Autore:
Giulio Scrinzi

INSIEME FIN DAI KART Cos’hanno in comune la McLaren e Lewis Hamilton? Innanzitutto il sostegno che il team di Woking aveva dato al pilota britannico quando, in giovane età, l’aveva messo sotto contratto dopo aver vinto diversi Campionati nazionali con i go-kart. All’epoca Hammer aveva solo 13 anni, ma la sua vita da quel momento era già segnata: in poco tempo debuttò nelle formule minori, fino al successo iridato nella GP2 durante la stagione 2006. Questo, poi, gli permise di debuttare in Formula 1 nel 2007, un anno terminato al secondo posto e che spianò la strada nel 2008 al suo primo Titolo Mondiale nella massima serie automobilistica.

RITORNO ALLE ORIGINI? Gli anni successivi, però, Lewis pagò la maggiore competitività prima della Brawn GP di Button e poi delle imprendibili Red Bull affidate al rivale Sebastian Vettel, il che lo spinse a fine 2012 a troncare la partnership con la McLaren. In seguito ha ottenuto il successo che noi tutti conosciamo con la Mercedes… ma il rapporto con il team di Woking rimarrà per lui sempre qualcosa di speciale. Al punto che è stato lo stesso reparto corse britannico a lanciargli l’appello di tornare al più presto, come affermato dal direttore esecutivo Zak Brown: “Lewis ha una storia qui in McLaren, è un pilota incredibile, e non c’è squadra nel paddock che non sia interessata ad averlo, noi inclusi. Certo, siamo contenti dei piloti che abbiamo, ma in Formula 1 non si sa mai cosa potrà accadere. E se dovessimo ipotizzare la necessità di andare sul mercato piloti, ovviamente il migliore sulla piazza sarebbe Lewis”.


TAGS: formula 1 mclaren f1 lewis hamilton f1 f1 2018 formula 1 2018 lewis hamilton 2018 mclaren f1 2018