Autore:
Simone Valtieri

40 DI GLORIA Ci sono i campioni e poi ci sono i Valentino Rossi. Ovvero quella schiera di fenomeni senza tempo e senza età, che sembrano aver fatto il bagno da bambini nella pozza dell'eterna giovinezza. Da oggi ufficialmente Rossi sale un altro gradino nell'Olimpo dello sport e affianca gente come Michael Jordan, Tom Brady, Michael Schumacher, Sebastien Loeb, Gigi Buffon e Francesco Totti, solo per citare i più iconici dei nostri tempi, tutti attivi, competitivi e decisivi nel proprio campo oltre la soglia dei 40 anni. 

COL SENNO DI POI Rileggendo vecchi articoli di qualche anno fa, ne è saltato fuori uno interessante sulla Gazzetta dello Sport nel 2012. Rossi giustificava il ritorno dalla Ducati alla Yamaha, dopo i due anni più complicati della sua carriera, affermando di voler conquistare il suo decimo titolo mondiale e di non avere più tanto tempo, perché non si vedeva in sella per più di altri sei anni. Ne aveva 32. Valentino in sella da allora c'è rimasto altri 8 anni, e stando alla firma sul suo contratto, almeno fino al 2020 nessuno lo schioderà dalla sua Yamaha M1, la belva che più di tutte ha domato. 

DECIMO SFIORATO Il decimo titolo tanto agognato non è ancora arrivato, sebbene sia stato sfiorato in quell'amaro 2015 quando Vale, dopo lo scontro (fisico) con Marquez a Sepang e la sconfitta per soli 5 punti da Lorenzo nella successiva gara di Valencia, avrebbe tranquillamente potuto appendere il casco al chiodo. L'avremmo capito, ma non sarebbe stato da Valentino. Quel mondiale grida ancora vendetta, e per fortuna lui è uno che se si mette in testa una cosa non molla finché non la raggiunge, come ha ha fatto per tutta la sua carriera.

PENSIERO STUPENDO Il fenomeno di Tavullia ha dunque ancora uno splendido sogno in mente, sebbene i suoi rivali, ben più giovani e, ahimé, spesso anche veloci, faranno di tutto per impedirglielo. Eppure Valentino ha chiuso sul podio tre degli ultimi quattro mondiali, è ancora competitivo e ha dalla sua un bagaglio di esperienza con cui sopperisce spesso anche le carenze del mezzo tecnico. Ah, giusto per ricordarlo, nella sua carriera Rossi ha vinto 9 titoli iridati (uno in 125, uno in 250, uno in 500, sei in MotoGP), disputato 383 gare, salendo sul podio in 232 di esse e vincendone 115. 

SEI RIVALI Quello che sta per iniziare sarà per Valentino il 24° anno nel motomondiale, il 20° nella classe regina. In un'intervista con Guido Meda che da oggi potrete apprezzare a nastro su Sky - che per l'occasione dedica l'intero palinsesto al campione di Tavullia - Valentino ha scelto sei grandi rivali per la sua carriera: Max Biaggi, Loris Capirossi e Sete Gibernau per la prima parte, Casey Stoner, Jorge Lorenzo e Marc Marquez per la seconda. Come a dire, i rivali sono cambiati ma lui è rimasto la costante di quasi un quarto di secolo di gare, sia nei panni del giovane arrembante che provava a battere i vecchi campioni, che in quelli opposti del veterano che cerca di resistere all'assalto dei più freshi e irriverenti rivali.

FINO AL 46! Eppure, se pensate che la sua carriera sia agli sgoccioli, potreste sbagliarvi ancora una volta. Non più tardi di un paio di giorni fa papà Graziano ha concluso una lunga intervista sul Corriere della Sera affermando: "Per me lui può correre tranquillamente fino ai 46 anni"... chissà se Valentino è dello stesso avviso, ma d'altra parte non possiamo nemmeno sapere se quel ragazzino biondo e scanzonato che nel 1996 vinceva la sua prima gara in 125 a Brno, poteva immaginare di essere ancora lì, 24 anni dopo, e che avrebbe segnato così profondamente la storia di un intero sport. Di sicuro quando Rossi smetterà di correre il mondo delle due ruote non sarà più lo stesso, ma questa è una storia che racconteremo chissà quando... magari tra altri 6 anni. Tanti auguri Valentino!


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