Test Drive

Ducati Monster 695


Avatar Redazionale , il 04/01/07

14 anni fa - Piccola ma ambiziosa

Ennesima versione della nuda bolognese, la 695 è il modello d'accesso della gamma. Bassa, facile e potente il giusto per non stancarsene subito ha ottime qualità dinamiche che la rendono molto interessante. Un evergreen che non ha alcuna intenzione di mollare.


AVANTI UN'ALTRA
Ebbene si, un'altra Monster, l'ennesima. Dovessi tenere il conto di quante ne sono uscite dal '93 ad oggi mi verrebbe il mal di testa. Eppure questa araba fenice delle due ruote riesce sempre ad essere interessante, sempre nuova a modo suo. Un modello probabilmente condannato a non cambiare mai l'estetica perché, alla fine, se ne può discutere fin che si vuole ma la Monster piace ancora.

SEMPRE IN CLASSIFICA Guardi la classifica delle moto più vendute e la trovi li, tredicesima posizione, 2.629 pezzi da febbraio a Novembre. La Monster, insomma, fa ancora i numeri (ormai non manca molto ai 200.000 pezzi venduti nel mondo) e in Ducati se la tengono stretta, stando bene attenti a mantenerla aggiornata, non tanto nell'estetica quanto nella tecnica. Così, la piccina di famiglia mette su ogni volta qualche centimetro cubo: era 600, poi 620 e adesso 695, cilindrata anomala (l'undicesima nella storia della naked bolognese) arrivata un po' per compensare il tappo imposto dall'Euro 3, un po' per avvicinare la concorrenza bicilindrica quanto a cavalleria.


PIU' GIRI MENO STRESS
Il lavoro è ben riuscito, l'ennesima versione del Desmodue cresce grazie all'incremento dell'alesaggio (da 80 a 88 mm) ma alla contemporanea riduzione della corsa (da 61,5 a 57,2 mm) così da ottenere un motore molto superquadro e aumentare i regimi di rotazione diminuendo al contempo la velocità lineare del pistone a tutto vantaggio della affidabilità. L'intervento ha consentito anche di montare valvole più grandi portando la potenza a 73 cv a 8.500 giri (10 in più rispetto al 620), che fanno del motore 695 quello con la maggior potenza specifica tra tutti i motori Ducati raffreddati ad aria ma soprattutto la mette in condizione di guardare le concorrenti senza timori reverenziali quanto a prestazioni (Suzuki SV 650, Kawasaki ER-6N e Cagiva Raptor 650 hanno tutte 70 cv). Ovviamente cresce anche la coppia che arriva a 6,2 kgm a 6750 giri.

EURO 3 Inoltre l'adozione della sonda lambda e di nuovi catalizzatori di più grandi dimensioni hanno consentito alla nuova Monster di rientrare nella normativa Euro 3. Il lavoro di aggiornamento al motore ha anche portato ad un allungamento degli intervalli di manutenzione passati da 10.000 a 12.000 km. Dalle ultime Monster della serie "piccola" (e anche bassa visto che la sella è a soli 770 mm) la 695 eredita anche la frizione APTC con sistema antisaltellamento integrato e leva morbida.


CICLISTICA CONFERMATA
La ciclistica resta quella classica della Monster, con il telaio a traliccio (però più libero da cavi e cavetti vari) abbinato ad una forcella a steli rovesciati da 43 mm non regolabile e ad un monoammortizzatore con il minimo delle regolazioni possibili (solo precarico molla) Tutto per un interasse di 1.440 mm e un peso di 168 kg. Purtroppo la 695 non cede alle lusinghe del monobraccio come le sorelle S2R e resta fedele al forcellone doppio braccio di sicuro meno attraente, in compenso aggiunge un bel po' di nero qua e la che contribuisce ad aumentare l'aggressività della moto. Anche i freni restano gli stessi con il doppio disco Brembo da 300 mm con pinze flottanti e il disco singolo da 245 mm.

LA MONSTER PER TUTTI Bassa è bassa la Monsterina, e anche snella. A ragione il modello di accesso della gamma Monster si propone di accontentare l'utenza più ampia possibile e la 695 è perfetta allo scopo. L'unica cosa a denotare le rughe sulla carta d'indentità è la posizione di guida. Il manubrio ruotato in avanti e la sella bassa impongono una posizione "a pelle di leone" ormai decisamente superata. Ma questo è uno dei pochi punti deboli che mi sento di imputare alla monsterina. Perché la 695 mi è proprio piaciuta, è agile facile, intuitiva e man mano che passano gli anni il desmodue diventa anche più fluido e piacevole.


LA GRINTA CHE MANCAVA
Silenziosa di meccanica, con una frizione che è un burro si guida davvero in modo piacevole, il motore riprende bene anche da regimi minimi con marce alte e l'elasticità di marcia è notevole. E adesso la piccola Monster dice anche la sua quanto a prestazioni, i 200 sono subito li, senza sforzo, almeno quello del motore, perché la posizione di guida di cui sopra e l'assenza del cupolino (che vi raccomando vivamente di acquistare se avete intenzione di fare un po' di autostrada) impongono sforzi considerevoli di collo e braccia appena la velocità supera quella da parata.

PIÙ 800 CHE 620 Cavalli giusti al posto giusto ma anche tanta buona coppia da utilizzare, così la Ducati si guida velocemente senza che sia obbligatorio tirarle troppo il collo anche se il motore non disdegna regimi elevati tirando fuori una certa cattiveria che avvicina la 695 più alla 800 che non alla 620 che rimpiazza.


OTTIMO ASSETTO
Le sospensioni si regolano poco o niente, è vero, ma la taratura (piuttosto sostenuta) è più che adeguata agli scopi che si prefigge la Monster. Pur se di piccola cilindrata, la nuda Ducati non disdegna affatto la guida brillante, assecondata anche da un buon cambio e dalla frizione antisaltellamento, qui più che altro utile per venire incontro a chi, non esperto, esagera con le scalate. La ciclistica, del resto, è sempre stata il suo punto di forza e ancora una volta la Monster non tradisce sotto questo aspetto, con l'unico limite dei silenziatori bassi che toccano in fretta quando ci si fa prendere la mano.

FRENI GIUSTI MA... La frenata è la stessa della S2R (con cui la 695 condivide l'impianto), con le pinze flottanti che, giustamente, non hanno un attacco molto aggressivo, ma hanno un'ottima potenza quando si deve frenare forte. Peccato per la leva non regolabile, una mancanza per me grave perché l'ergonomia non deve mai essere trascurata, nemmeno sui modelli di accesso le mani non sono tutte uguali.


Pubblicato da Stefano Cordara, 04/01/2007
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