LA NOVIT?

Ora sì che è una vera monovolume, anche se in pratica l’iniezione di centimetri non apporta modifiche sostanziali alla struttura della compatta tedesca. La ricetta del nuovo modello allungato è semplice ma efficace: hanno preso una normalissima Classe A, l’hanno segata dietro al montante centrale, hanno aggiunto 170 mm di lamiera a tetto e pavimento, e piazzato ai lati due sportelli più lunghi. A dirla così sembra un lavoretto facile ed economico, ma alla Mercedes assicurano che non è così. Il progetto, sostengono, ha richiesto studi e investimenti per poter mantenere inalterate le valide caratteristiche di sicurezza attiva e passiva della vettura.

LINEA SIMILE MA NON UGUALE

È sicuramente più spaziosa. Ma così lunga la Mercedes "Allungata" perde un po’ del suo charme. In fondo il miracolo A consiste proprio nel far entrare la reggia di Versailles nella casa delle bambole. La A Standard, infatti, è un capolavoro d’architettura, mentre con quei vetri posteriori infiniti e con la fiancata un po’ fuori misura, la piccola allungata non appare più così piccola. E si vede a occhio nudo. Gusti estetici a parte, comunque, a molti la nuova Classe A piacerà lo stesso, e ad altri, forse, anche di più. Strano, però, che la stessa DaimlerChrysler Italia abbia deciso di importarne solo 2000 fino a fine anno. Un contingente ben lontano, quindi, dai numeri record ai quali ci ha abituato la versione standard dell’elegante compatta tedesca.

TUTTO IL BELLO DELLA MPV

Passando dall’estetica alla pratica, però, il discorso cambia del tutto. La Classe A Lunga, come dicevamo, diventa una vera monovolume, piccola fuori ma con misure da record all’interno. Con soli 3,78 metri di lunghezza esterna, infatti, la vettura offre spazi interni straordinari. La distanza fra gli schienali (anteriore e posteriore) aumenta da 70 ad 87 cm, mentre il vano bagagli si allunga, a sedili reclinati, da 1,05 a 1,22 metri. Misure in linea con quelle delle monovolume europee, ma che hanno, all’esterno, dimensioni ben più importanti. Invariata, invece, la profondità del bagagliaio con il sedile posteriore in posizione. Una scelta giusta, quest’ultima, perché sarebbe stato inutile togliere comfort vitale ai passeggeri posteriori per guadagnare poco o nulla nello spazio bagagli. Ci viene da pensare, insomma, che in Germania e in alcuni Paesi del nord Europa la versione Lunga della piccola Mercedes farebbe un figurone nel parco auto delle stazioni taxi.

IL RESTYLING CLASSE A

Ma veniamo ai dettagli più visibili che la Mercedes ha rinnovato in tutte le versioni. Ovvero le notizie che interessano i clienti italiani di Classe A, molti dei quali hanno atteso il restyling 2001 per ordinare il fortunato modello Mercedes. È cambiato il frontale, prima di tutto. Un lavoro sapiente che a prima vista quasi non si nota, ma che snellisce la linea di facciata della vettura. Quattro lamelle alla calandra, invece di tre, con il fascione anteriore ridisegnato e i gruppi ottici con i cristalli trasparenti, come impone la moda corrente. Nuove anche le modanature sulle porte, gli attacchi dei retrovisori, i cerchi in lega, i gruppi ottici e i paracolpi posteriori. Parole d’amore per chi ama le auto "made in Germany", insomma, perché il restyling ha donato alla Classe A un imprinting ancor più teutonico.

MA IL MEGLIO È ALL’INTERNO

Se fuori occorre ricercare il particolare per capire l’essenza della diversità, all’interno le modifiche cambiano in modo radicale l’atmosfera di bordo. Se è possibile, la Classe A appare ancor più ricca, più opulenta. Aggettivi, questi, tanto cari alla clientela Mercedes avvezza alla percezione ben visibile dei materiali di qualità. Dai rivestimenti alle modanature, dalle cuciture dei tessuti al design di ogni dettaglio, tutto è studiato con grande cura per gratificare la vanità di chi la guida.

SPORTIVA E

CHIC Dei tre allestimenti disponibili ci piace sicuramente di più l’Avantgarde, per il tono sportivo e la scelta di modanature e finiture high tech, dall’alluminio al carbonio. Semplice, più sobria e forse più intelligente, per il rapporto qualità-prezzo, è la Classic, il modello base, insomma, per usare un linguaggio quasi profano in casa Mercedes. La Elegance, nonostante l’appellativo che la firma, è di certo la versione con meno classe, ricca ad ogni costo e rifinita in legno, materiale eletto per una "british" – stava bene persino sulla Mini – ma comunque sagra del kitsch su una tedesca, per giunta compatta. Quanto ai prezzi, per aggiudicarsi questa mini-limousine bisogna mettere in preventivo una spesa che va da 35 milioni 298 mila lire (A140 Classic) a 45 milioni 986 mila lire (A190 Avantgarde). Per calcolare il prezzo della versione "corta", vanno sotratti 2 milioni 500 mila lire.

QUATTRO O CINQUE I MOTORI

Tutti a 4 cilindri i motori della Classe A, con un 25% di potenza in più conquistato dalle motorizzazioni a gasolio. Tre i benzina: A 140, 82 Cv (60 kW), coppia 130 Nm a 3750 giri; A 160, 102 Cv (75 kW), coppia 150 Nm a 4000 giri; A 190, 125 Cv (92 kW), coppia 180 Nm a 4000 giri. Due i diesel: A 160 CDI, 75 Cv (55 kW), coppia 160 Nm a 1500-2800 giri, A 170 CDI, 95 Cv (70 kW), coppia 180 Nm a 1600-3600 giri. La versione Lunga può disporre di quattro motorizzazioni: i tre benzina e il diesel A 170 CDI, mentre la corta può avere anche il meno potente e più parsimonioso A 160 CDI. Per i cambi non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal manuale all’automatico, passando per il meccanico con frizione automatica.

 

AL VOLANTE

La qualità del comfort di bordo è fuor di dubbio. Una volta alla guida della "Allungata" le sensazioni iniziali sono le stesse che si provano sulla versione standard, con l’immediata percezione di un sensibile miglioramento della qualità generale, perfettamente degna del marchio tedesco. Se poi i più alti soffrono un po’, seduti dietro sulla corta, con la Lunga si viaggia in prima classe, quasi meglio che sulla leggendaria S.

QUASI UN TORPEDONE

Una volta in corsa, tuttavia, la differenza con il modello corto c’è, e si sente. Niente di trascendentale o allarmante, s’intende. Ma se nel vostro DNA c’è il piacere della guida sportiva il consiglio è senza dubbio la Classe A tradizionale. Nella lunga, infatti, si percepisce la differenza di inserimento in curva dovuta al passo maggiorato. Forse viene a mancare anche quel poco di rigidità torsionale in più garantito dalla "A corta". La risposta al volante, infatti, sembra più lenta, così come è aumentata, seppur leggermente, la sensibilità al vento laterale.

LAUREATA IN SICUREZZA

Archiviato lo sgambetto dell’alce con la cura ESP (controllo elettronico della stabilità) la Classe A diventa ancor più una regina in materia di sicurezza. Il merito è dell’ampia farcitura di airbag (frontali, laterali e a tendina) e, per la prima volta su un’auto di questa categoria, per la presenza nel nutrito elenco di accessori a richiesta del Brake Assist, una sorta di piedone aggiuntivo che aiuta nelle frenate di emergenza per contenere al massimo gli spazi di arresto. Un esempio? Su asciutto, viaggiando a 100 all’ora, per la troppa "grazia" adottata dal pilota nel pigiare il pedale freno occorrono 73 metri per fermarsi, anche in caso di emergenza. Con il Brake Assist ne bastano 40.

Valerio Monaco

5 aprile 2001
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