Autore:
Massimo Grassi

AMORE A PRIMA VISTA La prima volta ci siamo visti a Parigi, la città dell’amore e in effetti una piccola scintilla era scoccata. Ve lo dico subito: a me la nuova Citroen C3 piace. Non so dire quale particolare mi catturi maggiormente: gli Airbump sono simpatici e utili, il tetto a contrasto fa la sua bella figura e il muso è simpatico. È elaborata la carrozzeria della piccola francese, ma non incasina lo sguardo. Poi la si può personalizzare a piacimento così da ridurre di molto il rischio di incontrare un’altra C3 uguale alla nostra.

UN PO’ DI CACTUS La nuova Citroen C3 riprende molto dello stile della C4 Cactus, sia all’esterno sia all’interno dove domina lo stile minimal. Ci sono però alcune differenze: la strumentazione ad esempio è analogica e all’anteriore non c’è un falso divanetto ma due classici sedili singoli. Un ambiente più normale ma non per questo meno simpatico, con la fantasia dei rivestimenti allegra ma non troppo impegnativa. Stoffa ricopre anche parte della plancia di fronte al passeggero. Per il resto c’è plastica nera, non soft touch e gradevole alla vista. E al tocco? Tranquilli, nonostante l'assenza di elementi morbidi non c'è impressione di croccantezza.

LE DIFFERENZE CHE CONTANO Non ve l’ho detto prima ma vale sicuramente la pena sottolinearlo: la più grande differenza tra la nuova Citroen C3 e la C4 Cactus non è tanto nelle misure o nello stile dell’abitacolo. No: la differenza è che sulla piccola i vetri posteriori si possono abbassare. Niente apertura a compasso. Meno male.

CI STO DENTRO Non raggiunge i 4 metri di lunghezza la nuova Citroen C3 (3,99 metri) ma dentro c’è spazio sufficiente per 5 occupanti e il bagagliaio non sarà una piazza d’armi ma con i suoi 300 litri di capienza permette di caricare ben più di uno zainetto. Così la si parcheggia bene (grazie anche alla telecamera posteriore, offerta come optional) ma non si deve rinunciare allo spazio.

FEBBRE DA SOCIAL Non raggiungo gli eccessi di alcuni millenials, ma ammetto che mi piace scattare foto e condividerle sui social. Però fare foto mentre si guida… ecco, anche no. E quindi? Rinunciare a catturare quel bellissimo tramonto? O le montagne innevate? O il mare all’alba? Giammai! Allungo la mano, metto il dito sul pulsante della ConnectedCAM sistemata dietro lo specchietto retrovisore e tac, ecco scattata una bella foto. Se poi voglio posso girare anche un breve video. E divento il re dei social, con anche la sicurezza di sapere che in caso di incidente la videocamera della Citroen C3 memorizza i 30 secondi prima e i 90 dopo l’urto, così ho una video prova in caso di contestazione.

IN PUNTA DI DITA Sposto la mano più giù e mi ritrovo davanti a un monitor touch da 7” per gestire l’impianto di infotainment al quale non manca praticamente nulla: Apple CarPlay, MirrorLink, navigatore, lettore multimediale. L’ingresso USB, sistemato ancora più sotto, è un po’ nascosto ma non irraggiungibile. Il monitor touch serve anche per gestire il climatizzatore e la cosa mi disturba un po’: ok ridurre al minimo i pulsanti fisici, ma avrei sacrificato la pulizia stilistica della plancia ed evitare di distrarmi più del dovuto quando devo modificare temperatura o intensità del flusso d’aria.

IL VIAGGIO Dai inutile girarci intorno: la Citroen C3 è nata per la città. Dalle misure agli Airbump tutto è studiato per sopravvivere alla giungla urbana. Il pedale della frizione non affatica, lo sterzo è morbido il giusto e le sospensioni digeriscono alla perfezione pavé, rotaie e altre imperfezioni del terreno. Milano: non ti temo. Però sotto il cofano ho il 1.6 da 100 cv e non mi fanno paura nemmeno i viaggi più lunghi. Il diesel gira bene anche se tende a essere un po’ rumoroso, specialmente a freddo. La coppia di 254 Nm si spalma fluida ed entra già 1.750 giri, così da offrirmi un buono spunto in partenza.

UNA FRANCESE ASTEMIA Chilometro dopo chilometro sembra quasi che la Citroen C3 non voglia consumare gasolio. L’indicatore del livello del carburante non si sposta e il computer di bordo segna un gran bel 23 km/l e non si sente la necessità di avere anche la sesta marcia nel cambio manuale. Non ho voluto sfidare il destino ma con un serbatoio di 42 litri si possono sfiorare i 1.000 km di autonomia. Se poi il piede destro dovesse stufarsi di stare fermo sul pedale dell’acceleratore non devo fare altro che attivare il cruise control (non adattivo) e finalmente sgranchirmi la gamba.

CI SI DIVERTE Portata tra le curve la piccola francese non soffre e mette in mostra un assetto davvero ben tarato. Giusto lo sterzo, non tra i più diretti della categoria, non mi soddisfa al 100%, mentre il cambio 5 marce scorre bene. Ma la C3 non nasce per essere un animale da misto. 

 


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