Prova su strada
Benelli TRK 502, tra le curve si guida dolcemente

Benelli TRK 502: prova,
caratteristiche, prezzo

Bicilindrico di soli 500cc, look da Adventure Bike e un prezzo davvero interessante. È la prima Crossover low cost di casa Benelli

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Autore:
Alberto Raverdino

ARIA DI RILANCIO Da quando il glorioso marchio italiano è stato salvato dal colosso cinese Qianjiang, si attendeva il momento in cui questo “blasone” potesse tornare a farsi notare in campo internazionale e anche in casa nostra. Oggi, finalmente, possiamo raccogliere i primi frutti di questa volontà e mettere le mani sulla Benelli TRK 502, una Crossover, o se preferite una Adventure Bike, a tutti gli effetti ma di soli 500 cc. Già… perché a quanto pare, nel mondo (e Benelli ormai sembra voler puntare ai grandi numeri), sia per normative sia per cultura, le cilindrate più diffuse sono ben lontane dalle nostre super-cubature.

NON MANCA NULLA Nonostante il prezzo d’acquisto molto più che interessante (5.990 euro!) a bordo della TRK 502 non manca nulla. All’appello troviamo un bel cupolino in plexiglass ben protettivo, paramani, presa usb per ricaricare i propri device o alimentare un navigatore GPS, telaietti laterali a protezione dell’immenso serbatoio di carburante (non le vedete nelle immagini perché Benelli ha deciso di presentare la moto senza) e telaietti laterali predisposti per ospitare i borsoni che potrete comodamente scegliere dal catalogo Givi.

CLASSICA MA EFFICACE Inutile negarlo, il reparto estetico della nuova TRK 502 richiama alcuni elementi tecnico estetici già visti attorno ad alcune delle più significative Crossover di cilindrata superiore. Il frontale, la sella particolarmente “dentro” la linea della moto, non sono novità dell’ultimo minuto. Insomma, i riferimenti stilistici di altre moto non mancano, eppure nel complesso la linea è ben riuscita, gradevole ed equilibrata tanto da stemperare questa sensazione di “già visto”.

FINITURE MIGLIORABILI Quando l’occhio corre lungo i particolari di questa moto è impossibile non notare alcune imperfezioni. Le saldature del telaio principale e dei vari telaietti qua e la, non sono certo un esempio di finezza costruttiva. Nemmeno il disordine generale dei tanti cavetti che girano intorno alla moto sono un esempio di eleganza e stile. Ecco, in questo senso c’è da lavorare ed è un peccato perché basterebbe poco per offrire un aspetto, concedetemi il termine, più “italiano”. Ma con un prezzo così...

2 CILINDRI TUTTOFARE Il motore Benelli è un classico bicilindrico frontemarcia, raffreddato a liquido, naturalmente euro 4 e dotato di iniezione elettronica. Sforna 47,6 cv a 8.500 giri con una valore di coppia commisurato alla cubatura ovvero 45 Nm a ridosso dei 5.000 giri. Ok, nulla di straordinario… ma quanto basta per affrontare ogni percorso senza particolari rinunce. Nota di soddisfazione è il valore di consumo che si attesta attorno ai 24 km/litro nel ciclo in un utilizzo extraurbano che grazie al serbatoio da ben 20 litri consente una autonomia davvero interessante.

CICLISTICA TRADIZIONALE Il telaio è un traliccio in tubi di acciaio, così come il forcellone, entrambi dall’aspetto molto robusto. Il reparto freni è anch’esso di soddisfazione estetica visto che all’anteriore lavora un doppio disco in acciaio da 320 mm e pinze ad attacco radiale, mentre al posteriore il classico mono disco da 260mm. A salvarvi dai bloccaggi imprevisti ci pensa l’ABS firmato Bosch: ottimo. Per le sospensioni il mono posteriore consente la regolazione del precarico della molla, mentre la forcella ha steli rovesciati da ben 50 mm di diametro e non offre nessuna regolazione.

RUOTE DA 17? Sì certo, ma attenzione… Benelli dichiara che in un futuro non troppo lontano presenterà anche la versione con ruote a raggi e all’anteriore il cerchio da 19”. Un “taglio” estetico più da off-road e la possibilità di affrontare le classiche strade bianche senza particolari patemi d’animo.

PREZZO E COLORAZIONI Bianca, rossa o nera, tutte a 5.990 euro. Molto più che un ottimo prezzo in considerazione di quanto offre sia in termini di contenuti, sia in termini pacchetto generale visto che con questo importo Benelli vi concede anche le protezioni laterali in acciaio, e gli attacchi per le borse laterali GIVI. Una vera globe trotter...

ERGONOMIA RELAX La posizione in sella sembra molto seduta; in parte questa sensazione sembra derivare dallo sbalzo piuttosto accentuato tra il piano della sella e quello superiore del serbatoio. Fatto sta che una volta sopra la moto ci si sente belli comodi, non certo in alto (l’altezza della sella si ferma a 800 mm) e con un angolo delle gambe a circa novanta gradi; un aspetto che influirà sulla guida ma consente di apprezzare subito l’ergonomia generale, grazie anche alla sella ben imbottita, al manubrio largo e ruotato verso il pilota quanto basta per sentirsi a proprio agio fin da subito.

PARTENZA... Il bicilindrico frulla con un piacevole sound, non c’è che dire. Allo stacco di frizione la nuova Benelli si muove “morbida” grazie anche al comando ben tarato. Prima, seconda e terza, senza cercare subito la migliore prestazione, lascia subito intendere che la cavalleria non è certo straordinaria: poco meno di 50 cv (47,6 per l'esattezza) e soprattutto un peso di 235 kg in ordine di marcia sono un biglietto da visita difficile da digerire per chi desidera partire a fionda.

…MA CON PAZIENZA Occorre infatti aspettare almeno i 5.000 giri indicati e una velocità un po’ più sostenuta per sentire la spinta del motore in un modo più significativo e redditizio. Sotto questo regime infatti vi verrà sempre una gran voglia (e necessità) di scalare il rapporto e mungere il gas per uscire dalle curve con un po’ di brio. L’arco di utilizzo migliore è quindi tra i 5 e gli 8.000 giri. Quanto basta per trotterellare senza particolari sacrifici lungo strade e percorsi di svariato impegno.

A SPASSO CON GUSTO Tra una curva e l’altra la TRK 502 si muove con una buona agilità. Il baricentro è basso quindi anche se il peso non è certo contenuto, ciò non disturba soprattutto quando si decide di guidare in scioltezza e accarezzare l’asfalto danzando tra una curva e l’altra. In questo senso questa Benelli offre il meglio di sè visto che è scorrevole e anche precisa nelle traiettorie. Solo sullo sconnesso avrei preferito delle sospensioni capaci di copiare meglio le asperità nei primi centimetri della loro corsa.

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO In caso contrario, se desiderate agire con maggiore aggressività, cercare la staccata a ridosso della curva, buttarvi a capofitto in un percorso con il coltello tra i denti, la musica cambia. In questa ipotesi emergono alcuni aspetti che limitano il gusto di esagerare un po’. Il primo riguarda la posizione in sella che, come dicevo più sopra è molto “seduta” e quindi rende più appannata la sensazione di controllo profondo. L’altro è il peso non certo da ballerina che, con questi cavalli a disposizione, rende più redditizia la guida rotonda e scorrevole piuttosto che stop e ripartenze bruschi e avvelenati.

E ADESSO FERMATI Sulle prime e a bassa velocità il reparto freni risponde con cautela alle richieste del pilota. Il mordente iniziale è quindi moderato, quasi sotto le aspettative rispetto alla vista del doppio disco anteriore e alle imponenti pinze ad attacco radiale. Ok, insistendo con la pressione sulla leva fa il suo dovere, non dico di no, eppure aumentando il ritmo ed entrando in curva con i freni tirati non fa parte delle migliori doti di questa TRK 502. C’è infatti una tendenza all’auto raddrizzamento piuttosto accentuata che disturba chi desidera sfruttare la frenata fino alla corda della curva.

COLPO DI SPUGNA La nuova TRK 502 supera l’esame per quanto offre nella globalità delle sue caratteristiche, per il progetto d’insieme (che funziona) e per le dotazioni e caratteristiche generali. Ok, non è esente da difetti, ma tutti piuttosto piccoli. Le finiture sono migliorabili; anche la cilindrata, a mio parere, è troppo ridotta per la massa complessiva da scarrozzare. Eppure, tutto sommato, non si può dire che il progetto sia fallimentare. E poi diciamolo… valutarla senza tenere conto del prezzo di acquisto di soli e ripeto soli 5.990 euro, non sarebbe corretto. Quest’ultimo aspetto sembra poter cancellare in un colpo solo ogni piccola imperfezione perché consente l’acquisto di una moto vera, con l’impegno economico normalmente destinato ad uno scooter di media cilindrata.

 

ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO NELLA PROVA

CASCO CABERG X-TRACE Il Caberg X-Trace è la risposta del costruttore bergamasco a chi vuole un casco da (maxi) enduro. A dimostrarlo, il frontino stile fuoristrada e la possibilità di togliere la visiera ed indossare la maschera. Non manca la visierina parasole integrata, che scende muovendo una levetta sulla parte sinistra della calotta. In velocità, come sulla gran parte dei caschi di questo tipo, il frontino fa un po' di effetto vela. Discreta la ventilazione, chiusura micrometrica. Interni staccabili e lavabili. La calotta è in policarbonato. Ottimo rapporto qualità prezzo (da 199,99 a 219,99 euro). Disponibile in quattro colori, Caberg X-Trace ha una gamma taglie che va dalla S alla XXL.

GIACCA HEVIK NAMIB Ottima giacca tutto fare. Non mancano protezioni omologate CE su gomiti e spalle e la possibilità di aggiungere il paraschiena nella tasca posta all’interno; 3 strati e il tessuto esterno idrorepellente la rendono perfettamente adattabile alle più molteplici varietà climatiche. Anche le 4 tasche impermeabili offrono la giusta protezione allo smartphone e altri ammennicoli tecnologici. E quando la temperatura sale è possibile aprire Se la temperatura si scalda si possono aprire le prese d’aria su petto e maniche e lungo la schiena. Ottime le regolazioni su vita, fianchi e polsi con chiusure a strappo. Colori disponibili: nero, grigio Taglie: XS-XXXL Prezzo: 249 euro

PANTALONI HEVIK TERRAIN Sono pantaloni termici dotati di protezioni omologate CE per ginocchia e per i fianchi. Grazie ai soffietti sulle ginocchia camminare è facile e le gambe si distendono bene. Composti da 3 strati con membrana impermeabile e traspirante W-STRIDER si sono ottimi alleati anche con temperature basse e, grazie alla fodera interna termica removibile, permettono di affrontare lunghi viaggi sempre al caldo. Le ampie tasche frontali permettono di riporre al sicuro portafogli, smartphone o altri oggetti e le prese d’aria frontali offrono un’ottima ventilazione. Qualunque sia il tipo di calzatura che indossate poi non ci sono problemi grazie al finale di gamba regolabile con chiusura a strappo triplo. Colori disponibili: nero Taglie: XS-XXXL Prezzo: 219 euro

GUANTI HEVIK ROCK DARK Sono sempre più numerose le moto con manopole riscaldate, ma se invece la nostra amica su due ruote non dispone di questo accessorio? Semplice: si scelgono i guanti Hevik Rock Dark. Grazie alla membrana impermeabile W-STRIDER offrono riparo contro la pioggia e l’imbottitura termica interna ripara anche dal freddo più rigido. Mi piacciono molto i materiali utilizzati: tanta pelle mista a tessuto, tutti rigorosamente neri. Per regolarli al meglio ci sono due cinturini in velcro che si adattano ad ogni tipo di giacca. Protezione contro gli agenti atmosferici e non solo: gli Hevik Rock Dark hanno protezioni nocche in PVC, inserti antiscivolo e rinforzi morbidi sulle giunture delle dita. Colori disponibili: nero Taglie: XS-XXL Prezzo: 49,90 euro

STIVALI STYLMARTIN SHIVER Questi stivali non colpiranno certo per il look, piuttosto classico per uno stivale da moto, ma sono un vero e proprio jolly. Buoni per il day by day come per un viaggio, hanno una scorza adatta anche alle giornate in cui la moto l'avresti lasciata volentieri a casa. Ecopelle in microfibra idrorepellente per la tomaia, resistente all'acqua la fodera, lo stivale Shiver mi ha tenuto le dita al caldo anche passeggiando sulla neve di Cervinia, a oltre tremila metri di altezza. E in sella alla moto mi dà sicurezza, con una suola rocciosa, punta e talloni rinforzati, inserti semirigidi su malleoli e tibia e l'inserto rifrangente posteriore.
Taglie: 38-47 Prezzo: 169 euro


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