Autore:
Paolo Sardi

HIGHLANDER Alla Mercedes i colpi di testa non vanno molto a genio, almeno quando si parla di fuoristrada, tanto è vero che nel listino della Stella a tre punte la Classe G è presente dal lontano 1979 senza aver mai subìto stravolgimenti particolari. Pensare però questa macchina come a un highlander immortale sarebbe però forse troppo e così gli uomini del Mercedes-Benz Advanced Design Studio di Carlsbad, in California, hanno provato a immaginarsi una sua erede del futuro anteriore, la Mercedes Ener-G-Force.

BRAVI, BIS A dire il vero, quando le matite hanno buttato giù i primi schizzi l’idea dei designer era tuttavia un’altra: partecipare al Los Angeles Design Challenge 2012 svolgendo il tema dell’ Highway Patrol Vehicle 2025 e proponendo quindi uno studio di auto per le forze dell’ordine di domani. Il risultato dei loro sforzi è stato talmente interessante che, riguardando i disegni, hanno deciso di tramutarli in una maquette in scala 1:1 e con indosso abiti civili in luogo della divisa della stradale californiana.

DAMMI UNA G Ecco dunque spiegata la genesi della Mercedes Ener-G-Force e – di conseguenza - il perché di alcune sue soluzioni stilistiche, come per esempio la ridottissima superficie dei vetri rispetto alla lamiera delle fiancate, una scelta fatta per garantire la massima sicurezza degli agenti trasportati. In ogni caso, pur trattandosi di un mezzo futuristico, la Mercedes Ener-G-Force conserva nel suo Dna i geni della Classe G, come testimoniano la mascherina multilama e la terna di finestrini laterali. Una vera e propria finezza sono poi i fari a Led che, una volta accesi, formano la lettera G. Un’altra citazione viene dal vano portaoggetti che fa il verso alla classica ruota di scorta e che qui permette invece di avere a portata di mano attrezzi vari senza che sia necessario aprire il portellone.

EFFETTI SPECIALI Giusto per la cronaca, vale la pena di sottolineare come gli uomini Mercedes abbiano immaginato la Ener-G-Force dotata di numerosi elementi high tech. Tra questi spicca un sistema chiamato Terra Scan 360°, capace di analizzare il terreno circostante la macchina per predisporre l’assetto alle possibili sollecitazioni. Quanto alla propulsione, gli ingegneri ipotizzano quattro motori – uno per ruota – gestiti elettronicamente e con alimentazione fuel cell, con a monte il dispositivo Hydro-Tech Converter, un impianto capace di estrarre idrogeno dall’acqua riciclata. Più ecologico di così…


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