscito a centrare un successo importante. Come lo vedi e come ti è sembrato il suo rapporto con la Yamaha?

Non lo so per me è un grande talento e un bravissimo ragazzo. Sicuramente, come tutti, deve fare il suo percorso per arrivare al top. Sta crescendo tanto, ed  è ancora giovane. Sta semplicemente facendo il suo percorso per arrivare al top anche lui, migliorando ogni giorno e sviluppando la moto. Si è meritato la moto ufficiale questa’anno, come l'anno scorso era ufficiale in Suzuki e sta avendo delle buone occasioni per dimostrare il suo talento. La situazione per me non è tesa nel team,quando si lavora c’è tanta professionalità e onestamente non avverto tensione. Poi cosa si dicano al telefono quando sono a casa non lo posso sapere. Per me comunque stanno lavorando tutti nella stessa direzione, ovvero essere competitivi e sviluppare la moto per vincere, questo è quello che davvero importa! 


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