Prova

Yamaha Neo's 4T


Avatar di Luca Cereda , il 14/11/08

12 anni fa - Arriva il 4 tempi, crollano i consumi

Torna il Neo's un anno dopo, con nuovi colori, un nuovo motore a 4 tempi e la promessa di consumare ed inquinare meno. Sbarcherà in tutte le concessionarie in questo mese.


TEMPI MODERNI
Il colpo era in canna da un pezzo, ma in Yamaha hanno preferito aspettare. Un annetto e qualche mese dopo il lancio dell'ultimo Neo's 50 cc, i tempi, quelli che si scrivono con la "T" maiuscola, sono cambiati: da 2 a 4. Esattamente come cambiano anche i tempi con la "t" minuscola, che costringono le Case a progettare scooter sempre più unisex, "uni-age", sperando non si arrivi all' "uni-style" e a un'omologazione estetica dell'offerta. Le ricerche di mercato spingono per scooter appetibili dai giovani come dagli adulti, adatti al doposcuola under 18, ma anche al casa ufficio; più sobri, più eleganti, senza perdere sportività e appeal estetico. Difficile trovare una sintesi che accontenti tutte le campane.

REPLICA In questo Yamaha aveva già fatto centro col 2 tempi, e con il gemello "raddoppiato" ha scelto apposta di non cambiare, nel disegno, un solo tassello del puzzle. Puzzle ben riuscito, a giudicare da come tutte le esigenze di cui sopra risultino ben coniugate. Quella carenatura della coda sezionata di taglio, più filante e sportiva di una volta; la rigorosa cura dei dettagli (finiture di qualità, plastiche robuste, pratici appigli) apprezzabile soprattutto dal pubblico più maturo quando proposta a sovrapprezzo ragionevole; e anche le soluzioni high-tech, che sono un valore aggiunto godibile se non sacrificano la comodità rispetto alle vecchie maniere.


BIANCO BIGUSTO
Per quanto ha potuto/voluto variare nell'estetica, il 4T ha anche migliorato 2T. Ovvero i colori: belli i nuovi Competition white, Midnight black e Thunder Blue, in stretto ordine di preferenza. La versione bianca, in particolare, trova quell'alchimia che può stregare il giovane quindicenne (un po' modaiolo) tanto quanto il "worker" di città stufo dei mezzi pubblici e degli spostamenti in macchina a passo di processione liturgica.

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NUOVO CUORE Poi c'è quanto il 4T offre in più sottopelle, con relativa mini-impennata del prezzo. Il motore a 3 valvole a iniezione elettronica e raffreddamento liquido ha un programma elettorale da larghe intese: consumi più bassi, migliori prestazioni a un alto numero di giri, meno rumore e contenute emissioni di CO2. La differenza col gemello si monetizza nei 200 euro che portano il Neo's 4T a un prezzo di 1.990 euro contro i 1.795 del 2T. Ovviamente variabile se si attinge al parco-optional comprendente due parabrezza di diversa altezza, uno "stiloso" bauletto da 30 litri e un portapacchi.



FISICO ASCIUTTO
Malgrado l'aspetto snello e compatto, i suoi 95 chili di peso "a secco" tendono a rimanere nella media ma non sono pochi in assoluto. Il bello sta nel non sentirli, nell'avere una sensazione di agile manovrabilità mentre si guida, prima che le cifre tornino ad essere assolutamente realistiche quando lo si parcheggia. Senza sembrare "piantato a terra", il Neo's gode di buona stabilità e altrettanta prontezza di riflessi nel reagire ai colpi di sterzo. E non spaventi qualche vibrazione di troppo in corrispondenza delle punte di velocità più alte: forse la protezione dal vento è migliorabile, ma non c'è mai una reale sensazione di perdita d' equilibrio.

ATTENZIONE AI PIEDONI La sella (alta 79 cm) è ampia e comoda, oltre che ben rifinita. Ne guadagna una seduta che trova agio anche per le ginocchia, un po' invidiate dai piedi. La pedana è larga, intendiamoci, ma corta nella parte centrale. Alla base del collo della sella c'è una plastica che ostacola il pieno appoggio in lungo della pianta del piede; forse il problema è particolarmente sentito da chi, come il sottoscritto, deve adagiare un "46", però gli spazi da "stretching" sono un'altra cosa.


DUE CUORI E UNA SELLA
Sul Neo's si viaggia bene anche in due. Aiuta molto la configurazione allungata della sella, nondimeno le due maniglie laterali cromate alle quali il passeggero può aggrapparsi e i due poggiapiedi estraibili. Lo sguardo di chi guida fa spola tra la strada e una strumentazione racchiusa in un pannello "ciclopico", vagamente a forma di "occhio" e stilizzato in un gioco di cerchi concentrici. Dentro c'è un display LCD circolare che include l'indicatore di velocità, quello relativo al livello della benzina, orologio e contachilometri; attorno, quasi a corollario, sono piazzate le varie spie.

"TREQUARTISTA" Inutile fissarsi sul numero più grande racchiuso nel display, non si schioderà mai dal 50, cifra che avrete la fortuna di vedere solo con l'aiuto di una leggera pendenza; al fatidico limite, la centralina blocca immediatamente l'iniezione e non permette di andare oltre. Ai limiti consentiti si arriva però con una progressione vivace ed un brillante spunto al semaforo, che è poi quanto si chiede a uno scooter urbano: buono scatto per "saltare l'uomo" e propensione al dribbling. Se poi vi si aggiunge una certa qualità costruttiva, siamo a cavallo... del Neo's.


Pubblicato da Luca Cereda, 14/11/2008
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