Autore:
Stefano Cordara


TABÙ VIOLATO
Il motociclista è conservatore per natura, le innovazioni sono spesso mal digerite e metabolizzate con estrema lentezza. Basta leggere qualche commento sull'argomento "moto automatica" su questo sito per rendersene conto. Chi però pensa che la moto debba restare oggetto tecnicamente immutabile nei tempi ed è già provato dalla questione cambio automatico, si prepari a subire un'altra bottarella. Perché dal 2006 le moto saranno anche Diesel.

TANTI PROTOTIPI A dirla tutta, la moto Diesel non è una vera novità, se ne parla da anni e di esperimenti ne sono stati fatti tantissimi, e in giro per il mondo ci sono prototipi marcianti (c'è n'è anche uno con il motore della Vw Lupo tre cilindri opportunamente riadattato). In india, qualche tempo fa, la Royal Enfield aveva modificato due suoi modelli dotandoli di lenti e inguardabili motori agricoli a gasolio, capaci però di percorrere oltre 80 km/litro.


NASCE PER LA GUERRA
La proposta della HDT, società Usa produttrice di moto militari (il più grande fornitore di moto per gli eserciti americano e britannico, tra cui le moto utilizzate in Afghanistan) è però differente: la HDT ha reso il progetto della moto diesel più verosimile, sfruttando una tecnologia molto avanzata. Anche se pare che la HDT sia in grado di bruciare praticamente qualsiasi carburante gli capiti a tiro.

BULLDOG AMERICANO Da questi modelli nasce la DA 650 A1 "Bulldog" (ma Yamaha non dice nulla?) la prima moto diesel prodotta in serie e regolarmente omologata (negli States). Non ci vuole un occhio troppo scientifico per notare la somiglianza della Bulldog con la Kawasaki KLR (la versione a benzina usa proprio il motore Kawa). Il monocilindrico di Akashi è infatti stato utilizzato come base di partenza per la realizzazione del propulsore HDT.

LEGGERO Il motore americano è stato studiato per offrire le massime prestazioni senza utilizzare un turbocompressore, che certamente porterebbe una buona dose di cavalli in più aumentando però la complessità meccanica e il peso. Il monocilindrico HDT utilizza una testa a quattro valvole abbinata un sistema di iniezione meccanica indiretta (ma sarebbe allo sviluppo un sistema di iniezione elettronica). L'ampio impiego di leghe leggere avrebbe contenuto il peso sui livelli di un normale monocilindrico (la moto pesa 167,4 kg a secco) e, come vedete dalla foto, gli ingombri del motore sono del tutto analoghi a quelli del monocilindrico da cui deriva. L'utilizzo di componenti in lega avrebbe anche, secondo il costruttore, eliminato quasi del tutto il classico e fastidioso picchiettare del motore diesel.

DIESEL VELOCE? Certo, le prestazioni non sono ancora esaltanti, ma comunque sufficienti a muoversi in modo più che dignitoso e con un comportamento da motore a benzina. I 30 cv di potenza massima arrivano a 5.800 giri con possibilità di allungare fino ad oltre 6.000 giri (regime quindi del tutto analogo a quello di un mono a benzina), per una velocità massima superiore a 150 km/h. Tutto accontentandosi di un litro di gasolio ogni 36 km per oltre 1.000 km di autonomia. Proprio il consumo sarebbe una delle carte vincenti di questa moto; in tempi di petrolio alle stelle l'offerta HDT, se ulteriormente sviluppata, potrebbe anche diventare interessante. Oppure, a chi va in moto, dei consumi non gli importa proprio niente?


OTTO RECORD
Comunque, il signor Fred Hayes è uno che ci crede davvero. Ha piazzato il suo monocilindrico su una moto di impostazione sportiva ed è andato a Bonneville stabilendo otto primati mondiali di velocità per moto diesel. Il miglior passaggio della HDT è stato misurato a 169.261 km/h. Potrebbe far sorridere, ma non dimenticate che un motore diesel piazzato sull'Audi R10 sta puntando a vincere la 24 ore di Le Mans...


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