Autore:
Emanuele Colombo

34 MILA VS 1,8 MILIONI Non parliamo dei motori dei veicoli, ma dei soli impianti di climatizzazione di 34.000 camion refrigerati circolanti nel Regno Unito: ebbene, secondo una ricerca, i generatori che li alimentano inquinerebbero quanto 1.800.000 automobili. Avete letto bene, 34 mila impianti di raffreddamento hanno emissioni pari a 1,8 milioni di auto diesel Euro 6.

COLPA DELLE CELLE REFRIGERATE Sotto accusa sono gli impianti di raffreddamento che conservano il cibo nei furgoni e camion usati per le consegne alimentari. Alcuni di essi sono alimentati a gasolio: ne bruciano complessivamente 214 milioni di litri ogni anno e non devono sottostare ad alcuna regolamentazione sulle emissioni, si legge nella ricerca presentata dall'inglese Auto Express.

LE CIFRE DEL DISASTRO Il risultato? Secondo quanto emerso dalla ricerca, questi particolari impianti avrebbero emissioni di particolato, ossidi di azoto (NOx) e idrocarburi molto più alte di qualunque automobile o mezzo pesante non refrigerato. Parliamo di 2,7 milioni di chilogrammi di NOx e 8.600 chilogrammi di PM, stando ai calcoli di Toby Peters, professore all'Università di Birmingham.

ALLA FACCIA DEL RIMEDIO Per capirci, a gennaio 2019 verrà introdotta una nuova normativa UE che mira a ridurre l'impatto ambientale di questi dispositivi, tuttavia i limiti che entreranno in vigore superano comunque di 40 volte le emissioni di particolato dei mezzi diesel per il trasporto pesante e di 14 volte quelle di ossidi di azoto.

GASOLIO ROSSO Naturalmente le nuove normative non si applicheranno ai veicoli già in circolazione, ma c'è di più: il governo inglese, infatti, sovvenziona da tempo i refrigeratori inquinanti con 100 milioni di sterline l'anno (112 milioni di euro), attraverso una tassazione agevolata proprio su quello che viene chiamato Gasolio Rosso. Oltre al danno, la beffa.

MESSAGGIO RICEVUTO Il Dipartimento per l'ambiente e gli affari rurali (Defra), interrogato al riguardo, avrebbe detto che "prevede di rendere i furgoni a basse emissioni più accessibili" e chiede alle aziende come possano "abbattere le barriere all'utilizzo di macchinari a basse emissioni".

SOLUZIONE LONTANA D'altra parte le sovvenzioni statali – ritenute necessarie per calmierare il prezzo dei generi alimentari – non hanno fin qui fornito alcuno stimolo allo studio di nuove tecnologie e soluzioni come l'uso di azoto liquido vanno ancora sottoposte a vari test prima dell'introduzione sul mercato. Nel frattempo, la situazione rimane alquanto... fumosa.

 


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