Pubblicato il 25/12/2019 ore 10:00

TRADIZIONI NATALIZIE Il periodo natalizio è l’ideale per raccontare storie, favole e fiabe, magari attorno alla tavola imbandita… prima che il vino e il pranzo inducano ad uno stato comatoso, risvegliato solamente dall’immancabile zia che propone la tradizionale tombola. Nel vostro paniere di storie potrete aggiungere anche quella che vi sto per raccontare. Parla di un oggetto rarissimo, al limite del mitologico: una moto Ferrari.

TUTTO VERO Tutto accadde nel lontano 1990, negli Stati Uniti d’America. Un Tale di nome David Kay scrisse una lettera in Ferrari, una come tante ricevute in quegli anni dalla Casa di Maranello, chiedendo alla famiglia Ferrari l’approvazione per utilizzare l’effige del Cavallino Rampante su una moto. Eresia? Sacrilegio? Vilipendio? No, niente affatto, a Mr Kay, famoso per la realizzazione di mitiche MV Agusta, fu concesso da Piero Ferrari in persona il permesso di utilizzare il leggendario simbolo. Kay decise di sfruttare al meglio l’onore concessogli dal rampollo Ferrari dando vita ad una moto ispirata a Enzo Ferrari. Il Drake.

La 900 cc fu costruita con l'autorizzazione di Piero Ferrari in onore di Enzo

DAL FOGLIO AL METALLO Dopo quattro anni e oltre 3.000 ore di lavoro, il sogno di David prese vita e si mostro in tutto il suo splendore a Classic Bike Show del 1995. La Ferrari 900 si ispirava esteticamente al fiore all’occhiello dell’epoca per la Casa di Maranello, la Testarossa, di cui riprendeva le feritoie lungo le fiancate. Anche le Ferrari della Le Mans lasciarono qualcosa in eredità alla moto di Kay, basta guardare lo schema dei fari anteriori e paragonarlo con le rosse dell’epoca. A livello ingegneristico, la Ferrari 900 era un vero e proprio portento per l’epoca: il motore 4 cilindri in linea da 900 cc era in grado di sviluppare 105 cv e far raggiungere una velocità massima di 265 km/h. Le cover motore in magnesio, i parafanghi in carbonio e il telaio in tubi di leggerissime leghe metalliche permettevano alla Ferrari 900 di fermare l’ago della bilancia a 172 kg. All’avanguardia per l’epoca erano la forcella a steli rovesciati (realizzata da Forcelle Italia), l’impianto frenante Brembo con pinza a 6 pistoncini e la strumentazione digitale.

VITA TORMENTATA Controversa e per certi versi tormentata, proprio come quella di Enzo, fu la vita della Ferrari 900. Messa in vendita all’asta dallo stesso Kay per finanziare le attività di famiglia, la special non ottenne il successo sperato. Nel 2008 Ferrari 900 venne messa in vendita in un’asta Bonhams con base di 220.000 Euro, ma rimase invenduta. Finì anche sul famoso sito e-commerce E-Bay, ma anche lì pochi estimatori e zero acquirenti, forse spaventati anche dalla richiesta di 250.000 Euro. Nel 2012 la storia si chiuse, la Ferrari 900 fu battuta per 110.000 dollari con tanto di lettera di accompagnamento di Piero Ferrari per certificarne l’autenticità. Dopo questa storia si può affermare con certezza che le Ferrari d’epoca fruttano un sacco di soldi ai collezionisti… ma solo se hanno il numero di ruote esatto.


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