Autore:
M.A. Corniche

Velooceee, velooceee velooceee, ormai è quasi un marchio di fabbrica per Carlo Cracco. Ma Carlo Cracco non è veloce soltanto ai fornelli, ama anche il piacere e l’emozione della velocità che quattro ruote e un motore possono regalare. Si sposta quotidianamente a bordo di una Audi RS6, un attrezzo con un bel V8 da 560 cavalli e dischi freno carboceramici, e uno dei regali che ha apprezzato di più da parte di Rosa, la sua compagna, è stato una giornata in pista a Monza a bordo di una Brabham Formula Uno.

Oggi ho portato Carlo Cracco in pista al circuito Tazio Nuvolari con una Audi TT TFSI quattro. In cucina Carlo non è soltanto uno degli chef più famosi al mondo è anche un Master Chef, è un demonio tra i fornelli di Hell’s Kitchen, ma è anche un demonio tra i cordoli di un circuito? Oggi mi trasformo in Master Driver e sarò io a dire velooceee, veloocee Carlo, devi essere velooceee!

Carlo Cracco non ha bisogno di essere incitato a essere veloce. Parte dalla corsia box subito a cannone e stacca prima del curvone all’ultimo metro (anche oltre…). A metà curva, in rilascio, la TT butta la coda all’esterno ma Carlo è subito pronto a riprenderla in controsterzo. Ha stoffa al volante e ha anche l’audacia che mostra in cucina ma Master Driver deve insegnarli a chiudere le curve con la cura e la precisione con cui chiude i suoi piatti.

Carlo, con un’auto che non si conosce i primi giri su una pista dove non si è mai girato sono di conoscenza e poi si aumenta il ritmo in progressione…

Lo so Mario, ma quando entro in pista proprio non ce la faccio, devo sfogarmi, devo schiacciare sul gas. È più forte di me… è come aprire la valvola di una pentola a pressione.

Velooceee velooce, ma frenaaaa! Sulle staccate siamo sempre un po’ lunghi. La staccata è la manovra più difficile in pista per chi non è abituato ai cordoli, è quasi come una frenata di emergenza, una frenata subito forte e morbida alla fine per inserirsi in curva, l’esatto contrario di una frenata stradale.

Hai ragione, la staccata è un po’ come quando fai rosolare la carne, se ci pensi: la cuoci in forno, le devi dare 5 minuti a 180 gradi, se dai un po’ di più hai rovinato il piatto, se dai un po’ di meno non viene, devi essere preciso come nella staccata. Altrimenti la curva non viene.

Anche se la guida in pista è un poco brutale nella sostanza è in realtà un insieme di manovre dolci, di movimenti armonici. Devi accompagnare la nostra Audi TT ad accarezzare i cordoli, devi lasciarla scivolare nelle traiettorie.

Sì Mario, accarezzare i cordoli… questo sa molto di cucina nel senso che carezza è carino, ti dà un a bella idea di quello che si può fare. Anche i piatti li devi a volte solo accompagnare, li devi quasi accarezzare, devi essere leggero, sfiorarli e lasciarli andare e fanno tutto da soli.

Ti stai divertendo in pista con la Audi TT. Come la giudichi?

La TT è un po’ come un raviolo, la cupoletta è il raviolo e i bordi sono il cofano e la coda, è un raviolo con una farcia ottima che è il motore, è un raviolo bello pepato, non esagerato ma bello pepato. È un raviolo che va, è un raviolo ben chiuso, bello grintoso non nel senso di cavalli, nel senso di sapore, di carattere. Potrebbe essere quasi un piatto unico perché è bello farcito, bello ricco, non gli manca niente.

È un piatto leggero o è un piatto pesante? È un piatto che può dare grandi soddisfazioni?

È un piatto di quelli furbi con cui puoi fare un po’ di tutto, è ottimo sia per fare un piatto unico sia per fare un menu, dipende dalla dose di cavalli che uno assume.

Cosa ne pensi dell’abitacolo?

Sai che all’interno non ho fatto caso? Ho guardato i cordoli…  ma mi piace molto l’ergonomia dei sedili, ti tengono bene anche in pista pur essendo comodi.

Parlando con te, Carlo, scopro tante analogie tra cucina, automobile e guida. In effetti chiudere un piatto richiede tanta cura e precisione quanto chiudere una curva per ottenere un risultato perfetto.

Sì hai ragione, e il taglio della curva è come il taglio della carne. Se la tagli bene è perfetta ed è morbida, se la tagli male e sbagli un po’ l’inclinazione la carne è meno tenera, meno morbida. Un po’ la sporchi come la curva, se la tagli male devi correggere.

Per tagliare bene una curva però è importante anche tenere bene le mani sul volante, con i pollici appoggiati sulle razze e le mani che, se sono obbligate a muoversi, si muovono sui quattro punti cardinali. Qui Carlo dobbiamo lavorarci, anche tutti i giorni quando salirai sulla tua RS6.

Lo so, ma è proprio un difetto di fabbrica, non riesco a non muovere le mani sul volante. Hai ragione, il volante è come un coltello, se il coltello lo tieni bene non ti tagli mai e tagli sempre bene, così se tieni il volante bene sei sempre più sicuro e difficilmente ti succede qualcosa.

Pochi consigli e dopo qualche decina di giri la stoffa e l’audacia che ho visto alla prima curva sono ora ben indirizzate.

Carlo, ti rendi conto di come, con pochi tocchi, ora la tua guida sia diventata più fluida e più efficace, vero?

Sì sì, davvero. Proprio come in cucina, se rispetti i tempi e le regole il piatto viene perfetto. In pista se freni bene e al punto giusto e se tagli bene la traiettoria tutto fila liscio. 

Ci fermiamo in una nuvola di fumo di freni alla fine dei box, box che piano piano si stanno affollando di fan di Carlo Cracco che, non si sa come, hanno saputo che siamo in pista con Carlo. Tutti armati di quaderni o di una copia del suo libro pronti a essere autografati. Un fan gli porta anche un salame fatto in casa e una fan gli chiede: “com’è bello quando sorride, perché non sorride più spesso?”.

Mettetemi su una macchina a girare in pista! risponde Carlo ridendo.


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