Autore:
Danilo Chissalè

COLPO D'OCCHIO La Suzuki SV650 è un grande classico tra le naked di media cilindrata: facilità di utilizzo, bassi costi di gestione e divertimento, sono sempre stati i capisaldi della piccola nuda made in Japan. Siamo arrivati ormai al terzo capitolo della serie SV, la Gladius è stato solo un intermezzo, e tutte le caratteristiche elencate pocanzi, rimangono immutate da quel lontano 1999, anno di nascita del primo modello. La nuova SV650 ha le stesse linee classiche e intramontabili delle sue antenate: faro tondo, telaio a traliccio ben in vista e codino filante. Stop, null'altro, niente fronzoli. Le colorazioni disponibili sono quattro: tutta nera, bianca con strisce decorazioni e cerchi blu, rossa o azzurra con strisce bianche e cerchi neri. Scelgo la bianca, che grazie al contrasto con il telaio nero e i suoi cerchi blu, mi rapisce, mi invoglia a montare in sella, girare la chiave e partire. E cosi faccio.

TRIANGOLO PERFETTO Seduto in sella alla nuova Suzuki SV650 ci si sente subito a proprio agio, il manubrio è largo il giusto e conferisce una ottima sensazione di controllo, le pedane sono in posizione leggermente rialzata e la sella è bassa da terra, 785mm (la più bassa del segmento). Queste quote portano a una triangolazione sella/manubrio/pedane strettina soltanto per le ginocchia dei piloti over-size, ma quasi perfetta per i centauri dalle leve corte e la sezione centrale rastremata è una manna dal cielo con le gambe che scendono diritte verso terra per un appoggio solido.

CHE CARATTERINO! No, non fraintendete, la nuova Suzuki SV 650 non è stata rivoluzionata nella sua indole, rimane sempre la moto facile adatta a neofiti e non, ma il suo motore bicilindrico da 645cc per 76cv e 64Nm di coppia, ha tanto brio già ai bassi, ed è pronto a spingervi da un semaforo all'altro stampandovi in volto un sorrisetto felice e gagliardo. Il nuovo motore non è solo brio e divertimento, infatti, i tecnici Suzuki dichiarano di aver reso il motore più efficiente grazie a trattamenti altamente tecnologici quali l'utilizzo di camicie per i rivestimenti dei pistoni, l'iniezione elettronica SDTV con doppia valvola a farfalla per cilindro, nuovi iniettori a 10 fori, un nuovo air box e il radiatore maggiorato.

ATTENTA ALL'AMBIENTE Gli aggiornamenti al motore le consentono di rispettare le normative anti-inquinamento Euro 4 e la Suzuki SV650 si preoccupa anche dell’inquinamento acustico con uno scarico, che non rende giustizia al sound del bicilindrico a V di Hamamatsu. Sfogliando il catalogo accessori della SV650 si risolve facilmente il problema con un modaiolo scarico a doppia canna (523,14 euro) o con il terminale racing in acciaio inossidabile GP-EVO IV S (832 euro) sviluppato dalla Yoshimura, partner storico di Suzuki, leader mondiale nella produzione di sistemi di scarico.

COMMUTER URBANO Durante il periodo di prova, ho utilizzato la Suzuki SV 650 in tutti gli scenari possibili e immaginabili, dal percorso cittadino ricco di buche dossi e qualsivoglia ostacolo al piacere di guida, al passo di montagna finendo nella temutissima autostrada, vero spauracchio per una nuda. In città potrebbe tranquillamente sostituire il vostro scooter, il manubrio largo e la seduta bassa, in collaborazione con un peso di soli 197 Kg in ordine di marcia, permettono di sgattaiolare facilmente nel traffico cittadino. A facilitare le operazioni, soprattutto per chi è agli inizi, il sistema Low RPM Assist, che aumenta il numero di giri nelle partenze a motore freddo e alle basse andature (tipiche del traffico congestionato) e previene gli spegnimenti improvvisi del motore.

QUI MI SENTO A CASA Il vero habitat della naked di Hamamatsu sono le strade extra urbane. Qui la SV650 dà il meglio di sé, grazie al suo motore sempre pronto, fluido e corposo abbinato a una ciclistica davvero facile e intuitiva. Il telaio, come da tradizione, è a traliccio mentre il comparto sospensioni prevede una forcella tradizionale da 41 mm e un mono regolabile nel precarico in 7 posizioni. La SV650 è un chiaro esempio di come un buon progetto, sopperisca senza fatica alla mancanza di componentistica elitaria: pur tenendo ritmi sostenuti, la ciclistica non mi è mai sembrata in difficoltà, garantendo sempre un buon feeling con il mezzo. L'impianto frenante, doppio disco da 290 mm davanti e disco da 240 mm dietro è efficace quando si va a spasso, ma mostra poco mordente quando il ritmo di guida richiederebbe un po' di vigore in più. Nessun particolare difetto da segnalare per quanto riguarda il sistema ABS studiato da Nissin, che ora è più contenuto nei pesi (-1,5kg) e nelle dimensioni.

LATO B (IL VOSTRO) Nel caso voleste macinare tanti chilometri in sella alla vostra SV sappiate che la sella di serie è un tantino dura. Se siete muniti di un lato B delicato potete sfogliare il nutrito catalogo di accessori dedicati e pensare alla sella a coste più imbottita (190 euro) oppure munitevi di cuscino al gel. In autostrada lo sappiamo tutti che le naked, per definizione, non forniscono la protezione dall'aria che fornirebbe una bella tourer, ma percorrendo l'autostrada in sella alla nuova SV 650, ho veramente sentito l'esigenza di un bel cupolino. Ma per fortuna, anche in questo caso, il catalogo accessori Suzuki comprende un cupolino (158,93 euro IVA inclusa), che personalmente mi sento di consigliarvi.

COMPROMESSO VINCENTE Se leggendo questa prova, vi è venuta una irrefrenabile voglia di acquistare la nuovo Suzuki SV650, preparatevi a staccare un assegno da 6,490 euro Iva inclusa, e porterete a casa una moto facile, docile e parca nei consumi (25 km/l nel ciclo misto) quando serve, ma con un caratterino brioso a vostra disposizione ad ogni apertura del gas.

 

 


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