Autore:
Luca Pezzoni

MEGLIO? L'antica saggezza dice che è meglio tardi che mai. Dopo Suv americaneggianti e primi avamposti di taglio europeo, tutte le Case hanno capito che il futuro dei mezzi multiuso è fatto di avventura, ma con misura. I primi a mettere in pratica, proprio in Casa Renault-Nissan, sono stati gli anticipatori della tribù Qashqai, pensata in Giappone e costruita in Inghilterra avendo in mente il Vecchio Continente. Un successo con lista d'attesa semestrale. Ora insieme a tanti altri arriva anche la cugina francese Koleos: leggermente vitaminizzata nelle dimensioni e nei motori per evitare, almeno sulla carta, la guerra in famiglia e con un look più fantasioso, arioso. In una parola francese.

BEL SOLE Lontano anni luce dalle incertezze fuoristradistiche di una Scénic con i parafanghi grezzi o dalle pretese esagerate di una Kangoo travestita da esploratrice, la Koleos ha il fisique du role. A cominciare dal nome che gioca su colte contaminazioni linguistiche per andare a sfoderare un SUV, nelle intenzioni,bello e solare. La line-up di propulsori diesel e benzina in diversi livelli di potenza, la scelta del cambio manuale o automatico, trazione integrale e qualità di vita a bordo modulabili in base ad usi e costumi del cliente tipo, sembrano armi convincenti. Come garanzia triennale (o 150.000km) e tecnologia integrale in comune con l'X-Trail, per rassicurare i titubanti. In mostra tra pochi giorni a Ginevra e su strada da giugno. Un perfetto incrocio automobilistico per il guidatore europeo frutto di una gestazione planetaria.

APOLIDE? Perché andando a vedere lo stato di famiglia si rischia il mal di testa. Un'auto di marchio francese, disegnata a Parigi ma che utilizza tecnologia Nissan e viene costruita nella fabbrica coreana dove Renault e Samsung si dividono compiti e obiettivi commerciali. Un puzzle transnazionale. E come se non bastasse la Koleos sotto sembianze mascherate esiste già. La Samsung QM5 è stata svelata qualche tempo fa e condivide molto con la sorella parigina, ma non pensate di risparmiare acquistando il clone destinato ai mercati orientali. Basta l'occhio per percepire differenze stilistiche interne ed esterne, improponibili per i raffinati palati europei. Superata la globalizzazione passiamo alle linee, che replicano con lievissimi aggiustamenti quelle svelate dal concept datato 2006.

LIEVITATA Le dimensioni dicono molto del posizionamento:4,52 metri in lunghezza rendono la neonata più lunga di molte concorrenti, ad esempio la Volkswagen Tiguan. La larghezza dice 1,84. Il muso è originale ed esce dai classici schemi. Con solo vaghi riferimenti all'immaginario stilistico Renault. Ci sono fari trapezoidali lavorati, la mascherina con la losanga in primo piano e le due branchie laterali. E ancora il cofano tagliato dritto, il paraurti svasato verso terra e bucato dai fendinebbia, con una piastra di sapore off-road a griffare il tutto. La vista di profilo esalta i passaruota lievemente muscolari e stondati, con superfici della fiancata sfaccettate ma tutto sommato equilibrate nel rapporto luce-pieno. I cerchi in lega - banalmente stellari - si dimenticano in un attimo.

FIANCATA SNELLA Ma il tocco di genio arriva all'approssimarsi del posteriore: i volumi si interrompono in modo netto all'accenno di terza luce, risolvendosi in un montante leggero e inclinato, di taglio sportivo, pensato per accentuare il dinamismo e la spinta in avanti del look. Obiettivo raggiunto? Probabilmente, anche se tutto il resto delle linee non sembra richiamare la spada laser. Certo la soluzione svelta al posteriore segna un unicum per la categoria. A completare il dipinto ci pensano gruppi ottici tutti rossi con incavo bianco che cercano l'effetto tridimensionale, la svasatura che alleggerisce l'insieme e il portellone che arriva a baciare una ribaltina - che é anche il paraurti -utile per ampliare la luce di carico e su cui possono essere appoggiati carichi fino a 200 chilogrammi.

PASSI IN AVANTI Gli interni, in attesa di toccare con mano bisogna fidarsi delle foto, sembrano confermare le ambizioni dei salotti Renault. Se qualcuno nutre dubbi vada a fare un salto dentro la nuova Laguna. Qui si nota molta componentistica in comune proprio con la berlina, ma tutto ha l'aria dell'ambiente ben pensato e ben costruito. Con il giusto mix di ricercatezza, praticità e tecnologia. Oltre allo schermo multimediale da 7 pollici e in formato 16/9 che visualizza i classici strumenti fuoristradistici. Non mancano navigatore e impianto hi-fi firmato Bose. Come il tetto panoramico, il sistema keyless entry, il viva voce bluetooth e il clima bizona con bocchette anche per i passeggeri posteriori.

MODULI TECNOLOGICI Ospitale con gli umani ma pure con le mercanzie. La ribaltina posteriore è solo la punta dell'iceberg. I sedili sono annegabili e configurabili a seconda delle esigenze di modularità, compreso quello anteriore utilizzabile come di tavolino o con schienale ripiegabile in avanti per trasportare oggetti lunghi fino a 2,60 metri. Il vano totale arriva a ingurgitare 1380 litri di mercanzia. Non mancano poiripostigli e vani disseminati in tutto l'abitacolo. In configurazione normale il bagagliaio regala un volume da 450 litri. Colori e luci sembrano quelli tipicamente ariosi della produzione francese e sono lontani da qualsiasi parentela nipponica o orientale.

BEVE POCO, SUONA PULITA Come le dimensioni, anche i propulsori annunciati parlano di una Koleos di taglio europeo ma che punta in alto; più della cugina Nissan. Le scelte a gasolio riguardano sempre il due litri DCi declinato in due livelli potenza (150 e 175 cavalli) e un 2,5 litri a benzina da 171 cavalli. Sul diesel meno potente si può scegliere se avere cambio manuale o automatico a sei rapporti, sul benzina si può avere il manuale o un automatico a variazione continua. Il diesel di punta è disponibile solo manuale. Stesso discorso per la trazione anteriore o integrale. Con il diesel più potente che obbliga alla scelta votata all'off-road.

INTEGRALISTA Trazione integrale che rappresenta un fiore all'occhiello e dovrebbe rassicurare anche i più scettici. Ripresa in tutto e per tutto dalla nuova generazione Nissan X-Trail è a controllo elettronico e normalmente la coppia motrice viene erogata al treno anteriore, ma la percentuale di ripartizione arriva fino al 50% sul treno posteriore in caso di necessità. ABS ed ESP con aiutino alla partenza in salita e sistema di controllo del sotto-sovrasterzo (lavorando all'unisono con la trazione integrale) completano il quadro. Insieme alle sospensioni, anche loro prese a prestito dalla piattaforma X-Trail, che davanti sono McPherson e dietro multilink. Sicurezza attiva prima di tutto ma nessuno sconto alla voce sicurezza passiva: sei airbag con i due frontali adattivi in base alla corporatura dei passeggeri e scocca resistente con zone di assorbimento urto, programmate per limitare i danni agli occupanti.

CLIENTE TIPO Rimangono da definire prezzi e Cliente tipo. Il successo Qashqai si deve probabilmente a due motivi. Era la prima ed era molto più "a modo" nel modo di proporsi rispetto alla concorrenza. Qualcosa di diverso dal solito SUV. Oggi tutti sembrano aver imparato la lezione e l'incrocio auto-jeep sembra un requisito obbligatorio per piacere. Le linee fatte di richiami al tempo libero e all'evasione, condite con garbo e fantasia francese dovrebbero segnare un punto a favore della Koleos. Che sembra fatta apposta per attirare nel mondo crossover chi prima, per costi di gestione, pensava a una compatta o chi, per esigenze di praticità, pensava al massimo ad un MPV. Il tempo e il mercato saranno galantuomini?

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