Prova

Moto Guzzi Bellagio


Avatar Redazionale , il 27/03/07

14 anni fa - La custom con la naked dentro

Il nome ispira tranquille passeggiate lungo "quel ramo del lago di Como", ma l'indole della nuova Guzzi è ben altra. Guida dinamica, e divertente, posizione di guida più stradale che custom e motore pimpante la rendono una vera e propria naked in un corpo da cruiser. Costa 11.400 €.




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COM'È
In Guzzi lo dicono senza mezzi termini, la Bellagio (presentata al salone di Milano come 940 Custom) ha come riferimento la gamma Sportster di Harley Davidson, soprattutto la 1200 Roadster che delle "piccole" di Milwaukee rappresenta l'anima più sportiva. La stessa che vuole dimostrare sul campo questa nuova custom che custom è solo nell'aspetto perché, come vedremo, la sua indole è più quella di una naked camuffata che quella di una moto dalla forcella lunga.

POKER DI MOTORI In Guzzi con i motori ci stanno prendendo gusto, dal 2005 ad oggi ne sono stati presentati ben 5, e il nuovo 940 è il quarto ad arrivare sul mercato (l'altro è l'ottovalvole che vedremo sulla Griso e sulla nuova Stelvio).

UN PO' E UN PO' A Mandello si sono dati al bricolage e il patchwork tra i pistoni del motore 1200 e l'albero motore del V2 da 850 cc ha dato come risultato questo bicilindrico da 935,7 cc capace di 75 cv a 7.200 giri e 8 kgm di coppia a 6.700 giri, con una "schiena" interessante però, visto che dai 2.800 ai 4.800 giri la coppia disponibile è l'80% di quella massima. Un motore, quindi, che promette una prontezza di risposta al gas notevole, anche perché i tecnici Guzzi non hanno esagerato con il diametro dei corpi farfallati fermandosi ai 40 mm già utilizzati sul motore 850 cercando appunto più coppia che potenza.


SPORT-CRUISER
La Bellagio è una cruiser sui generis, a lei Guzzi ha voluto dare tutta la sportività di cui dispone, fornendola di un comparto ciclistico di notevole spessore. Il monobraccio con cardano CARC è una novità per le cruiser Guzzi ma lo è anche in assoluto il monoammortizzatore comandato da leveraggio progressivo, una soluzione che non mi ricordo di aver visto mai su nessuna custom (BMW per la sua 1200 C aveva il monobraccio ma il comando cantilever).

BEN DOTATA La dotazione ciclistica è quella di una stradale pura, la forcella è a steli tradizionali da 45 mm ed è regolabile nell'idraulica; all'avantreno si mettono in mostra due disconi da 320 mm con pinze flottanti, e anche l'ammortizzatore è completamente regolabile. Con queste premesse è facile capire come la Bellagio abbia una certa attrazione per le curve, anche perché è piuttosto compatta per il suo segmento con un angolo di sterzo contenuto in 28° e un interasse di 1.570 mm (la Sportster Roadster però si ferma a 1.520), ma soprattutto pedane e scarichi sono piuttosto rialzati così che i limiti di piega sono da stradale pura.


PNEUMATICI OVERSIZE
A evidenziare questa sportività anche i pneumatici che hanno misure da stradale pura, l'unica concessione al cerchio da 18 anteriore (con pneumatico misura 120/70) e con la gomma posteriore da 180/55 su cerchio da 17 pollici. I cerchi a raggi con canale in alluminio sono predisposti per il montaggio di pneumatici tubeless.

PIU' NERO CHE CROMO Tanto nero e poche cromature rendono questa Guzzi piuttosto cattiva nell'aspetto, anche se qualche finitura non è all'altezza con qualche particolare un po' grezzo che giudichiamo con beneficio di inventario visto che le moto erano delle evidenti preserie, quindi non del tutto definitive, almeno nei particolari.


CRUSCOTTO MISTO
La strumentazione, invece, è un misto di classico e moderno, il layout è quello ormai noto in Casa Guzzi (è utilizzato anche per la Griso) ma il contagiri qui è assente, rimpiazzato dal contakm analogico con numeri d'antan (ricordano molto quelli della MT-01 come grafica) affiancato dal display multifunzione ultramoderno.


COME VA
È proprio vero che l'abito a volte non fa il monaco. Guardi la Bellagio e vedi una custom con cui andare a spasso. Poi la guidi, e scopri che di custom questa moto ha solo l'aspetto. La posizione di guida è piuttosto quella di una naked con un manubrio un po' più largo e le pedane per nulla avanzate, anzi, moderatamente arretrate. La sella è a soli 790 mm da terra, ma è anche piuttosto larga (e non raccordata alla perfezione con il serbatoio) così che si finisce per toccare con le punte; inoltre lo sterzo è un po' troppo limitato, così che anche per invertire la marcia occorre fare qualche manovra in più del dovuto. Il pilota sta dunque seduto piuttosto comodo (anche se i più alti lamentano ancora un'interferenza tra le gambe e i cilindri) mentre il passeggero è tenuto in poca considerazione, con pedane alte e sella un po' troppo scoscesa.


BEL MOTORE
Il motore è una piacevole sorpresa: ogni volta che si sale su una Guzzi si nota che il lavoro dei tecnici per migliorare il V2 a due valvole è incessante e questo vale anche per il 940. In questa cilindrata "anomala" il bicilindrico di Mandello mostra di essere riuscito particolarmente bene: silenzioso di meccanica (almeno finché non si tira la frizione) vibra pochissimo ma, soprattutto, mostra un carattere insospettabilmente brillante.


SUBITO PRONTO
La fluidità è ottima così che si riesce a marciare al passo senza che il motore di mostri insofferente. Anche l'iniezione appare perfettamente a punto così che non ci sono buchi o ritardi nella risposta. Un motore davvero molto pronto a rispondere anche ai bassi; forse allunga un po' meno degli altri Guzzi ma ha coppia e cavalli piazzati proprio li dove servono e si mostra perfettamente intonato al carattere sportiveggiante di questa moto.

TELAIO MISTO Il peso piuttosto limitato (224 kg a secco) fa il resto così che con la Guzzi si riesce viaggiare in modo brioso. Anche la ciclistica si dimostra molto equilibrata, questo mix tra elementi della California e della Breva mostra di funzionare molto bene offrendo una bella agilità che rende la guida molto piacevole; la Bellagio scivola tra le curve con una leggiadria che di custom ha ben poco. Anche quando si alza un po' il ritmo la Guzzi si dimostra adeguata, le pedane non toccano subito come su altre custom ma consentono di piegare in modo consistente, resta come su tutte le Guzzi un certo giusco di trasmissione un po' fastidioso.

A RIVEDERLA La frenata merita di essere rianalizzata in un'altra prova
perché in questa prima breve presa di contatto le moto avevano percorso pochissimi chilometri e i dischi meritavano un po' di rodaggio in più. A sensazione comunque i tre dischi della Bellagio sono di ottimo livello e, oltretutto, il posteriore sembra bloccare meno che sulle sue parenti strette.


Pubblicato da Stefano Cordara, 27/03/2007
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