Prova

Kawasaki ZZ-R1400 2012


Avatar Redazionale , il 20/01/12

9 anni fa - Ancora più potenza per la Kawasaki dei record.

Velocissima e strapotente, la Kawasaki ZZ-R1400 2012 conquista però non solo con le sue prestazioni esagerate. Per la stazza che ha si guida bene ed è un'ottima stradale. Certo poi, quando apri il gas.. Siamo andati a Nardò per provarla a fondo... scala.

SEMBRA UGUALE MA... L’apparenza, si sa, inganna e a dare un’occhiata veloce alla Kawasaki ZZR 1400 2012 si rischia di considerare come un semplice restyling quello che è invece una revisione decisamente profonda. Sebbene il record di velocità non sia più un dato da sbandierare con orgoglio (anzi i costruttori giapponesi si sono accortati per non superare i 299 orari), moto come la ZZ-R1400 rappresentano ancora delle vere e proprie bandiere tecnologiche. E per Kawasaki che ha una vera e propria tradizione nelle moto superveloci, la ZZ-R1400 è quasi sacra. La sua antenata ZZ-R1100 arrivata sul mercato nel 1990 impressionò tutti per le sue prestazioni esagerate. La nuova 1400 non vuole essere da meno.

CAMBIA TUTTA Con il nuovo model year l’ammiraglia sportiva di Akashi si rinnova infatti sotto molti punti di vista, pur mantenendo un look simile alla versione 2011. Il trucco migliore per riconoscere un esemplare di nuova generazione è fissarlo negli occhi, ehm, nei fari, raggruppati a tre a tre sotto due trasparenti. Per non sbagliare si può poi dare uno sguardo ai terminali di scarico, che hanno ora il corpo nero e un fondello pentagonale grigio. A livello di carena, invece, si notano più che altro aggiornamenti nella zona degli sfoghi per l’aria calda, che tengono meglio a bada i bollenti spiriti del motore.

LAVORO DI FINO Sotto la pelle la Kawasaki ZZR 1400 2012 è quasi completamente nuova. Il motore vede la corsa aumentare di 4 mm (ora alesaggio e corsa sono di 84 e 65 mm) e la cilindrata lievita di conseguenza a 1.441 cc. Questa è però solo la punta dell’iceberg, perché a cambiare sono infiniti dettagli. Giusto per fare qualche esempio, le bielle si allungano a loro volta (3 mm),l’albero motore aumenta di diametro (da 38 a 40 mm), variano i profili degli alberi a camme per garantire una maggiore alzatadelle valvole e arrivano nuovi pistoni più robusti e leggeri. Il motore può anche respirare meglio grazie a collettori di scarico maggiorati e a un filtro dell’aria che oppone meno resistenza al flusso aspirato.

CHE NUMERI La Kawasaki ZZR 1400 2012 fa così registrare al banco la bellezza di 200 cv tondi tondi a 10.000 giri, che diventano però 210 in velocità, quando il sistema d’immissione RAM può sfruttare la pressione dell’aria. La coppia massima è invece di 162, 5 Nm (16,6 kgm) a 7.500 giri ma a 2.000 giri sono già disponibili 9,5 kgm. Numeri a parte, dal quartier generale Kawasaki fanno sapere di un sensibile irrobustimento della curva d’erogazione a tutti i regimi.

STRETCHING Il telaio mantiene un disegno simile a quello del 2011 ma è completamente riprogettato e ha metà dei componenti inediti. Ciò porta a una maggior rigidità nella zona del cannotto di sterzo e nella zona inferiore, dove è infulcrato il forcellone. Quest’ultimo ha inserti triangolari che lo irrigidiscono e si allunga di 10 mm, facendo crescere di pari passo l’interasse (1.480 mm). Lesospensioni adottano molle più rigide e la taratura dell’idraulica è rivista, per assicurare un maggior controllo nella guida sportiva, che beneficia anche di nuove ruote più leggere.

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CHIP AL POTERE Tra gli upgrade della Kawasaki ZZR 1400 2012 si segnala anche una nuova logica d’intervento del sistema antibloccaggio ABS, che migliora le sue prestazioni sullo sconnesso. Restando in ambito elettronico, la Kawasaki ZZR 1400 2012sfoggia una doppia mappatura, una full power e una low, che mette a disposizione circa il 75% della potenza massima (150 cv). In ogni caso, a dare una mano al pilota a gestire tutta la birra del motore, c’è anche il controllo elettronico della trazione KTRC (Kawasaki TRaction Control), regolabile su tre diversi livelli, dall’1 per la guida più sportiva al 3 per i fondi a bassa aderenza.

SELLASTRETTA Degne di nota sono poi la presenza di una nuova sella, più stretta nella parte anteriore, e di una strumentazione rivista. Il contagiri e il tachimetro sono analogici e a completare il cruscotto c’è poi un display multifunzione, il cui menù può essere gestito dal pilota attraverso il blocchetto sinistro al manubrio. Due sono infine i colori disponibili per la Kawasaki ZZR 1400 2012 che costerà 15.690 Euro franco concessionario : nero (Metallic Spark Black)  e verde metallizzato (Golden Blazed Green). 

COME VA Ma quanto fa? Per noi smanettoni che viviamo di tempi sul giro, la velocità massima non è un dato fondamentale, ma per chi è un semplice appassionato il dato della velocità massima resta un elemento di grande appeal, addirittura in certe regioni del mondo è un argomento di vendita ancora spendibile. Già, alla faccia dei tutor, delle strade sempre più congestionate, della benzina a uno-e-otto, sapere di cavalcare la moto più potente veloce e “accelerata” del mondo è per più di qualcuno un elemento con cui distingersi. Questo dà un senso a moto come la ZZ-R1400, apparentemente fuori tempo e fuori luogo. Moto che invece acquisisce un senso quando si monta in sella per guidarla.

GATTONE DA RECORD Al di la delle prestazioni furiose (210 cv con airbox in pressione, sotto i 10 secondi nei 400 metri da fermo e 299 orari di velocità massima autolimitati) la Kawasaki ZZ-R1400 era e resta una bella modo stradale, molto più maneggevole e guidabile di quello che possono far pensare le sue dimensioni e la sua stazza, molto più bilanciata di moto qualche moto più leggera e compatta di lei. Ancora mi ricordo la prima volta che guidai la ZZ-R1400 precedente e mi ricordo benissimo la sorpresa nello scoprire una moto che volendo era affabile e guidabile e con una risposta al gas che fino ai 5.000 giri era morbida, quasi troppo. La nuova versione non ha perso tutte queste caratteristiche, la ciclistica (cambiata nelle rigidezze) è rimasta ottima, al punto che, come abbiamo fatto noi, ci si può anche permettere una “gita” in un circuito dove con tutte le inerzie e le “morbidezze”, del caso e la ZZ-R non si comporta nemmeno male.

BELL’HANDLING Certo non è questo il suo mondo, ma nella prova organizzata da Kawasaki a Nardò (il posto dove qualsiasi appassionato vorrebbe venire, qui si vedono le auto e le moto del futuro, peccato non si possa fotografare nulla) abbiamo avuto modo di provarla anche sul circuito di Handling dove la “Kawona” si è dimostrata anche superiore alle aspettative.

GUANTO DI VELLUTO Ovvio, va guidata con guanto di velluto, non si può pretendere di strapazzarla con staccate al limite (dopo qualche giro la leva perde un po’ di tono ma l’altro l’ABS funziona in modo eccellente anche in questi casi limite) o di sbatacchiarla di qua e di la come una 600, ma è un fatto che tra le curve la ZZ-R tenga fede alle parole “sport-touring” che l’hanno sempre definita. Inoltre, in pista abbiamo anche potuto apprezzare il lavoro del K-TRC che su questa moto è una via di mezzo tra il sistema “racing” montato sulla Ninja 1000 e quello touring della 1400GTR.

TURISMO SUPERSONICO In parole povere, le mappe 1 e 2 sono quelle più aggressive e hanno una logica che deriva direttamente dalla superbike di famiglia, la mappa 3 è invece quella “touring” e ha un funzionamento uguale a quello della GTR. Più conservativo, quindi. Ma dove sta il lato touring della ZZ-R 1400? Beh, diciamo che è un turismo molto veloce quello che promette la Kawasaki. Le prestazioni del nuovo motore da 1441 cc sono impressionanti, ma il bello della Kawasaki resta la sua gestibilità, la sua risposta al gas sempre controllata anche se la cattiveria ora arriva prima rispetto al passato e la spinta è come quella di un aereo al decollo.

PIÙ CATTIVA Ora non ci sono più quei 5.000 giri “morbidi” della versione precedente, anche sottocoppia (ma dov’è il sottocoppia di questo motore?) la Kawa risponde alle sollecitazioni dell’acceleratore con imperiosa possenza, anche perché oltre ad averla dotata di un motore con più birra, in Kawasaki l’hanno anche accorciata di rapportatura finale. Inutile dirlo, guidare moto con motori plurifrazionati di grossa cilindrata offre sempre un gran gusto, c’è quella spinta, possente corposa ma non “secca” che conquista e vedere la velocità con cui sale la lancetta del tachimetro fa sempre una certa impressione.

FONDOSCALA Vederlo poi a fondoscala per oltre un minuto mentre il motore pizzica di continuo il limitatore in sesta, credete impressiona ancora di più. Questo è quello che è successo nel secondo dei tre test organizzati a Nardò per noi da Kawasaki. Non ero mai stato sull’anello pugliese e devo ammettere che prima di entrare per il primo dei due giri lanciati “full throttle” con la Kawona un po’ di tensione c’era.

A 300 PER UN MINUTO Il lancio (seguendo un apripista Kawasaki) è graduale, si parte con calma, si arriva a 200 (praticamente subito) e ci si stabilizza per un po’. A quella velocità con la ZZ-R1400 è come essere a 80 all’ora, protezione impeccabile nessuna vibrazione il motore che viaggia più o meno a 7.000 giri una sensazione di sicurezza assoluta. Poi al terzo km si aprono le danze, l’apripista si abbassa e noi con lui, sesta piena tempo di contare fino a 20 e il limitatore comincia a “tirare indietro” con la lancetta impastata sull’ultima tacca del tachimetro. Il 300 non c’è i Jap non lo scrivono per pudore e per rispettare l’agreement che vuole tutte le moto autolimitate a 299 km/h ma siamo li. 300. E anche a questa velocità, dove anche Nardò inizia a diventare una curva la ZZ-R1400 fila impeccabile, manubrio saldissimo, nessun ondeggiamento aerodinamica perfetta. Costruire aerei effettivamente in questo caso ha i suoi vantaggi. 


Pubblicato da Stefano Cordara, 20/01/2012
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