Autore:
Paolo Sardi

LA PREDILETTA Sarà forse per il suo aspetto aristocratico e un po’ altero, sarà anche un po’ per l’enorme potenziale della sua meccanica, fatto sta che la Mercedes SLS AMG è ultimamente una tra le macchine preferite dagli elaboratori. La supercar della Stella a tre punte lascia infatti loro grande libertà d’azione per intervenire, tanto a livello estetico, quanto a livello del motore. Non è dunque un caso che la vettura sia finita anche tra le grinfie di Kourosh Mansory e dei suoi collaboratori, che hanno creato così la Mansory Cormeum, una tra le special più ammirate sulla passerella del Salone di Ginevra.

MUSICA, MAESTRO! Prima di passare al setaccio la macchina, però, due parole vanno spese doverosamente per il nome che, per la seconda volta in casa Mansory, prende spunto dal mondo della musica. Dopo Vincerò, utilizzato tempo addietro per battezzare una variante sul tema della Bugatti Veyron, tocca ora a un’altra aria, Vide cor meum, appunto, rischiare di finire in qualche modo all’anagrafe di Brand, dove ha sede la Mansory Design & Holding GmbH. Giusto per la cronaca, si tratta di un brano composto da Patrick Cassidy, ispirato alla Vita Nuova di Dante Alighieri e che si sente nel film Hannibal, con Anthony Hopkins.

GIU’ PER TERRA Accontentati melomani e cinefili, torniamo alla Mansory Cormeum. Se la sua sagoma resta, per sommi capi, quella della Mercedes SLS AMG, la linea è comunque profondamente rivista, da qualunque lato la si guardi. Il frontale adotta nuovi fari a Led e spalanca a mo’ di fauci le prese d’aria, per portare una boccata d’ossigeno al motore e placare i suoi bollenti spiriti, complice un nuovo radiatore maggiorato. Il nuovo profilo assicura una minor portanza e schiaccia meglio la macchina a terra, in collaborazione con il diffusore posteriore e con l’enorme ala in carbonio che soppalca la coda.

SPALLATISSIMA Lungo la fiancata i parafanghi sembrano reduci da un periodo di body building in palestra e si presentano ben più spallati di quelli della SLS AMG. Metro alla mano, in larghezza la Mansory Cormeum mette su 66 mm all’altezza delle ruote anteriori e 84 mm in corrispondenza di quelle posteriori. Sotto i passaruota trovano posto inediti cerchi con dado centrale di fissaggio, in perfetto stile racing. Le loro misure sono oversize: quelli anteriori sono 20” con canale da 9 e ospitano pneumatici Michelin 265/30, mentre quelli posteriori sono da 21” con canale da 11 e calzano “scarpe” misura 295/25.

A TUTTA BIRRA Come se non bastasse tutto questo a rendere la Mansory Cormeum bella aggressiva, i tecnici hanno deciso di abbassare l’assetto di 20 mm, adottando molle e ammortizzatori diversi da quelli originali. Questa scelta è dettata anche dalla necessità di gestire meglio la cavalleria, aumentata grazie a un lavoro di spremitura del motore V8 da 6,2 litri. Con un compressore volumetrico ben tarato, un filtro dell’aria sportivo e uno scarico in acciaio inox, oltre che con un’elettronica accordata di conseguenza, la potenza sale a ben 660 cv. Gli ingegneri dicono però a mezza voce di aver già testato anche una variante con 800 cv.

I QUINDICI Quanto all’interno, la Mansory Cormeum si distingue dalla Mercedes per la consolle centrale ridisegnata, per un differente volante sportivo multifunzione e per rivestimenti in pelle di miglior qualità. Tirata in soli 15 esemplari, la Cormeum non ha un vero e proprio prezzo ufficiale. Essendo praticamente cucita addosso al suo acquirente, può essere personalizzata a piacere e il conto varia quindi in funzione delle richieste.


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