Autore:
Danilo Chissalè

TRADIZIONE O INNOVAZIONE? Fino a qualche anno fa avrebbe fatto sanguinare le orecchie di molti appassionati, oggi invece la parola moto elettrica suscita interesse, approvazione e tanti investimenti. Le case costruttrici ci credono e anche le più insospettabili tradizionaliste, come Harley Davidson, si lanceranno nella realizzazione di due ruote elettriche. Ma noi utilizzatori ci crediamo? Siamo pronti ad abbandonare la tradizione in favore del cambiamento? Come si fa quando si prendono decisioni importanti, mi sono seduto alla scrivania, con carta e penna, per valutare pro e contro delle due controparti.

A CONFRONTO Al netto dei discorsi sulla green mobility, l’impatto zero e le caprette dell’Himalaya che si salverebbero se utilizzassimo tutti il tappeto volante, in cosa è meglio l’elettrico? Per avere un riscontro concreto ho deciso di simulare l’acquisto ed il possesso di due moto: una elettrica e una tradizionale, mettendo a confronto i costi fissi, i consumi e le prestazioni che, si sa, sono un argomento che scalda sempre il cuore di noi motociclisti. Le moto prescelte sono la rinnovata Yamaha MT-07 e la Zero SR 14.4, moto elettrica dalle prestazioni brillanti e dal prezzo (relativamente) contenuto.

DAL CONCESSIONARIO Il confronto inizia dal concessionario. Per mettervi nel box di casa una Yamaha MT-07 dovrete staccare un assegno da 6.790 euro f.c., per la rivale elettrica la cifra è ben più corposa. Una Zero Motorcycles SR 14.4 con accessorio Power tank, ideale per il turismo a corto raggio, costa ben 23.000 euro. La disparita è dovuta dalla differenza di tecnologia, dai costi industrializzazione decisamente più bassi delle moto tradizionali e, parere personale, dall’aurea radical chich dei salvatori delle caprette sopracitate.

DAL BENZINAIO Il testa a testa prosegue dal benzinaio, o meglio, al punto di rifornimento. La Yamaha ha un serbatoio di 14 litri che si riempie con circa 23 euro di benzina verde. La Zero invece offre diverse possibilità di ricarica: si può utilizzare una classica presa domestica, oppure le colonnine di livello 2 che sempre più spesso troviamo nelle grandi città. Data la discrepanza tra ricarica domestica e prezzi effettuati alle colonnine ci “fidiamo” dei 3 euro dichiarati dalla casa madre per un pieno di corrente.

IN STRADA Immaginate ora una strada tortuosa che si arrotola nella natura incontaminata. Preferireste percorrerla snocciolando le marce, riempiendovi i timpani col suono dello scarico e le narici dell'odore di benzina oppure fiondarvi tra le curve spinti da una coppia mostruosa, un sibilo futuristico e il fresco profumo del mughetto? La Yamaha nel suo ultimo aggiornamento si conferma una moto briosa e divertente, agile nello scendere in piega, adatta a neofiti e non, la Zero ha una spinta vigorosa sempre presente e grazie al baricentro estremamente basso offre una stabilità tra le curve davvero impressionante. Le prestazioni si equivalgono: potenza attorno ai 70 cv per entrambe, la coppia è appannaggio della Zero con i suoi 146 Nm (più di una Panigale) contro i 68 della 07, mentre la velocità massima premia la naked Yamaha con 215 Km/h contro i 164 della controparte elettrica.

COSTI DI GESTIONE Ed eccoci giunti al capitolo meno entusiasmante della nostra sfida ma di gran lunga il più utile: quanto mi costa mantenerle? Ho messo a confronto i costi di bollo, assicurazione, tagliandi e benzina o corrente (5.000 km annui), ecco il risultato. Il bollo varia da regione a regione, siccome risiedo in Lombardia ho preso lei come esempio. Una Zero in terra longobarda gode dell’esenzione del bollo per i primi 5 anni, mentre per la Yamaha il costo è di circa 60 euro. Capitolo assicurazione, utilizzando i comodissimi comparatori on-line ho strappato preventivi simili per entrambe, la spesa media è di circa 500 euro annui per la sola RCA, le garanzie accessorie sono comode ma fanno lievitare il premio. E dal meccanico? La Zero si può dire che non lo conosca, uno dei vantaggi del motore elettrico è proprio la bassissima manutenzione necessaria, la Yamaha invece, pur godendo della proverbiale affidabilità giapponese, non è esente ai tagliandi. Infine i costi del carburante, per percorrere 5.000 km in sella alla Yamaha MT-07 darete 380 euro al vostro “amico” benzinaio, il costo dei pieni della Zero si ferma a 80 euro garantendo un discreto risparmio.

CHI VINCE? Dunque chi è meglio? La tradizione o l’innovazione? Sicuramente le prospettive per l’elettrico sono più che rosee: le amministrazioni adorano questo tipo di mobilità e la agevolano con sgravi fiscali ed esenzioni. Il rovescio della medaglia è il prezzo d’acquisto tutt’altro che popolare, l’autonomia ridotta e la scarsa diffusione delle colonnine di ricarica lontano dai grandi centri urbani. Al momento vince il caro vecchio motore termico, ma l’innovazione è decisa a soppiantare la tradizione. Nostalgici avvisati mezzi salvati.


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