Autore:
Luca Cereda

BUCO IN BANCA Mica fessi, gli inglesi. Stufi di andare avanti e indietro dall’officina, hanno deciso di fare un bilancio, scoprendo che, nel giro di un anno, gli automobilisti hanno scucito qualcosa 2,8 miliardi di sterline in riparazioni dovute alle buche sulle strade. E siccome subissare di lettere l’assessore all’urbanistica di turno non risolve il problema, nemmeno dalle parti di Sua Maestà, a tappare la falla pensano costruttori: Jaguar Land Rover sta lavorando a una tecnologia capace di intercettare le buche in anticipo, consentendo così a chi guida di evitarle o, quantomeno, di limitare i danni al passaggio.

SOSPENSIONI ON DEMAND Il nome “Pothole Alert” (letteralmente: “avviso di buca”) dice poco di per se stesso. Ma il quadro diventa un po’ più chiaro scoprendo che questo dispositivo, ancora allo studio, combina tecnologie dell’auto connessa, come il cloud e la comunicazione car-to-car, con altre già diffuse sui modelli del Gruppo (sensori, GPS, telecamerine e sospensioni MagneRide); laboratorio itinerante: una Range Rover Evoque. Il Pothole Alert, insomma, riconosce distanza e dimensione delle voragini in vista e avvisa in primis l’automobilista – che si prepara a schivarle– ma allo stesso tempo stimola la centralina dell’auto, che, in base alle indicazioni, regola automaticamente lo smorzamento delle sospensioni (grazie al MagneRide). E questo è quanto per l’utente finale.

LAVORI IN (SOC)CORSO Ci sono poi altri risvolti della questione, legati al cloud e alla possibilità di condividere (in formato big-data) tutte le informazioni raccolte dal dispositivo. L’idea più immediata? Condividere le segnalazioni del Pothole Alert con le società dedite alla manutenzione delle strade, favorendo un intervento tempestivo. Mondo dei sogni? No, il futuro. Restano ancora un po’ di dettagli da limare, ma un giorno o l’altro ci arriveremo. Almeno si spera…


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