Prova su strada

Malaguti Phantom Max 125


Avatar Redazionale , il 22/07/04

17 anni fa -

Più grosso e più potente. Il nuovo "Max" non si discosta tanto dai fratellini di cinquanta e cento cc per agilità e piacere di guida, anche se la cilindrata da un ottavo di litro non fa per lui. Migliorata la praticità d'uso, con il vano sottosella ampio e una sella buona per due. Il prezzo è onesto.

COM’È Nella categoria dei centini è senz’altro uno degli scooter più sportivi. Il Malaguti Phantom, vero best seller degli anni novanta tra gli adolescenti, ripropone adesso anche con cilindrate maggiori tutte le caratteristiche che lo hanno reso ben noto in molte famiglie italiane.

SEMPRE DI MODA Esteticamente la famiglia Max riprende tutto quel che ha fatto la fortuna del piccolo avio-scooter bolognese: un corpo dalle dimensioni ancora compatte (anche se non più corto/risicato come il cinquanta due tempi); il frontale affusolato con i due occhietti vitrei da predatore dell’asfalto; la coda tronca e un po’ squadrata. Così anche la versione maxi mantiene forte il family-feeling così da essere riconoscibile a colpo d’occhio in mezzo a mille.

OVVIAMENTE DIGIT La strumentazione è quella "digit", a tre elementi circolari indicanti livello carburante (a sinistra) temperatura (a destra) e tempo su giro, contagiri, tachimetro, contakm e tanto altro (al centro) gestibili tramite il comando sul blocchetto elettrico di destra.

QUATTRO TEMPI Più profonde sono le novità celate sotto le più vistose plastiche, a partire dalla motorizzazione in versione "matura" di 125 cc quattro tempi. Una soluzione obbligatoria vista la necessità di rispettare le severe norme antinquinamento, ma che è costata una ovvia riduzione di personalità in fatto di prestazioni nonostante l'aumento di potenza (il 125 ha 13,5 cv contro gli 11 del "cento").

PIU' SPAZIO Oltre alla cilindrata comunque sul nuovo Phantom Max è cresciuta anche la ciclistica e con essa le dimensioni generali dello scooter, con un aumento della lunghezza e larghezza (rispettivamente 1.980 mm e 760 mm) per poter meglio ospitare pilota e passeggero, offrire una maggiore protezione aerodinamica e migliorare il comfort con il nuovo vano sottosella buono per due caschi jet.

SCHELETRO SOLIDO Il telaio monotrave sdoppiato dei piccoli Phantom ha lasciato il posto ad una più robusta struttura a traliccio in tubi d’acciaio, affiancata da una forcella con steli da 33 mm (escursione di 90 mm) e una coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico molla (escursione di 70 mm). Anche l’impianto frenante si è irrobustito a dovere con l’arrivo di una coppia di dischi da 220 mm ciascuno e nuove pinze a doppio pistoncino per entrambi.

A PORTATA DI TUTTI Rispetto ai fratellini anche le ruote crescono di diametro e passano a 13 pollici, per offrire una maggiore base d’appoggio, mentre la sella rimane ad una altezza buona un po’ per tutti con i suoi 790 mm da terra.

PREZZO ONESTO A portata di tutti anche il prezzo che per il Malaguti Phantom Max 125 si ferma alla soglia dei 3.080 euro f.c.. Tre le colorazione disponibili: Argento Metallizzato, Blu/Titanio metallizzato e Blu notte sempre metallizzato.

COME VA

Il Phantom Max è un vero Phantom. Nel senso che nonostante il il motore e le dimensioni maggiorate, il "Max" 125 ripropone i capisaldi che hanno fatto la fortuna dei Phantom 50: agilità, maneggevolezza nel traffico e grande tenuta di strada. Senza dimenticarsi della frenata, forte e pronta anche se non proprio modulabile (dura, stanca parecchio l'avambraccio).

NIENTE CODE Certo non è il cinquantino dalle dimensioni risicate a cui eravamo abituati, eppure l’aumento di volume non interferisce in alcun modo nel traffico. Con un occhio agli specchietti (un po’ larghi e vistosi) si passa ovunque ci sia un buco, perché le plastiche sono sì gonfiante, ma non così tanto da rimaner bloccati. Lo sterzo poi è infinito, si fa inversione nello spazio di una piastrella, mentre il peso contenuto non intimorisce affatto.

GIUSTO GIUSTO

Poco male, la visuale è più che buona, mentre ci si sente un pizzico più protetti dietro lo scudo, anche se la differenza con i Phantom più piccoli è di quelle minime, da centimetro della nonna: per starci "dentro" occorre stringere ben le gambe e se piove l’acqua sgualcisce il vestito della festa.

STRETTI I PIEDI

Non stanno meglio i piedi che per via del grosso tunnel centrale si vedono limare millimetri buoni: con le gambe distese lo spazio è giusto giusto; ancora meno se ci si mette in posizione da combattimento con i piedi tutti indietro.

SELLA COMODA

La sella però è comoda, soprattutto per il passeggero che si trova a disposizione un posto vero, così come per chi guida, anche se per i gusti personali ha un disegno un pelo troppo scavato. Non che questo infastidisca molto, anzi: nel traffico non stanca, permette a tutti di toccare con entrambi i piedi e l’imbottitura assorbe bene le buche.

SEMPRE AGILISSIMO

Anche se più comodo, il "Max" rimane sempre uno scooter sportivo e, come i suoi fratellini a due tempi, il Phantom 125 non si tira indietro davanti ad un percorso tutto curve. Dinamicamente ricorda tantissimo le versioni cinquanta e cento del Phantom: stabile sul dritto, agilissimo tra le curve, tanto che davanti a una buca o un avvallamento, l’avantreno tende ad innervosirsi un po’, senza mai però diventare incontrollabile. Un pizzico di nervosismo non guasta mai, è il prezzo da pagare per avere un avantreno reattivo e tanto divertimento tra le curve.

MOTORE TRANQUILLO

  Fin troppo smorta invece la nuova motorizzazione 125. Nulla a che vedere con i brillanti due tempi (soprattutto con il grintosissimo "cento"): l’ottavo di litro Minarelli non è mai stato un fulmine nei primi tre-quattro mila giri, sia da fermo sia in movimento, e nella versione montata sul Phantom Max in prova sembra soffrire ancora più di una frizione non tarata alla perfezione che attacca fin troppo presto senza far salire di giri il motore.

PIATTO PIATTO Si da il gas e lo scooter rimane impassibile per qualche decimo di secondo per poi dar segni di risveglio pur con una accelerazione decisamente piatta e poco coinvolgente. Al ricordo dei Phantom cinquanta e cento due tempi, questa motorizzazione lascia n po' l’amaro in bocca, anche se poi sopra i 7000 tira fuori quel pizzico di grinta che compete all’avioscooter, senza però mai strafare. Ma tant'è, per fare un motore più potente ci vuol poco. Ma la legge lo limita ai 15 cv, pertanto, se volete di più fate la patente A e orientatevi verso i Phantom Max 150 o meglio ancora 250.

NESSUN AIUTO A dirla tutta questo "vuoto" si ripropone di continuo, ogni volta si scende di giri. Così quando si è in centro curva a pelare il gas per "tener su" lo scooter ci si ritrova senza motore e il Phantom che "cade". E nelle manovre più strette come le inversioni o il lento zigzagare tra le auto, puntualmente ci si ritrova senza il sostegno del motore. Per essere così "pigro" non beve nemmeno poco, visto che durante la prova abbiamo registrato un consumo di 18/20 km/lt..

BELLO DA GUIDARE Il Phantom Max 125 si rifà per quanto riguarda il piacere di guida. Agilissimo, reattivo, per nulla imbarazzato dall’aumento di peso e volumi, il "Max 125" tra le curve diverte da matti. Senza sforzare la guida scende in piega rapidissimo senza perdere nulla in stabilità e precisione in percorrenza di curva. L’avantreno trasmette grande fiducia e i pneumatici belli grossi garantiscono un ottimo appoggio a terra. Grandi pieghe quindi, peccato solo per il cavalletto che si tocca fin troppo presto.

BUONE GAMBE Bene le sospensioni. La forcella è ben tarata, un pelo rigida sulle asperità, ma perfetta nella guida sportiva, dove garantisce precisione chirurgica all'avantreno. Robusta la coppia di ammortizzatori al posteriore, che sostengono bene anche sull’ostico pavé.

COMANDI DURI Solido come su tutti i Malaguti l’impianto frenante che anche sul Phantom Max 125 si dimostra instancabile "staccatore". A stancarsi, invece, sono le braccia a "rischio" di tendinite: i comandi come al solito sono duri e con la corsa utile brevissima, ma tutta sostanza. In poche parole ci si ferma in pochi millimetri di leva, che a dirla tutta, non sono nemmeno posizionate così vicino alle manopole. Comandi un pizzico più morbidi non avrebbero fatto male… anzi.

In questo servizio:

 Casco

X-Lite X-401 Elegance

 Giacca

Spidi Passion

 Guanti

Sparco Downtown 
Pubblicato da Alfredo Verdicchio, 22/07/2004
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