Autore:
Luca Cereda

FACCIA A FACCIA Dimensioni sotto i quattro metri, design sportiveggiante e una qualità costruttiva da ammiraglia tascabile. Condito dalla praticità delle cinque porte classiche, questo pacchetto ha permesso all’Audi A1 Sportback di “ballare da sola” nel suo orticello del segmento premium fino ad oggi. Con l’arrivo della Mini a 5 porte, c’è più partita e c’è finalmente una degna rivale. Anche per questo la mignon di Ingolstadt ha recentemente aggiornato il suo stile, limando alcuni dettagli.

ANELLI VERI Un restyling leggero, se non leggerissimo. Che va di pari passo con un aggiornamento dell’hardware (nuovo sterzo, assetto più a punto), più ampie possibilità di personalizzazioni degli interni e una rivisitazione della gamma motori con consumi al ribasso. Ma l’Audi A1 Sportback non cambia nella sostanza: è e rimane una vera Audi in miniatura. Il formato ridotto non toglie nulla alla qualità costruttiva, la precisione dei montaggi  è esemplare e l’attenzione ai dettagli (guardate, per dirne una, le manopole) maniacale. Anche il prezzo, però, è Audi fino in fondo: per una A1 Sportback 1.6 TDI 116 cv Sport come l’esemplare in prova si parte da 23.950 euro. Optional esclusi, ovviamente, che qui non sono pochi. A cominciare dal cambio S tronic.

QUINTO INCOMODO Prezzo permettendo, con le cinque si candida al ruolo seconda auto di famiglia con pochi rivali. Ha una seconda fila ben sfruttabile per accomodare i bambini, un po’ meno dagli adulti, che appena superano la stazza media (o se lo spilungone è chi siede davanti) siedono un po’ al pelo, ma comunque godendo di una discreta libertà di movimento per testa e spalle. Il quinto posto, optional gratuito, va da sé che è di pura emergenza. E’ invece regolare e ben sfruttabile il bagagliaio (da 270 a 920 dm³), che sull’altare dello stile sacrifica qualche litro rispetto – tanto per fare un esempio “in famiglia” – una Volkswagen Polo. E a proposito di sacrifici, aguzzate la vista nelle manovre, perché il lunotto della Sportback non è esattamente panoramico.

AGILE Su strada, l’effetto mini-ammiraglia continua. Anche a velocità l’insonorizzazione è efficace, complice il timbro di voce del 1.6 TDI, baritonale, mai sopra le righe. E l’assetto, rigido, è tendente allo sportivo senza risultare fastidioso. Un assetto che tra le curve esalta la natura brevilinea della A1 Sportback, senza tuttavia ritorcersi contro le vertebre di chi guida (o del passeggero) quando si percorrono strade butterate o un po’ gibbose. Di curva in curva cresce sempre più anche il feeling con lo sterzo elettromeccanico, che riduce l’assistenza all’aumentare della velocità, facendosi più consistente e comunicativo.   

MILLESEI…OKAY Finché la strada non si inerpica troppo, con il 1.6 TDI da 116 cv e 250 Nm e il rapidissimo doppia frizione S tronic è un viaggiare in souplesse. Ha abbastanza nerbo ed elasticità per cavarsela in scioltezza in ogni situazione, anche quando i palazzi si diradano e si imbocca l’autostrada, dove si rivela all’occorrenza un onesto passista. Non incolla al sedile, di sicuro, ma è un eccellente compromesso per fare della A1 un "tender" di famiglia la più versatile possibile, elegante e pratica per la moglie ma godibile anche in una gita fuoriporta con equipaggio al completo. I consumi non temono i chilometraggi alti: tra autostrada, città e misto si viaggia a una media di 18 con un litro.       


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