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Kawasaki Ninja 636 2019: la prova su strada e in pista [VIDEO]

Kawasaki Ninja 636 2019: la prova su strada e in pista [VIDEO]

La Ninja 636 torna in pista con un motore Euro4, nuova elettronica e ciclistica. Ecco come si è comportata e quanto costa

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Autore:
Danilo Chissalè

A VOLTE RITORNANO C’è vita! Kawasaki riporta alla luce la mitica Ninja ZX-6R 636 dopo averla accantonata per un breve periodo a causa delle normative antinquinamento sempre più restrittive. La formula è di quelle intelligenti: poche modifiche mirate per rientrare nelle normative Euro4, una rinfrescata al look, qualche chicca tecnologica per stare al passo con i tempi e un prezzo estremamente concorrenziale. Ma procediamo con ordine.

SPIGOLOSA La Ninja nel corso della sua lunga e onorata carriera ha alternato linee tondeggianti e spigolose (leggendaria quella del 2005), questa volta è il turno degli spigoli, in scia ai dettami dettati dalla Hyper sport Kawasaki Ninja H2. Il frontale ricorda da vicino quello della sorellina Ninja 400 caratterizzato dalla nuova coppia di fari anteriori a LED e dalla vistosa presa d’aria centrale. La parte mediana è caratterizzata delle nuove carene che integrano ancora le frecce (queste non a led) mentre la coda rastremata trae ispirazione dalla pluripremiata Ninja ZX-10R. Stona il silenziatore cromato dalla forma goffa ma non temente, nel catalogo accessori di Kawasaki c’è lo scarico dedicato sviluppato da Akrapovic.

kawasaki ninja 636 2019

CIFRE MAGICHE Il cuore della Kawasaki Ninja ZX-6R 636 2019 non poteva che essere il quattro cilindri in linea rigorosamente da 636 cc. In merito non ci sono grosse novità, la struttura è la medesima dell’ultima edizione con gli aggiustamenti del caso per rientrare nell’Euro4, di conseguenza i valori di potenza e coppia non cambiano: 130 cv, che diventano 136 con l’air box in pressione, di potenza massima mentre la coppia è di 70.8 a 11.000 giri/min. Per renderla più utilizzabile nel mondo reale, vero obbiettivo della Casa di Akashi, il rapporto finale è stato accorciato togliendo un dente al pignone che passa da 16 a 15.

QUELLO CHE SERVE L’elettronica che tanto va di moda sulle sportive di segmento maggiore c’è, ma è ridotta allo stretto necessario. Niente ride by wire, anti-impennata o quant’altro, solo due mappature (full power e low power), tre livelli di traction control con possibilità di esclusione e il quickshifter ma solo a salire. Anche la strumentazione è stata aggiornata ma rimane fedele allo schema analogico/digitale… il TFT sarebbe decisamente futile… e poi volete mettere il gusto di vedere la lancetta schizzare fino a 14.000 giri/min? Roba d’altri tempi.

kawasaki ninja 636 2019 strumentazione

TELAIO E CICLISTICA Per quanto riguarda lo scheletro della nuova Ninja 636 non ci sono particolari novità da segnalare: interasse di 1.400 mm, telaio a doppio trave in alluminio e forcella da 41 mm brandizzata Showa SFF completamente regolabile così come il mono ammortizzatore posterioreL’impianto frenante da 310 mm all'anteriore, ora è più raffinato grazie all’adozione del KIBS che utilizza, oltre aisensori di velocità delle ruote anteriori e posteriori dei tradizionali sistemi ABS, le informazioni relative alla pressione idraulica della pinza anteriore e di quelle rilevate dalla centralina del motore (quindi apertura delle valvole a farfalla dell'alimentazione, giri motore, azionamento della frizione e marcia inserita). La scelta delle gomme è ricaduta sulle sportive Bridgestone Battlax Hypersport S22.

PREZZO OK Il pezzo forte di questa moto è senza dubbio il prezzo, addirittura più basso della vecchia moto a listino. Per mettersi in box una 636 nuova fiammante l'assegno da staccare è di 11.890 euro per la colorazione nero lucido/nero opaco, aggiungendo 300 euro ci si può sentire Jonhatan Rea sfoggiando la colorazione ufficiale KRT. Curiosi di sapere come va? Procedete dopo la fotgallery

OLD SCHOOL Appena saliti in sella alla 636 ci si accorge subito di aver a che fare con una supersportiva. La posizione in sella è raccolta, le ginocchia sono molto flesse seppur non in maniera scomoda, il busto è caricato in avanti e scarica il peso sui polsi. La posizione dei semi manubri vecchio stile, molto chiusi e spioventi, non mi convince a pieno: la moda del momento impone semi manubri molto piatti e aperti per migliorare ergonomia e controllo specialmente tra i cordoli. Purtroppo, non si possono regolare, mentre è possibile registrare a proprio piacere le leve di frizione e freno.

PRIMI METRI I primi metri sono stati subito indicativi, la Ninja è leggera, agile e non spaventa grazie all’erogazione fluida tipica dei 600 cc a quattro cilindri e a una frizione leggera e prevedibile allo stacco. Su strada la si apprezza per la prontezza del motore già dai medi regimi. Intorno ai 7.000 giri c’è già grinta e non c’è bisogno di fare urlare il quattro cilindri.

kawasaki ninja 636 2019 su strada

600 STYLE Ma se si è in sella a una supersportiva 600 resistere alla tentazione di raggiungere la zona rossa posta oltre i 14.000 giri è quasi impossibile. Il motore prendi giri in maniera fulminea da metà contagiri in poi, la melodia proveniente dallo scarico è poesia rara, sovrastata nei numeri dai più educati bicilindrici.

SOLO SU Snocciolare le marce è un vero piacere grazie al cambio preciso negli innesti e dalla corsa contenuta aiutato dal quickshifter, peccato però che questo accessorio funzioni solo a salire mentre per le scalate si fa alla vecchia maniera aiutati solamente dalla frizione anti-saltellamento. Per carità, su strada non è indispensabile ma sarebbe bastato poco per mettere a disposizione degli utenti un cambio eccellente.

SUL VELLUTO La grande sorpresa però è arrivata dalla ciclistica della Ninja 636. La moto è agile e precisa come un bisturi nel fiondarsi tra le curve, la discesa in piega è rapida e bilanciata, tutto ciò farebbe pensare ad un assetto rigidissimo, inutilizzabile su strada, invece le sospensioni Showa svolgono il loro mestiere egregiamente filtrando ogni tipo di sconnessione.

kawasaki ninja 636 in pista

ESPOSTO I lunghi rettilinei delle strade provinciali del modenese, scenario del nostro test su strada, hanno messo in risalto una scarsa protezione dall’aria del cupolino ma d’altronde era facilmente pronosticabile guardandone le forme risicate.

TRA I CORDOLI Il meglio di una sportiva, si sa, lo si testa in circuito e l’Autodromo di Modena è stato un duro banco di prova per la Kawasaki Ninja ZX-6R 636. Tra curvoni in percorrenza, varianti strette e staccate furibonde la 636 non ha mai mostrato il fianco, mettendo in mostra una facilità di utilizzo che mette a proprio agio anche chi con i cordoli non ha tanto feeling. In pista il pacchetto è promosso quasi a pieno, desta perplessità solo la prestazione dell’impianto frenante sotto sforzo, che alla lunga perde di efficacia.

 

IN QUESTO SERVIZIO 

CASCO SHARK RACE R PRO CARBON ​Questo casco è realizzato per dare il meglio di se tra i cordoli di un circuito, ma anche in strada offre ottimi livelli di comfort e sicurezza. La calotta è realizzata in carbonio e aramide: per offrire un peso contenuto e performance eccellenti nell'assorbimento degli urti ed è dotata di spoiler a doppia lama per assicurare aerodinamica e stabilità alle alte velocità. La visiera in classe "Ottica 1" è priva di qualsiasi distorsione ottica grazie allo spessore variabile (4,2 a 2,8 mm) unico appunto è il sistema di chiusura poco pratico da azionare con i guanti.
​PESO: 1200 g
​TAGLIE: XS-XL

​STIVALI TCX RT-RACE ​Stivali top di gamma in campo race del marchio italiano. Realizzato in microfibra leggera e durevole, il pannello anteriore e laterale sono sovra-iniettati e abbinati a materiale elastico; l'area flex posteriore imbottita; protezione interna in microfibra effetto pelle scamosciata per offrire il massimo grip. Collarino superiore in morbida microfibra. F.F.C. Fasten Fit Control Sistema di allacciatura interna. Sicurezza al top con il sistema anti torsione della caviglia e protezioni su tibia e tallone.
TAGLIE: 38-49

GIACCA IXON FIGHTER Pelle pieno fiore spessa e robusta per questa giacca dal taglio sportivo. La vestibilità è comoda e regolabile tramite i registri in velcro posti ai lati, mentre la struttura rinforzata è un pò rigida quando la giacca è nuova e ci vuole un po' di rodaggio per sentirsela addosso come un guanto. La parte lombare è di forma allungata ed imbottita. Per la stagione più fredda è prevista un’imbottitura interna amovibile. Le protezioni sono previste su spalle e avambracci e sono certificate CE.

PANTALONE MOTTOWEAR GALLANTE: Jeans dalla linea semplice ed elegante, la vestibilità è tradizionale e li rende comodi sia in sella che a passeggio.  i designer di MottoWear hanno utilizzato il cosiddetto denim grezzo, che è un materiale solido e traspirante di colore blu intenso senza i segni e graffi artificiali tipici della lavorazione stone wash.
Prezzo: 180 euro

TUTA MACNA VOLTAGE La Voltage di Macna è un’ottima tuta in pelle bovina traforata con inserti elesticizzati nelle zone strategiche. La fodera interna è realizzata in tessuto Mesh e aiuta la traspirazione, ideale nelle roventi giornate in pista. Ottima la vestibilità con pratiche chiusure zip su polsi e caviglie, ideale per contenere gli ingombri quando si indossano stivali e guanti. Non mancano ovviamente le protezioni su ginocchia, avambracci, spalle e schiena.

GUANTI MACNA TRACK R I guanti Track R sono guanti racing ideali per l’utilizzo in pista ma anche su strada in sella a moto prestazionali. La pelle è morbida e migliora il comfort fin dal primo utilizzo, non manca inoltre la doppia regolazione per la vestibilità del polso. Le protezioni omologate su palmo e dorso non infastidiscono alla guida


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