Autore:
Paolo Sardi

CILIEGINA SULLA TORTA La presentazione della nuova A1 Sportback è un ricordo ancora fresco ma è già il momento di parlare di un’altra nuova versione che va a fare da proverbiale ciliegina sulla torta nella gamma della piccola di Ingolstadt: l’Audi A1 quattro. Dietro questo nome si cela infatti una sportivissima serie speciale tirata in soli 333 pezzi, che arriverà sul mercato nella seconda metà del 2012 e che gli eventuali interessati farebbero bene a prenotare appena possibile.

VA IN BIANCO L’Audi A1 quattro si riconosce dalle sorelline più eleganti e altezzose per il trucco vistoso, che chiarisce sin dal primo sguardo di che pasta sia fatta. La carrozzeria sfoggia un abbinamento che è sinonimo di sportività all’ombra dei quattro anelli: carrozzeria in bianco ghiaccio metallizzato con cerchi 8Jx18 in tinta, tetto nero lucido così come la calandra e le pinze freno e, qua e là, particolari rossi, come il tappo al centro delle ruote o nella parte interna dei fari. Due parole vanno spese anche per il fascione paraurti anteriore, con le voraci prese d’aria inferiori, e per la coda, con lo spoiler che sormonta il lunotto e il diffusore da cui spuntano, a mo’ di cannoni, due terminali di scarico da 100 mm di diametro.

DI TUTTO, DI PIU’ L’abitacolo gioca sugli stessi colori, con sedili supersportivi rivestiti in nappa con cuciture rosse e la strumentazione con un quadrante nero e uno rosso. Al centro della plancia spicca lo schermo del navigatore MMI plus, che l’Audi A1 quattro offre di serie assieme a molti altri gadget di spicco. Della ricca dotazione standard fanno parte, tra le altre cose, i fari allo xeno con abbaglianti automatici, i sensori di parcheggio, pioggia e crepuscolare, il climatizzatore automatico, lo stereo Bose con 14 altoparlanti e un hot spot WLAN interno, per collegarsi eventualmente ad internet.

MR MUSCOLO Chi compra un’Audi A1 quattro è però probabile che presti più attenzione alla tecnica e alle prestazioni, due voci in cui la nuova nata fa un figurone. Sotto il cofano c’è infatti una versione aggiornata del noto due litri a iniezione diretta di benzina e turbo TFSI. In questa configurazione, con una nuova fasatura per le valvole di aspirazione, la potenza è di 256 cv a 6.000 giri, mentre la coppia si attesta stabilmente a 350 Nm tra i 2.500 e i 4.500 giri. Abbinato a un cambio manuale a sei marce, il motore garantisce un tempo di 5,7 secondi nello scatto 0-100, mentre la velocità massima è di 245 km/h.

SI FA IN QUATTRO Come già il svela il nome, la trazione è integrale permanente quattro, con una frizione centrale a dischi multipli in bagno d’olio controllata elettronicamente. Una centralina vigila anche sulle perdite di aderenza delle singole ruote, pronta a frenare quella che dovesse pattinare. Il controllo elettronico della stabilità dispone anche di una funzione sportiva, che alza la soglia d’intervento, e, volendo, può anche essere disattivato per la guida in pista.


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