Prova su strada

Ducati Sport 750


Avatar Redazionale , il 07/09/01

20 anni fa - Ombra nera

Prendete una Ducati 750 SuperSport, toglietele un disco del freno anteriore e la vernice ed avrete così una sportiva dal prezzo davvero competitivo. Come la versione "dark" della SS 750 proposta dalla Casa bolognese, che in questo modo "regala" un mezzo divertente, leggero, in grado di dare emozioni da supersportiva, senza intaccare il portafogli.

LA NOVITÀ

Dopo l’enorme successo di vendite ottenuto con l’operazione Monster Dark, a Borgo Panigale hanno pensato bene di replicare l’iniziativa per avvicinare un pubblico più vasto ai loro mezzi da "corsa". Il modello proposto in versione "eco" (dove eco sta per economico ndr) è la Ducati 750 Sport, versione semplificata della SuperSport 750, con la quale condivide praticamente tutto, a parte piccole varianti: carburatori in luogo dell’iniezione elettronica, un solo disco all’anteriore invece di due, e niente vernice, ma solo un bel nero opaco. Varianti che hanno permesso di "limare" più di due milioni dal listino rispetto alla versione "full". Un prodotto di qualità, in grado di attrarre anche i più giovani, sempre a "corto" ma bramosi di entrare nel mitico mondo Ducati. 

EXTREME BIKE

La nuova 750 Sport ha una linea decisamente accattivante, molto… Ducati. Di profilo ricorda un vorace predatore con le fauci ben spalancate, pronte ad "azzannare" l’asfalto. Vista di fronte, spicca la linea snella ed aerodinamica della carena, anche se un è po’ anonimo il cupolino con il grosso faro a parabola complessa.Espressione estrema dell’aggressività di questa Ducati è il serbatoio, in puro stile Taricone: dorsali voluminosi (con tanto di nervature laterali) e vita stretta e sexy, da avvolgere in un abbraccio di cosce vigoroso. D’altra pasta il codino, dove prevale una linea semplice e morbida, con sella a due piani corredata da un utilissimo maniglione.

FINITURE COSÌ COSÌ

Lasciano un po’ a desiderare le finiture, specie all’interno della carena, dove fili, connettori e attacchi della carena sono troppo ben visibili. Aspetto "grezzotto" anche per i collettori di scarico pronti a perdere di lucentezza, ma che comunque rimangono ben nascosti sotto la carena. Piccole pecche che la Sport condivide con la "sorella ricca" e quindi anche più costosa.

VIVA LA TRADIZIONE

Pezzi forti di tutte le Ducati rimangono il telaio a traliccio e il motore bicilindrico. Il primo è una vera opera d’arte d’ingegneria, tanto efficace quanto semplice, capace di contenere scuderie ben più dotate di quelle messe a disposizione della 750 Sport. Aggrappato ad esso come un Koala, c'è il bicilindrico a "L" Ducati, due valvole per cilindro, raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a camme in testa e distribuzione desmodromica. Ormai è entrato di diritto nel libro dei motori più longevi in circolazione ma non pensate che sia datato. Le idee di base di questo propulsore sono attualissime anche ai giorni nostri: pur se provvisto di soli 64 cavalli, il twin Ducati rimane uno dei motori più godibili in circolazione grazie alla eccellente erogazione.

CICLISTICA TOP

La ciclistica è come sempre dotata di elementi di alta qualità. La forcella upside-down da 43 mm non regolabile (ma non ce n'è bisogno), unitamente al monoammortizzatore posteriore (regolabile), conferiscono alla Sport 750 un’immagine in perfetto stile Ducati Corse. Del reparto sportivo fanno parte anche i pneumatici, che vestono i bei cerchi in lega leggera a tre razze da 17". Snello l’impianto frenante, che ora dispone di un solo disco flottante anteriore da ben 320 mm di diametro, anche se rimane l’apposito alloggio per un'eventuale aggiunta. Singolo anche il disco posteriore da 245 mm, entrambi stretti nella morsa sicura delle pinze Brembo, a quattro pistoncini per l’anteriore e a due per il posteriore. Il prezzo di questa piccola sportiva è di 15.146.000 lire (chiavi in mano), indubbiamente allettante per chi ha sempre sognato di correre in sella ad una moto marchiata Ducati. E poi, la Sport… è solo l’inizio.

IN SELLA Una cosa è certa, in sella alla Ducati 750 Sport non si sta comodi. Un po’ come su tutte le moto sportive del resto. Comfort a parte, chi acquista una sportiva di sicuro cerca agilità, prestazioni e tanto, tanto divertimento. E questa Ducati ne ha da vendere.

DUCATI IN TUTTO

La sella, piuttosto alta, e la posizione, caricata in avanti, possono creare qualche imbarazzo iniziale, specie per i più piccoli. Ma una volta in moto tutto diventa estremamente facile, anche se la Sport non è la moto più intuitiva del mondo. La sella non è poi così scomoda, così non resta che ingranare la prima e via. Anche in partenza la Sport è una Ducati vera. La frizione "stacca in fondo", inoltre, come tradizione Ducati, è tanto granitica da costringere ad una scelta inevitabile: iscrizione in palestra per rafforzare polsi ed avambracci o un abbonamento dal fisioterapista di fiducia per gli anni a venire. A voi la scelta.

TELAIO MAXI

Dolori vari a parte, per essere una moto sportiva la 750 Sport è tutto sommato usabile senza troppi patemi anche nel traffico, nonostante si senta subito che soffre la mancanza di spazi aperti. È infatti fuori delle mura cittadine, dove gli spazi si fanno più ampi e liberi, che la "ducatina" fa la sua figura. Il telaio, rigido, da vera superbike, regala una stabilità riscontrabile solo tra le sportive di maggiore cubatura. Non per nulla è lo stesso montato sulla sorella maggiore 900 SuperSport: questo la dice lunga sulle sue performance. L’avantreno è granitico e invoglia a piegare; come tutte le Ducati, anche la Sport non "cade" da sola in curva, ma vuole essere accompagnata. Ed ecco che già alle prime curve ci si ritrova a spostarsi sulla sella, a giocare con il corpo per scendere in piega: le avranno tolto anche la vernice, ma i cromosomi Ducati, quelli ci sono ancora tutti. Il gioco del pilota con questa Sport riesce proprio bene!

BASSI È BELLO

64 cavalli per una sportiva sono davvero pochini. Ma se messi nei posti giusti (come quelli del settemmezzo Ducati) possono dire la loro. Le Ducati 2 valvole non eccellono certo per potenze assolute, la loro forza è nell’erogazione fluida e corposa ai medi regimi. La 750 si difende, offre un range di 5000 giri tutti da godere. Dai tremila agli ottomila la spinta è tutt’altro che moscia. L’allungo non è prodigioso, insistere oltre gli ottomila non serve a nulla: il pompone va in apnea e non ha più nulla da dare. Meglio cambiare prima allora, tanto i rapporti sono ben scalati e il contachilometri sale in fretta lo stesso. A proposito, sdraiati sul serbatoio i 220 si vedono tutti. Non male. Il motore è dunque fluido ma non ama i regimi troppo bassi: sotto i 2500 strappa, e recalcitra un po’. Questo motore è sempre stato così, prendere o lasciare.

EASY BIKE

Telaio sovradimensionato, twin più che onesto e una ciclistica D.O.C. permettono, anche ai meno esperti, di far scivolare la "ducatina" tra una curva e l’altra con estrema facilità. Non siete voi a guidarla, ma è lei a portarvi dritti in curva, dove mantiene rigorosa la traiettoria scelta come se fosse sui binari. Pinzata decisa sulla leva del freno, fuori con il ginocchio e dritti a puntare il cordolo della curva, per uscire a massima velocità, puntando il cordolo esterno. È così che si guida la Ducati 750 Sport.

CICLISTICA PISTAIOLA

Le sospensioni sono tarate sul duro, perfette per tenere incollata a terra la moto. Quella anteriore non è regolabile, non ve n’è alcun bisogno: è perfetta. Un po’ più dura, invece, quella posteriore, che risponde in modo secco ad ogni asperità del manto stradale. Se poi avete la sfortuna di incappare in un tratto con pavé, la sensazione è quella di essere in sella ad una moto priva di sospensioni.

FRENATA SOFT

Meno sportivo l’impianto frenante, dotato di un solo disco sia all’anteriore che al posteriore. Il discone da 320 mm non si comporta proprio male: è ben modulabile e sufficientemente potente quando si è soli in sella. Ma se a cavalcare la "ducatina" si è in due, la mancanza del secondo disco incide negativamente sugli spazi di frenata. In più, il disco posteriore è poco modulabile: come un interruttore on/off, frena inizialmente in modo poco incisivo, per poi passare al bloccaggio della ruota, senza le vie di mezzo utili nelle manovre d’allineamento della moto. Un consiglio? Al momento dell’acquisto richiedete subito il secondo disco all’avantreno, il posto per montarlo c’è. Certo la cifra sale di un pelo, ma con queste cose è sempre meglio esagerare.

MEGLIO SOLI…

Se la 750 Sport promette di soddisfare più di una "fregola" sportiva, lo stesso non si può dire per il passeggero. La Sport ha un unico sellone, ma non fatevi trarre in inganno: come su ogni sportiva, il posto dedicato al secondo è piuttosto rialzato, anche se di discrete dimensioni. Se si aggiunge la posizione accovacciata del pilota, superati i 120 km/h, la pressione del vento diventa fastidiosa, rendendo gli spostamenti alquanto gravosi per il povero passeggero che, come generi di conforto, trova solo un’imbottitura dignitosa e un bel maniglione cui aggrapparsi.
Pubblicato da Alfredo Verdicchio, 07/09/2001
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