Pneumatici

Continental SportAttack2 e RaceAttack E


Avatar Redazionale , il 26/06/12

9 anni fa - Continental lancia la release 2.0 di SportAttack e il nuovo RaceAttack E

Dopo essere tornata in grande nel settore degli pneumatici moto, Continental lancia la release 2.0 di SportAttack e il nuovo RaceAttack E. Dedicati, entrambi, ai motociclisti sportivi

IL COLOSSO TEDESCO Chi non conosce Continental, non sa che nel campo degli pneumatici la Casa tedesca è un autentico colosso.Tuttavia, nel campo degli pneumatici moto Continental è entrata alla grande da pochi anni, anche se con i suoi Conti Attack è riuscita a recuperare in fretta il tempo perduto. In particolare lo Sport Attack si è rivelato un prodotto molto valido (MotorBox lo testò in anteprima qualche anno fa) per chi della moto fa un utilizzo sportivo stradale con qualche puntatina alla pista. Nel 2012 è arrivata l’evoluzione, che si chiama ancora SportAttack ma aggiunge un 2 a segnare la seconda release dello pneumatico di Hannover.

PRIMO EQUIPAGGIAMENTO BMW Il ContiSportAttack 2 è il classico pneumatico di primo equipaggiamento (lo trovate ad esempio sulla BMW S1000RR) indicato per chi fa della moto un utilizzo prevalentemente stradale senza rinunciare alla guida sportiva da ginocchio a terra. Questo pneumatico è in grado di sopportare le esigenze di un uso stradale, quindi percorrenze di diverse migliaia di chilometri, e soprattutto garantire del sano divertimento tra i cordoli.

DUE PICCIONI CON UNA FAVA Lo abbiamo potuto provare durante una giornata in pista al nuovo autodromo di San Martino del Lago (in provincia di Cremona) in cui Continental ci ha messo a disposizione non solo il ContiSportAttack2, ma anche il RaceAttack in mescola E (endurance) ovvero la più adatta per chi affronta i track days con una certa continuità e ha bisogno di un prodotto sicuramente performante ma anche insensibile ai cicli termici e dotato di una vita utile piuttosto lunga.

I SEGRETI DELLA MESCOLA Inutile tentare di entrare nella “chimica” della mescola, certe ricette sono più segrete di quella della pozione di Panoramix. Vi basti sapere che le “armi” tecnologiche usate da Continental sono denominate Traction Skin (battistrada e intagli studiati appositamente per assicurare la miglior trazione possibile), Continuous Compound (due differenti sistemi di vulcanizzazione offrono un funzionamento paragonabile al bimescola pur con una mescola unica che evita ogni discontinuità) e Black Chili ovvero la mescola segreta di Continental capace di scaldarsi in fretta ma di non soffrire le alte temperature.

MENO INTAGLI Diverso è il posizionamento del ContiRaceAttack Endurance che, pur mantenendo lo spirito dell’Attack 2, vede calare drasticamente il numero degli intagli per avere ancora più grip senza perdere i vantaggi oggettivi dell’omologazione per l’uso stradale (il rapporto pieni vuoti per legge non deve essere inferiore al 5%) e il suo sviluppo è avvenuto durante uno degli eventi più probanti per uno pneumatico: la 24 ore di Le Mans. Dal punto di vista costruttivo valgono le stesse tecnologie applicate al ContiSportAttack 2, ma è sufficiente una rapida occhiata per capire le differenze del battistrada e quindi i vantaggi nell’uso agonistico.

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Mescole disponibili

ContiSportAttack 2
Anteriore: 120/70-17; 120/60-17; 120/70-17
Posteriore:150/60-17; 160/60-17; 180/55-17; 190/50-17; 190/55-17


ContiRaceAttack Endurance
Anteriore: 120/70-17

Posteriore:160/60-17; 180/55-17; 180/60-17; 190/50-17; 190/55-17

SPORTATTACK2 Partiamo per la prova con la Z750, naked stradale di indole sportiveggiante e quindi perfetta compagna per le SportAttack2, ma che per l’occasione è equipaggiata anche con i RaceAttack e quindi permette una facile comparazione.  Le sensazioni sono subito buone. Il profilo del pneumatico dà la sensazione di avere tutto sotto controllo, la guida è sportiva ma rotonda, l’Attack 2 non si “tuffa” in curva, non spinge troppo rapidamente la moto in piega; immagino l’utente stradale che debutta in circuito e non vuole fare disastri al primo esordio.

RACEATTACK E Il tempo di un veloce rifornimento e salgo sull’altra Z750 equipaggiata con gli Endurance. Sono sufficienti pochi metri e la prima sequenza di curve per capire che il RaceAttack è fatto di un’altra pasta: è più svelto, più reattivo, ha il DNA sportivo. Anche in questo caso non posso parlare di migliore aderenza in accelerazione o frenata, ma di sicuro quando decido di affrontare le curve mi accorgo che arriva prima alla corda della curva, lo fa con maggior decisione e soprattutto tiene meglio la traiettoria. E’ un pneumatico che, proprio per com’è concepito, sceglie di dedicare buona parte del suo tempo alla vita in circuito piuttosto che all’uso stradale.

SECONDO STEP Eccoci in sella alle Suzuki GSR e GSX-R750. La naked di Hamamatsu, che ha sospensioni più rigide rispetto alla Kawasaki, fa lavorare meglio gli pneumatici e permette prestazioni sul giro superiori e una buona dose di divertimento; la sorella carenata conferma la bontà del lavoro fatto in Germania nel realizzare uno pneumatico che appare in grado di essere performante ma anche comunicativo con il pilota.

A VOI LA SCELTA Ora la scelta spetta ovviamente all’utente finale, che potrà orientarsi a piacimento su uno dei due prodotti secondo l’utilizzo che farà della moto: se a dominare è la percorrenza stradale, indubbiamente il ContiSportAttack 2 è la scelta più indicata, rotondo nello scendere in piega, più intuitivo, e con battistrada più intagliato per drenare meglio l’acqua in caso di maltempo. Il ContiRaceAttack Endurance invece soddisfa palati più fini, quelli con maggior esperienza tra i cordoli, e che chiedono a uno pneumatico una grande superficie d’appoggio alla massima piega. Uno sportivo vero ma che è capace di avere una vita piuttosto lunga, insomma. Di questi tempi non è poco.


Pubblicato da Andrea Gatti, 26/06/2012
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