Autore:
Stefano Cordara

DA LAVORO, MA NON SOLO Multiuso, come il famoso coltellino svizzero con cui ci puoi davvero fare di tutto. Il nome sembra molto azzeccato per la nuova proposta di Umberto Borile, l’artigiano di Vò Euganeo che fino a oggi ci ha deliziato con le sue produzioni artigianali di alto livello. Ma la Multiuso è diversa, è una moto che potremmo definire “da lavoro”, nata non con l’intento di fare sfoggio di sé davanti ai bar ma di servire il proprio padrone. Per questo Borile ha deciso di dotarla di optional curiosi. Al posto delle sospensioni pluriregolabili c’è il gancio di traino per muoversi in campagna; al posto del bauletto c’è il supporto per la motosega e così via con altre cosette che piaceranno molto ai boscaioli.

MULTITUTTO Logico che la destinazione “rurale” della multiuso sia un’estremizzazione del concetto, va da sé che probabilmente di Multiuso ne potremo vedere più in città che in campagna, anche perchè grazie alla sua essenzialità, al suo peso superleggero (79,5 kg) alla sella bassa e a un raggio di sterzata degno di un carrello del supermercato (gira in un metro quadrato) la Multiuso è il mezzo perfetto per vincere la gimkana del traffico. Non a caso Borile sta pensando anche a una Multiuso equipaggiata da motoambulanza per il pronto intervento medico in città.

QUANTO BASTA Il motore è un monocilindrico 4T da 197 cc cinque marce alimentato da un carburatore Mikuni da 26 mm e capace di accontentarsi di sorseggiare un litro di verde per ogni 26 km. Telaio e sovrastrutture sono ovviamente in alluminio, il materiale principe con cui Borile costruisce le sue moto. A metà strada tra una scrambler e una moto da alpinismo la Multiuso rappresenta il massimo dell’essenzialità fatta moto e lo è anche nel prezzo, che si ferma a 4700 €.


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