Autore:
Marco Congiu

UNO COME POCHI Dici Casey Stoner e ti viene in mente uno dei modi di guidare più libidinosi e veloci del motociclismo moderno. Due volte campione del mondo MotoGP, nel 2007 con Ducati e nel 2011 con Honda, si è ufficialmente ritirato dalle competizioni nel 2012. A 33 anni è ancora tra i piloti più forti in circolazione, oltre che tra i più osannati. L'opportunità per rivolgere qualche domanda a chi ha deciso di “godersi la pensione” ancora in giovane età non capita spesso: a noi è successo grazie a Nolan, in occasione del lancio di un casco speciale dedicato al centauro in occasione dei suoi 16 anni di matrimonio con l'azienda bergamasca.

IL LUSSO DEL TEMPO Vedetelo come un lavoro. Mettersi in sella all'età di 4 anni e correre 35 gare in un week end su 5 moto differenti, non è una cosa esattamente rilassante. Stoner a 27 anni – e dopo 23 di corse – ha detto basta, nonostante fosse all'apice della carriera e con molti anni ancora ad ottimi livelli davanti a sé. Valuti mai la possibilità di rientrare? «No. Mi sto godendo troppo la vita con la mia famiglia e con i miei figli, adoro passare del tempo con loro. Ho comunque l'occasione di salire in moto e di divertirmi durante i test. Ero di questa idea con un'offerta faraonica di Honda sul piatto, la situazione non è cambiata da allora.»

I VALORI Spesso si fa l'errore di generalizzare, quando si parla di sportivi ad alti livelli. Certo, i soldi muovono il mondo, ma non sono tutto. Chi crede fermamente a ciò è proprio Stoner, che punta forte sulla lealtà come punto cardine. «La lealtà è uno dei valori della vita. Le persone che sono leali e giuste con me, ricevono in cambio lo stesso comportamento. Ovvio che la regola vale anche nel caso inverso.»

IL MOMENTO L'elettronica la fa da padrona, nel motomondiale di oggi. E Stoner non ci va leggero. «Nel 2007 la Ducati aveva un'elettronica minima. Adesso, se si guardano le gare della Moto2, ad esempio, vediamo che tutti cadono perdendo solo l'anteriore: questo perché l'elettronica aiuta moltissimi il pilota, gestendo la trazione e le impennate. Dare a dei piloti moto con telai simili e motori identici non aiuta a far venire fuori il vero talento. Abbiamo visto solo due piloti dominare in Moto2 e fare bene in MotoGP: Marquez e Zarco

IL DOTTORE Inevitabile parlare di Valentino Rossi con Casey Stoner. Per anni il più ostico rivale del 9 volte iridato di Tavullia, Stoner ha per Rossi solo parole di elogio. «Se tornassimo ai regolamenti del 2006, Rossi sarebbe ancora in grado di fare la differenza e di essere più spesso davanti. Lì le moto avevano un'elettronica minima, meno invasiva di quella attuale. Il pilota faceva davvero la differenza.»

MADE IN SPAIN Il passaggio di Lorenzo in Honda è la notizia di mercato dell'anno. In HRC il maiorchino conviverà con Marc Marquez, padrone delle ultime stagioni della MotoGP. «Mi godrò lo spettacolo con dei pop corn a portata di mano... Jorge e Ducati hanno fatto bene a separarsi, entrambi avevano bisogno di nuovi stimoli. Lorenzo ha dato dimostrazione di non essere per nulla bollito, ha vinto due gare dominando al Mugello e in Spagna. Molti hanno fatto troppo in fretta a giudicarlo.»

QUESTIONE DI STILE Lo stile di guida di Marquez è stato spesso sotto accusa. «Ormai quel modo di pilotare è diventato la normalità. La MotoGP non è mai stato uno sport di contatto: capitava una volta ogni tanto durante le gare, ma adesso è la normalità. E non solo nella MotoGP, anche nel motocross... La FMI deve intervenire.»


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