Autore:
Paolo Sardi

ERA LEI Giusto pochi giorni fa avevamo accennato a un suo possibile arrivo in Buzz e ora a Monaco hanno già deciso di alzare i veli sulla nuova BMW HP4, versione che porta alle estreme conseguenze la sportività della S 1000 RR. L’operazione non si discosta molto da quella compiuta tempo addietro sotto la medesima sigla HP, che sta per High Performance: si prende un mezzo di successo e si lavora di fino, per renderlo più performante ed esclusivo che mai.

MEGLIO SOLI A voler elencare le novità che introduce la BMW HP4 c’è da avere l’imbarazzo della scelta. Con una livrea che riprende i colori sociali bianco-blu, la moto sfoggia in primis un codino con cover che la rende monoposto, anche se il kit per renderla biposto, con sella e pedane passeggero, si può comunque avere. In seconda battuta si nota lo scarico Akrapovic in titanio, che, oltre a fare una gran scena e ad assicurare una colonna sonora adeguata, permette di risparmiare 4,5 kg rispetto all’impianto di serie.

WEIGHT WATCHERS Una bella limatina al peso viene anche dai nuovi cerchi in alluminio forgiato, -2,4 kg, che danno una mano a portare il peso a secco a soli 169 kg, che diventano 199 in ordine di marcia, con nel serbatoio anche il 90% della benzina. E parlando di cerchi, non si può non sottolineare il fatto che la BMW HP4 sfoggi al posteriore un nuovo pneumatico 200/55-17. Quanto ai freni, le primizie sono le pinze monoblocco Brembo che lavorano nuovi dischi. E’ invece impossibile accorgersi a prima vista del lavoro fatto dai tecnici per rendere più efficace il lavoro dell’antibloccaggio Race Abs. Sviluppato grazie alle esperienze maturate nel campionato Tedesco IDM, è dotato come sulla S 1000 RR vulgaris di quattro modalità di funzionamento, Rain, Sport, Race e Slick, con le ultime due da selezionare in pista, in base soprattutto alle gomme usate.

CHIP AL POTERE L’elettronica sopraffina fa prezzemolo in molte parti della scheda tecnica. Sulla BMW HP4 i riflettori sono puntati in particolare sulle sospensioni, che si avvalgono del Dynamic Damping Control (o DDC per gli amici), che varia in tempo praticamente reale l’ammortizzamento in base alle condizioni dell’asfalto e allo stile di guida. Cambiando una vocale ci s’imbatte invece nel DTC, ovvero il Dynamic Traction Control, che ora tiene a bada il pattinamento della ruota posteriore in modo migliore, specie quando è impostato un set up sportivo.

DI BENE IN MEGLIO Il suo lavoro è fondamentale, anche perché il quattro cilindri della BMW HP4 si fa – anche se di poco -  più vigoroso di quello della S 1000 RR di serie. Il lavoro fatto sullo scarico permette infatti di avere un’erogazione più corposa tra i 6.000 e i 9.750 giri. Quest’ultimo resta il regime di coppia massima, sempre di 112 Nm, mentre il picco di potenza di 193 cv è confermato a 14.200 giri. Tutta la birra, tra l’altro, è qui disponibile nei quattro i programmi di funzionamento, anche se in Rain i cavalli mordono un po’ il freno ai medi. Interessante è poi sottolineare il fatto che la HP4 sia dotata anche di Launch Control, che in accelerazione rende disponibile solo la coppia realmente scaricabile a terra, per partenze a cannone senza impennate o sgommate

SU MISURA Per chi non si accontentasse di quanto offerto dalla HP4, la BMW propone un Competition Package, che consente di personalizzare la moto in chiave ancora più sportiva. A comporlo ci sono particolari in carbonio, le pedane regolabili, le leve snodabili, i cerchi verniciati in blu e un kit di adesivi.


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