Prova

Piaggio Vespa S


Avatar Redazionale , il 31/07/07

14 anni fa - La Vespa sportiva

Tutto torna prima o poi: l'effetto revival non trascura mai niente. Così, assieme ai pantaloni a zampa d'elefante e alle scarpe con le zeppe, testimonial degli Anni 70, torna anche la Vespa Sportiva. Una volta era la Special, adesso si chiama S ed è disponibile in due cilindrate: 50 e 125.


AUTOCITAZIONI
La Vespa è sicuramente lo scooter più imitato nel mondo, logico che quando deve trarre ispirazione lo faccia... da se stessa. Così, per proporre nuovi modelli dell'immortale insetto, in Piaggio da un po' di tempo a questa parte guardano indietro, ispirandosi alla storia lunghissima della Vespa, iniziata nel 1946. E' stato così per la GTV, il prototipo realizzato sulla base del Vespone oggi diventato modello di serie, e così è anche per la nuova Vespa S, realizzata questa volta sulla base della "piccola" LX.

IL VESPINO DI ALLORA L'ispirazione è evidente, la S richiama la ET3 e la 50 Special, altre Vespa entrate nel mito. Quelle che hanno caratterizzato l'adolescenza dei ragazzi negli Anni 70 (e anche un bel pezzo di 80) e ancora oggi sono, al pari della PX, considerate dei miti viaggianti a due ruote, che hanno contribuito ad un successo planetario che dal 1945 ad oggi ha visto 17 milioni di Vespa uscire da Pontedera per viaggiare sulle strade del mondo (solo quest'anno ne verranno prodotte 110.000).

SPECIAL La S moderna, ripropone la semplicità della Special riprendendo anche l'indimenticabile faro rettangolare (che qui però appare un po' meno in sintonia con il veicolo) che da sempre distingue la Special. Per l'occasione la LX si è rifatta il trucco e si pone in versione minimal.


TASCHE APERTE
Niente poggia piedi di plastica (ci sono gli inserti gommati proprio come allora), niente bauletto dietro lo scudo (che torna quindi "bidimensionale" come era quello delle Vespa del tempo). Rispetto al modello visto al Salone si aggiungono un paio di tasche aperte dalla dubbia utilità, visto che nonostante siano abbastanza profonde qualsiasi oggetto finisce per essere a rischio perdita.

CON LA CRAVATTA La calandra porta la "cravatta" cromata come allora e il parafango anteriore riduce le dimensioni montando il classico fregio delle Vespa d'antan, e scoprendo quella che in Piaggio chiamano "sospensione sportiva" ovvero la classica sospensione Vespa con però la molla colorata in rosso. Anche la sella ripropone gli stilemi di allora, con il fregio bianco che corre lungo tutto il bordo è disponibile in due versioni, monoposto e biposto. Per l'occasione è stata rivista anche la strumentazione, il cruscotto è circondato da una cornice cromata che fa molto "seventies" (ma non so se in questo caso è un complimento) e offre tutte le indicazioni che fino ad oggi ha offerto la LX


SOTTO È UNA LX
Perché, alla fine, la S sfrutta ovviamente la tecnica della serie LX, l'immancabile il monoscocca d'acciaio da sempre la spina dorsale delle Vespa è associato alle ruote da 10/11 pollici e al classico impianto frenante misto disco/tamburo con disco da 200 mm.

DUE CILINDRATE La Special del passato era solo 50 cc, quella dei giorni nostri è invece disponibile anche in versione 125. In ossequio alla sportività estetica non è previsto per lei il 50 4T, i motori sono il 50 cc a due tempi (Euro 2) e il 125 quattro tempi (Euro 3). I prezzi vedono la S 50 a 2500 €, mentre la 125 costa 3200 €. Visto che questo prodotto è dedicato ai giovani Piaggio ha anche previsto la possibilità di personalizzare la S con delle decal.


COME VA
Diciamo che dai tempi della Vespa Special i canoni della sportività sono un po' cambiati e quello che allora veniva considerato uno scooter sportivo oggi rientra assolutamente nella normalità. La S, alla fine, offre le stesse sensazioni di guida della LX. È un mezzo a vocazione prettamente urbana, il motore della 125 non è un fulmine ma offre prestazioni sufficienti a muoversi disinvolti nel traffico. L'agilità è esagerata, perfino eccessiva per chi non è più abituato ad avere a che fare con ruotine da 10 pollici. La S è molto reattiva e maneggevole (come tutte le vespe da sempre del resto) e sulle prime occorre farci un po' la mano. Diciamo che per lei il tempo si è fermato, anche nella guida.

DOLCE DOLCE Il bello di tutte le Vespa è la sensazione di relax che riescono a trasmettere, in sella si sta comodi, buono lo spazio per le gambe (anche perché non c'è più il bauletto) frenata più morbida che aggressiva (il tamburo posteriore da 110 mm è antipanico praticamente impossibile portarlo al bloccaggio). Insomma, la S è la Vespa che ben conosciamo, solo vestita diversamente. Apprezzabile anche il vano sottosella, piuttosto ampio considerate le dimensioni dello scooter.


PRESTAZIONI SOFT
Sulle strade a scorrimento veloce il monocilindrico da 10 cv fa il possibile ma le prestazioni velocistiche sono quello che sono con l'ago del tachimetro che passa i 100 indicati solo se ci si sdraia per bene (dichiarati 91 km/h effettivi). Velocità comunque sufficiente per affrontare un tragitto dalla periferia al centro della città dove la S 125 si trova molto a suo agio grazie all'innata agilità e all'angolo di sterzo esagerato che al semaforo la porta sempre in pole position, qualunque sia il livello di traffico.

OCCHIO AL PAPÀ Una Vespa un po' più giovane e sbarazzina quindi, che anche se si rivolge ai giovani forse sarà capace anche di stuzzicare la fantasia di qualche papà che la Special 50, magari, ce l'ha ancora in garage.


Pubblicato da Stefano Cordara, 31/07/2007
Gallery
Vedi anche
Logo MotorBox