Autore:
Luca Pezzoni

TRE LETTERE Tre lettere associate al nome del "preparatore" ufficiale Mercedes, ma per tutti sarà ancora una volta "Gullwing", Ali di Gabbiano. A cinquant'anni di distanza, la reinterpretazione moderna della SLS unisce suggestioni e impostazioni del passato riviste con taglio moderno e futurista. Inconfondibilmente Mercedes, la SLS AMG in mostra a Francoforte cattura occhio, emozioni e ragione: sotto il vestito della festa ci sono prestazioni e contenuti meccanici senza compromessi. Ecco i segreti di un progetto figlio dell'immagine e dell'eccellenza tecnologica che arriverà su strada nel 2010.

APERTURA ALARE Come ampiamente anticipato dalle foto spia e dalle speculazioni la SLS ritorna e lo fa con le portiere ad "Ali di Gabbiano". Elemento scenografico ma anche progettuale: l'auto non solo è costruita intorno a questa soluzione, che influenza anche l'interno, ma si ricollega senza esitazioni alla nonnina dalla bellezza senza tempo, che con i suoi sei cilindri in linea sfrecciava sulle piste e sulle strade degli Anni 50. E che ancora oggi, facendo una capatina a Brescia ogni Maggio, si può ancora ammirare e "ascoltare" alla partenza della Milla Miglia.

MUSO CHILOMETRICO Tornando al presente, c'è un muso lungo lungo, 2 metri secchi, che sembra pensato apposta per festeggiare il centenario del bolide di stampo futurista. E su tutti aleggia lo spirito Muscle Car, con quei rigonfiamenti disegnati dai parafanghi e forme che sembrano pronte a balzare in avanti, eppure ancora familiari, con l'idea di un'auto da tutti i giorni. Sempre sul muso la bocca aperta con il fregio della stella ricorda le turbine di taglio aeronautico, e si ricollega senza esitazioni ai geni della progenitrice ma senza scadere nell'effetto replica.

ELEGANZA CONTEMPORANEA LA SLS AMG rende subito l'idea di essere un'auto contemporanea e figlia del proprio tempo, solo con una personalità strabordante e forse irraggiungibile anche per supercar di impostazione estrema. La fiancata vive delle proporzioni giuste, sottolineate nelle branchie per la respirazione posizionate subito dopo il treno anteriore, da dove prendono origine gli incavi laterali che scavano il metallo e movimentano le superfici. La minigonna "alta" rende l'idea di una presenza muscolare, evidenziata dalle porte che nel taglio inferiore sono troppo alte per essere normali.

BRILLANTI INTUIZIONI Il parabrezza, neppure troppo inclinato è un altro collegamento al tempo che fu: disegna un bozzolo abitativo tutto spostato al retrotreno. A quel punto le linee diventano semplici, quattro colpi di matita stondata, e chiudono una silhouette che sembra fin da ora senza tempo. Non mancano obbligate quanto brillanti concessioni alla moda, come i led per luci diurne, indicatori di direzione e fanali posteriori. La pulizia sarà sporcata in movimento solo dalla fuoriuscita dello spoiler posteriore a velocità superiori ai 120 km/h, ma tutta la SLS parla il linguaggio dell'eleganza e della consapevolezza non urlata.

RITORNO ALLE ORIGINI Basta vedere i due tubi di scarico posteriori, bene integrati e importanti nelle dimensioni senza inutili esagerazioni, netta inversione di marcia anche rispetto alla discussa SLR figlia del matrimonio d'interesse con McLaren. Ora che ognuno è ritornato a "vivere a casa sua" vengono rispolverate le vecchie abitudini. E curiosamente appassionati e clienti del mondo supercar ci guadagnano: oltre alla SLS AMG, arriva in questi giorni anche la nuova supercar di Woking con motore centrale e format votato tutto alla sostanza tecnologica, con poche concessioni all'occhio (ne parleremo presto).

STRUCCATA Ma tolti gli effetti speciali delle porte ad apertura alare, oltre le linee suadenti e gli ammiccamenti alla memoria, cosa nasconde la rediviva SLS? Un piatto ricco e variegato, fatto di scelte progettuali votate al risparmio di peso, alla raffinatezza architetturale, curata anche nella scelta dei materiali. Con tanta elettronica ma con una impostazione classica, con l'obiettivo dichiarato di inseguire un baricentro basso: solida certezza di piacere nelle curve.

NUMERI EVOCATIVI E, certo, prestazioni fuori dall'ordinario: tanto per fare due numeri la velocità massima dichiarata e limitata elettronicamente raggiunge i 317 km/h, lo zero-cento si brucia in 3,8 secondi e un occhio attento, come impongono i tempi, alla riduzione (per quanto possibile) di consumi ed emissioni. L'omologazione Euro 5 viene rispettata. Entrando nel dettaglio si parte dal cuore, il conosciuto V8 aspirato da 6,2 litri che alberga sotto il cofano extralarge eroga ora 571 cavalli e offre sotto il pedale una poderosa coppia massima di 650 Nm a 4750 giri. Ma la scelta di partire da un propulsore esistente non deve essere interpretata come una riserva conservatrice.

EVOLUZIONE Le modifiche e gli accorgimenti nei dettagli sono tali e tanti da mettere in mostra una parentela stretta con il mondo delle piste. Sono completamente nuovi gli alberi a camme, tutto l'impianto di aspirazione, i pistoni rinforzati. I collettori riprogettati assicurano l'ottimale riempimento dei cilindri, mentre la lubrificazione a carter secco e una dieta ferrea a base di materiali pregiati ha permesso di contenere il peso dell'unità entro i 205 kg. Materiali ad elevata scorrevolezza e il recupero di energia in folle e in frenata permetterebbero, secondo la Casa, di percorrere 100 km con "solo" 13,2 litri di benzina.

CAMBI SPAZIALI Al motore anteriore fanno eco la trazione posteriore e il cambio a doppia frizione con disposizione transaxle di pura impronta sportiva. La distribuzione dei pesi, che dice 47% davanti e 53% dietro, non lascia spazio a dubbi e recriminazioni. Mentre le sette marce si possono snocciolare nello spazio di un battito di ciglia: 100 millisecondi il passaggio tra un rapporto e l'altro. Sono poi selezionabili dal pilota quattro differenti logiche: "Efficienza Controllata" per la guida risparmiosa, poi le classiche Sport, Sport plus e Manuale, tutte con elettronica che simula la doppietta automatica quando si vuole giocare. Come bonus bruciasemafori, e qui ritorna lo spirito Muscle Car, esiste anche l'opzione Race Start. Ad aiutare sempre la trazione ci pensa il differenziale meccanico integrato nella scatola del cambio.

IMPOSTAZIONE Oltre al propulsore c'è tutta l'impostazione telaistica a parlare il linguaggio dell'eccellenza. Leggerezza, raffinatezza e ispirazione al mondo delle corse le linee guida seguite dai progettisti. Le sospensioni sono a doppio braccio in alluminio con puntoni e tiranti trasversali. Soluzioni travasate dal mondo delle corse e che assicurano secondo la Casa, insieme ad un passo di 2,62 metri e lo sterzo a cremagliera montato in posizione ribassata e parametrico (cambia in rapporto alla velocità e alla dinamica di marcia), il giusto mix tra comfort, stabilità e velocità di inserimento. Sia nella guida estrema che nel galoppo da struscio.

ALLUMINIUMCAR E per la prima volta nella storia Mercedes, la SLS viene costruita intorno ad un telaio spaceframe e ad una carrozzeria tutti in alluminio. La soluzione in materiale nobile ha consentito di limitare il peso, la bilancia di Stoccarda dice 1620 kg. Ma tutta la struttura fatta di bracci, montanti e pannelli è ottimizzata per ridurre al massimo l'assorbimento delle vibrazioni, leggasi comfort, assicurando la massima rigidità torsionale. Per chi nonostante l'eccellenza meccanica e telaistica dovesse superare i limiti imposti dalla fisica ci saranno gli aiutini elettronici dell'ESP regolabile su tre livelli di intervento e, volendo, disinseribile. Ma, forse dispiacerà ai gentleman driver, mai completamente escludibile: basta un colpo sui freni per riattivarlo.

SEMPLICE E SICURA Dentro l'abitacolo si respira un'aria minimalista e coerente con lo spirito originario della nonnina. Tutto sembra costruito intorno a pilota e passeggero, che raccolti sotto il piccolo tetto possono farsi stringere dai sedili in pelle contenitivi. Mentre la loro protezione è assicurata dalle cinture di sicurezza a tre punti con pretensionatori e limitatori di forza e da otto airbag. Ci sono cuscini gonfiabili adattativi per guidatore e passeggero, per le ginocchia, integrati nel sedile e due airbag separati per finestrino. Il bagagliaio da 190 litri assicura ospitalità per borse e sacche morbide necessarie per una veloce vacanza a due.

CONCESSIONI TECNOLOGICHE Correndo l'anno 2009 non mancano poi vizi e prezzemolini tecnologici per tutti i gusti. Fari adattivi, sistema keyless entry, sensori e aiuto al parcheggio, sistema infotainment Bang&Olufsen comprensivo di caricatore per 6 DVD, sedili e volante a regolazione elettrica oltre al sistema di controllo della pressione pneumatici arricchiscono la vita a bordo. Poi, come sempre, si potrà attingere alla costosa lista di optional con un occhio al tatto, vedi le pelli pregiate, oppure al look sportivo, vedi rifiniture in vero carbonio. Per chi vuole il massimo ci sono cerchi extralarge e retrovisori e cofano motore in carbonio che fanno immagine e tagliano di qualche etto il peso alla bilancia.

FRENA! L'impianto frenante, tornando a parlare di contenuti meccanici, prevede dischi in materiale composito ad elevate prestazioni. Ma ci sono pure, in opzione, i dischi maggiorati in ceramica di nuova concezione: maggiore resistenza alle temperature di esercizio elevate e masse non sospese ridotte di circa il 40%. Con intuibili effetti nella guida in pista e nei trasferimenti di carico. I cerchi in lega da 19 pollici sull'anteriore e 20 sul posteriore, calzano pneumatici da 265/35 e 295/30 sviluppati ad hoc.

RINASCIMENTO Torna dunque a risplendere nel firmamento delle supercar una delle auto scolpite nella memoria collettiva. Dopo immagini e dati tecnici, la prima anteprima in metallo e pistoni arriva a Francoforte. Poi, entro il 2010, la SLS contemporanea inizierà a percorrere le strade del Vecchio e Nuovo Continente. Per averla serviranno bonifici intorno ai 200.000 euro: nuova icona non solo della Casa stellata ma di un rinascimento automotive che - per quanto si parli di crisi finanziari ed energetica – tenta di sopravvivere a se stesso inseguendo l'eleganza, da vedere e da guidare.


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