Pubblicato il 17/03/2020 ore 11:40

TUTTO FERMO! L’emergenza sanitaria di questi giorni sta mettendo a rischio la salute di migliaia di italiani, ma la salute non è l’unico aspetto che il COVID-19 sta mettendo sotto assedio. Dopo l’ultimo giro di vite del Premier Conte, che ha dato la serrata a tutte le attività commerciali che non offrono servizi di prima necessità, anche l’economia del paese rischia di uscire dall’emergenza Coronavirus con le ossa rotte. Il mondo delle due ruote, purtroppo, non è da meno stando all’ultimo comunicato stampa diramato da ANCMA, in cui viene annunciata l’emergenza Euro 4.

CONCESSIONARI CHIUSI Tra le attività che hanno l’obbligo di chiusura rientrano anche i concessionari, che perderanno le vendite dei mesi nevralgici, ovvero quelle del secondo trimestre, storicamente il più importante dell’anno. Ad aggravare la situazione ci pensa l’infelice concomitanza con la transizione tra le motorizzazioni Euro 4 ed Euro 5, disciplinata dal Regolamento europeo 168/2013: a partire dal 1° gennaio 2021, infatti, non sarà più possibile immatricolare ciclomotori e motocicli Euro 4, salvo quelli ammessi dalle deroghe di fine serie normalmente previste dalle direttive comunitarie per aiutare i costruttori a smaltire gli stock. Ciò potrebbe portare ad un anomalo accrescimento degli stock in magazzino, con il rischio concreto che alla fine dell'anno costruttori e dealers si ritroveranno con veicoli che, per legge, non potranno più essere commercializzati.

LA RICHIESTA DI ANCMA ANCMA oltre a porre alla ribalta mediatica il problema ha già proposto una soluzione facendo appello alle istituzioni governative, queste le parole di Paolo Magri, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Ciclo, Motociclo e Accessori): “Il decreto Conte dello scorso 11 marzo ha sospeso l'attività commerciale dei rivenditori di scooter e motocicli, con la sola eccezione dei servizi accessori di manutenzione e riparazione. L'effetto di questa disposizione – che l'industria ha accolto con senso di responsabilità per contenere gli effetti di una emergenza sanitaria senza precedenti – è il totale blocco delle vendite per un periodo di tempo che, in questa fase, non è possibile determinare. E' pertanto necessario pensare da subito a soluzioni emergenziali per rispondere a una situazione eccezionale, che potrebbe tradursi nei prossimi mesi in un danno importante per le aziende del settore: in particolare, riteniamo necessario pensare a un rinvio di almeno sei mesi della scadenza delle immatricolazioni Euro 4 e chiediamo quindi al Governo italiano di farsi promotore di questa richiesta anche presso le competenti sedi europee.”


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