Prova su strada
Suzuki Burgman 125/150

Suzuki Burgman 125/150

In attesa di provare il superburgman con motore bicilindrico da 650 cc, eccoci in sella ai piccoli di famiglia, con motore da 125 e 150 cc, degni eredi del re delle vendite il Burgman 250/400. Caratterizzati da linee decise e frizzanti, ripropongono la stessa filosofia, che ha reso il maxi Suzuki uno degli scooter più apprezzati sul mercato italiano.

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Autore:
Alfredo Verdicchio
Pubblicato il 03/03/2002 ore 17:06

COM’È Come si dice: madre certa, padre… Beh, in questo caso è chiaro chi siano i genitori. Madre è il colosso di Hamamatsu, la Suzuki, mentre non v’è alcun dubbio sull’identità del padre: lo scooter più venduto del momento, il Burgman. Le linee del nuovo arrivato (ma in realtà sono due gemelli una 125 e uno 150) sono spigolose ma filanti, mentre il disegno generale è giovanile, con accenti più sportivi, rispetto al capostipite. Non a caso, con il piccolo Burgman, la Suzuki punta a conquistare una clientela ambosessi con età compresa tra i 20 e i 30 anni, interessata a possedere un mezzo comodo, facile da guidare, ma anche bello da guardare e da mostrare.

TUTTO SUO PADRE

Il DNA del maxi Burgman è presente ovunque si guardi. Dal frontale, molto aggressivo ed intrigante per la sua forma appuntita ed il gruppo ottico a doppio bulbo, con tanto di ciglia-frecce arcuate. Il parabrezza è un tutt’uno con il frontale e, grazie alle misure da maxi, promette protezione totale dal vento. Le linee del posteriore ben si raccordano con quelle dello scudo, la sella (a due piani) dispone del poggia-schiena (regolabile) per il guidatore, mentre gli spoiler lato sella fungono da maniglie per il passeggero. D’ispirazione automobilistica è il disegno del gruppo ottico posteriore.

SEGNO DISTINTIVO

I due Burgman presentano una caratteristica unica nelle rispettive categorie (e rara nelle classi superiori): il vano sottosella stabilisce, infatti, un nuovo record, potendo contenere agilmente due caschi integrali, più altri oggetti di minor volume. Come i più grandi 250 e quattrocento, anche i piccoli Burgman sono provvisti di "stivetta" nel retroscudo, adatto per cellulare, agenda guanti e quant’altro.

CURA MANIACALE

La cura dei particolari, come la dotazione, che si completa con il cavalletto laterale (oltre a quello centrale), il freno di stazionamento e le buone finiture della carrozzeria, sono elementi tipici della famiglia Burgman. Come la strumentazione di bordo, sempre ispirata al mondo automobilistico. Totalmente ridisegnata, presenta tre elementi circolari, rifiniti con bordature cromate, con al centro il tachimetro, il contakm e un piccolo display con orologio digitale. Ai lati, invece, troviamo l’indicatore della temperatura del liquido di raffreddamento, l’indicatore del carburante, più le spie delle frecce e dell’abbagliante. I blocchetti dei comandi elettrici hanno un design moderno, non manca il passing (sempre comodo anche su uno scooter) mentre, il blocchetto d’accensione, è dotato di un coperchio ad azionamento magnetico, che si apre soltanto con la chiave del proprietario.

CUORE VERDE

Grande attenzione è stata posta nella riprogettazione del motore, derivato dal monocilindrico quattro tempi e con distribuzione a quattro valvole dell’incompreso Suzuki Epicuro. Importanti ritocchi sono stati apportati ai condotti d’aspirazione e di scarico, alla capacità dell’air box, al tubo di scarico e al silenziatore, per garantire grandi performances anche ai bassi e medi regimi. Per assicurare il rispetto della normativa europea Euro 2, i nuovi Burgman (unici nelle proprie rispettive categorie) sono stati dotati di un catalizzatore a nido d’ape a due vie e, del sistema d’aria secondaria PAIR, per contenere le emissioni inquinanti.

TRIPLO FRENO

A differenza dei Burgman più grandi, i nuovi scooter montano cerchi da 12", con pneumatici da 110/90 all’anteriore e 130/70 al posteriore. La forcella è una Showa teleidraulica con steli da 33 mm mentre, al posteriore, trova posto una coppia d’ammortizzatori regolabili nel precarico molla. L’impianto frenante si compone di due freni idraulici con dischi da 220 mm ognuno, cui si affianca un tamburo indipendente per il freno di stazionamento.

LANCIO CON LO SCONTO 3700 e 3960 Euro. Sono questi i prezzi dei Burgman 125 e 150

che si vanno a piazzare ai vertici della classifica dei prezzi nella categoria, ben consci di offrire quel qualcosa in più che convincerà l’utente a sceglierli. Ma ecco la sorpresa. Appena nati i Burgman concedono da subito uno sconto novità. Fino al 31 maggio saranno in vigore i prezzi di lancio: 3424 € per il 125 e 3684 per il 150. Se avete intenzione di acquistarli, tanto vale farlo subito.

COME VA

La familiarità estetica dei "piccoli" Burgman 125/150 con i fratelli maggiori si ritrova in tutto e per tutto nel comfort e nel piacere di guida, tipica dei Burgman più grandi. La ricetta è sempre la stessa. La sella pilota ampia, ben imbottita e sagomata (con tanto di schienale regolabile), ha una posizione "ribassata" (705 mm dal suolo), che consente di appoggiare entrambi i piedi durante le soste (questo è un accorgimento studiato apposta per il pubblico femminile). La pedana, pur non essendo molto ampia per via del tunnel centrale, è ben sagomata e consente una buona libertà di movimento longitudinale. Anche il manubrio è ben sistemato, sia in altezza sia nella distanza dal corpo del pilota.

PROTEZIONE TOTALE

Parabrezza e scudo offrono una protezione aerodinamica di livello superiore ai diretti concorrenti, arrivando a competere senza timori con i maxi-scooter. Il lungo plexiglass isola quasi alla perfezione testa e busto del pilota, mentre lo scudo, non del tutto impenetrabile, protegge bene le gambe.

PASSEGGERO COMODO

Se il guidatore se la passa bene, altrettanto si può dire del passeggero, che dispone di una sella ampia e confortevole. A questo, si aggiungono i poggiapiedi sistemati alla giusta altezza e ben sagomati. Come su tutte le selle a "due piani", però, il passeggero paga il prezzo della migliore vista panoramica, con minore protezione dall’aria.

STABILITÀ DI GOVERNO

Non c’è che dire, in Suzuki hanno applicato alla lettera il concetto di "piccolo fuori, grande dentro" che tanto piace ai costruttori di auto utilitarie. Nonostante l’ampia abitabilità, le dimensioni sono tutto sommato contenute (il Burgman è largo solo 720 mm) e garantiscono una maneggevolezza nel traffico in linea con la concorrenza più diretta. La misura dell’interasse, contenuto in soli 1.450 mm, consente, insieme all’ottima taratura delle sospensioni, di mantenere ben piantato a terra lo scooter, conferendo stabilità nel veloce e nella guida più sportiva. Si parla ovviamente di uno scooter ma, sul percorso organizzato dalla Suzuki, i Burgman hanno dimostrato di saperci fare anche su strade in cui le moto la fanno da padrona.

FUN SCOOTER

Grazie all’adozione delle ruote da 12 pollici, infatti, i Burgman dispongono di un’agilità davvero invidiabile. Nel misto, anche stretto, dimostrano una buona velocità nel cambio di direzione, senza mostrare esitazioni nel mantenimento della traiettoria. Le sospensioni non sono da meno. La taratura impostata sul rigido su entrambi gli assi, permette ai più smaliziati, di togliersi qualche soddisfazione, facendo grattare, qua e la il cavalletto centrale. Occhio però a non strafare. La coppia di ammortizzatori posteriori, tende a dare risposte un po’ secche alle imperfezioni dell’asfalto, proprio per la loro rigidità congenita. Negli spostamenti in coppia, però, tale rigidità sopperisce alla tipica morbidezza degli scooter, sobbarcandosi il maggior peso del passeggero, senza cedere facilmente alle prime buche.

PICCOLE DIFFERENZE

Ottimi i motori, che si erano già fatti apprezzare sull’Epicuro per il funzionamento impeccabile. Sul Burgman non si smentiscono offrendo ottime prestazioni sia in accelerazione sia in velocità. Identici dal punto di vista dinamico e di comfort, i due Burgman si differenziano per una manciata di cavalli (per l’esattezza 2) e, per una diversa taratura della trasmissione, che sul 150 permette di raggiungere la coppia massima (2,7 Nm in più) ad un regime di giri più basso. Tutto questo si traduce, per il Burgman 150, in una risposta più pronta e corposa fin dai bassi regimi mentre, le velocità massime si equivalgono.

BEN FRENATO

Il temperamento frizzante dei nuovi Burgman, è ben tenuto a bada dal buon impianto frenante. Il disco anteriore si comporta bene, è modulabile ed ha un’azione progressiva, con le pastiglie che mordono sempre più con l’aumentare della pressione sulla leva. Invece, il posteriore è fin troppo esuberante se usato in tutta la sua forza, mentre, se usato con dolcezza, offre un degno supporto all’azione frenante del disco anteriore.

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