Prova su strada
Land Rover Discovery

Land Rover Discovery

Praticamente uguale, profondamente diversa. Una delle prime sport-utility vere, la fuoristrada inarrestabile e allo stesso tempo adatta al trasporto di famiglie o di hobby ingombranti, si rinnova con 200 parti della carrozzeria rivedute e corrette. Ma senza cambiare troppo la sua immagine, con pochi tocchi che ne rendono l'aspetto decisamente più moderno: grazie a ruote più grandi, a particolari che riempiono la carrozzeria nella parte bassa, la Discovery guadagna un appeal decisamente più sportivo.

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LA NOVITA' La nuova Discovery fa piazza pulita dei racconti sulle primissime Discovery che si ribaltavano anche in posteggio. Infatti, l'impressione di avere le ruote ben piantate per terra non è soltanto estetica, ma trova radici anche nella tecnica. Le sospensioni ad assale rigido sono state infatti riviste, con carreggiate allargate di circa 5 cm, riducendo così la tendenza a inclinarsi su un lato in curva. Oltre a geometrie e altri dettagli riveduti e corretti la nuova Discovery ha nuove sospensioni autolivellanti (SLS) per l'assale posteriore e un inedito sistema automatico di stabilizzazione trasversale (ACE).

ACE, SENZA STRAP Oltre a tenere invariato l'assetto longitudinale indipendentemente dal carico, le sospensioni autolivellanti consentono di aumentare l'altezza da terra della coda quando si tocca in fuoristrada, aumentando l'angolo di uscita di ben 4 gradi, o di abbassare il retrotreno per agganciare un rimorchio, per caricare con meno fatica o per facilitare l'accesso a bordo. ACE, invece, è un sistema di controllo del rollio e quindi della stabilità, in parole povere, un dispositivo idraulico che provvede a rendere più rigida la barra antirollio anteriore e posteriore interessata per prevenire e contrastare la tendenza a inclinarsi su un lato in curva. Non operativo in rettilineo e a velocità ridotte, ACE diminuisce gradualmente la sua azione anche all'aumentare della velocità per evitare il rischio che il pilota si fidi troppo ed esageri nella velocità superando i limiti fisici.

PIU' GRANDE Oltre che meglio piazzata a terra, la carrozzeria è più lunga di 15 centimetri per una lunghezza totale di 470 centimetri con benefici effetti sullo stile e sullo spazio interno, con uno spazio per i bagagli enorme (1.100/1.700 litri) e i due posti aggiuntivi della versione sette posti sono ora fronte marcia con poggiatesta integrati nel soffitto. In coda, dove le luci posteriori si sono spostate più in alto, la ruota di scorta esterna è ora posta più in basso per migliorare la visibilità in retromarcia. Il telaio rimane a longheroni con scocca a struttura portante in acciaio e pannelli misti in alluminio e acciaio: le portiere, per esempio, non sono più in alluminio ma in acciaio.

NUOVO MOTORE di coppia massima a 1.950 giri proposto anche per l'inossidabile Defender. È un motore moderno, dotato di un gruppo di alimentazione con iniettore e pompa ad alta pressione integrati per ogni cilindro. Grazie ai due filtri olio, uno a cartuccia e uno centrifugo, l’intervallo di sostituzione dell’olio motore è previsto ogni 20.000 km. La trazione è integrale permanente sulle quattro ruote, con tre differenziali e il sistema ETC che tiene sotto controllo lo slittamento delle ruote fino a 50 km/h: quando una ruota inizia a slittare, il sistema sfrutta l'Abs per frenare la ruota e quindi trasmettere la forza motrice alla ruote con aderenza. La Discovery adotta anche l'HDC, Hill Descent Control, montato sulla Freelander, un sistema che controlla la velocità in discesa automaticamente utilizzando i freni con l'intelligenza dell'Abs. Funziona soltanto quando sono innestate le marce ridotte.

BEN DOTATA Anche l'interno cambia con una plancia perfezionata e dal solito aspetto un po' spartano ma pratico. Sopra le alette parasole si trovano i soliti vani utili soltanto per cartine e documenti. Eleganti e dall'aspetto robusto sono i rivestimenti dei sedili e delle portiere. Il posto centrale della seconda fila, invece, è dotato di poggiatesta retrattile che si mette in posizione quando si solleva il bracciolo. Due le versioni disponibili, Luxury e Vogue. Di serie su entrambe sono il climatizzatore automatico con regolazione separata per lato, il doppio airbag anteriore, l'ABS/EBD, il sistema FTC (Risposta differenziata dell’acceleratore asfalto/fuoristrada), il sistema di allarme e antifurto e i cerchi in lega, oltre ai soliti alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata, luci interne a spegnimento ritardato... La Vogue ha di serie le sospensioni autolivellanti (1.500.000 lire per Luxury), 2 sedili aggiuntivi disposti fronte marcia, predellino posteriore, barre sul tetto e cerchio ruota di scorta in lega. Il sistema ACE costa 2.250.000 lire.

AL VOLANTE La Discovery si guida stando molto in verticale, con le ginocchia piegate come su una sedia. I sedili sono abbastanza rigidi e si trova una posizione di guida ben impostata, con la schiena ben appoggiata allo schienale, che non stanca anche nei lunghi viaggi. Anche il rapporto con il volante è corretto e i comandi sono a portata di mano, grandi e quadrati che si possono azionare anche con guanti da sci. Il parabrezza è ora più alto, con notevoli vantaggi in termini di visibilità soprattutto quando si procede in discesa.

GRAN MOTORE All'avvio, il nuovo TD5 si rivela subito molto silenzioso, gira regolare anche a freddo e senza trasmettere vibrazioni all'interno dell'abitacolo. Trasmette un rumore pieno, rotondo, quasi sportivo e appena si inizia sollevare il piede dal pedale della frizione, fornisce subito una bella spinta che muove i 2.150 chilogrammi di alluminio e acciaio con grande agilità. Il cambio, pur rimanendo un cambio da vera fuoristrada, è ora più simile a quello di un'auto normale, meno meccanico negli innesti e più facile da manovrare. È sufficientemente veloce da consentire al contagiri di non scendere troppo tra una marcia e l'altra, senza perdere spinta per esempio quando si affronta una salita in montagna.

FINALMENTE STABILE Lo sterzo ha bisogno di molti giri (3,5) per la sterzata completa, mettendo un poco in imbarazzo all'uscita di un tornante, e con 11,9 metri di diametro di sterzata si è costretti a qualche manovra in più nei posteggi. Ma è pressoché perfetto nello sforzo: è leggero quanto basta da non affaticare e da non far perdere la sensibilità di guida e trasmette con precisione alle ruote le intenzioni del pilota. A questo contribuiscono le nuove sospensioni. L'effetto mal di mare delle prime Discovery è soltanto un vago ricordo: la nuova Discovery si arrampica sui tornanti e sulle curve strette e veloci tenendo sempre la carrozzeria ben diritta. Oltre che un vantaggio enorme per la tenuta di strada, è anche importante per chi trasporta bambini e famigliari che soffrono il mal d'auto. Anche senza il sistema ACE, le carreggiate più larghe e le nuove geometrie rendono la carrozzeria alta della Discovery più stabile e meno incline agli ondeggiamenti anche in rettilineo, a patto di ricordarsi sempre di non essere al volante di una sportiva. La dolcezza del motore, con una spinta sempre vigorosa e regolare da 1.000 a 3.000 giri aiuta poi alla guida dolce e rilassata. La velocità massima dichiarata di 157 km/h consente viaggi veloci e una buona riserva di potenza. I consumi del motore TD5 sono poi interessanti, in rapporto a dimensioni e peso della Discovery, con più di 10 km/litro nell'uso misto.

di M.A.Corniche
12 febbraio 1998


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