La moto di cui parliamo oggi è una delle enduro più longeve degli ultimi quarant'anni, amatissima dal pubblico degli appassionati. La Honda XR600R nasce nel 1985 – la prima versione, senza R, nel 1979 – e viene apprezzata tanto come moto da utilizzare tutti i giorni che come enduro non specialistica per l'offroad. Quella di cui parliamo oggi è stata restaurata in modo fedele e con piccole e mirate modifiche... fa la sua gran bella figura anche oggi nonostante i quasi quarant'anni!
DIFFERENZE L'Honda XR600R arrivata da New Older Garage sarebbe dovuta essere pressapoco come quella della foto qui sotto – questa è un po' più anziana, in realtà – e il confronto con l'immagine di copertina del nostro articolo, che la raffigura dopo il restauro, dovrebbe dare un'idea della bontà del lavoro svolto dall'atelier di Lucas Compan. In realtà il restauratore, la cui officina si trova nel sud-ovest della Francia, si è trovato a-tu-per-tu con una XR completamente modificata, che nulla aveva a che fare con il modello originale. La volontà di riportare l'enduro ai fasti di un tempo, però, ha fatto sì che motore, plastiche, scarico, forcella e grafiche restassero fedeli al progetto Honda, anche se telaio, motore, sospensioni e ruote sono stati rifatti, seppur nel rispetto del modello di serie. Nuovi cerchi neri, sabbiatura a vapore e alcuni elementi dipinti con Cerakote – un rivestimento ceramico – regalano alla XR600R nuova vita, come fosse uscita oggi dalla concessionaria.
L'XR600R OGGI L'enduro Honda ai tempi nostri ha mantenuto un buon valore dell'usato, con esemplari di quegli anni che si trovano a 4-5.000 euro. Con un bel restauro come quello di New Older Garage ci si può portare a casa una moto storica dal fascino senza tempo, adatta all'utilizzo quotidiano così come alla puntatina in fuoristrada: certo, una volta tirata a lucido così avrei i miei timori a portarla nel fango!
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…











